Martedì 27 Luglio 2021
area riservata
ASAPS.it su
Notizie brevi 08/01/2004

Da "L’Adige On line" - Il mare salverà le Alpi Helmut Moroder: con i tir sulle navi si realizza una riduzione dell’inquinamento a basso costo. L’esponente della Cipra, commissione per la protezione delle Alpi

Da "L’Adige On line"

Il mare salverà le Alpi
Helmut Moroder: con i tir sulle navi si realizza una
riduzione dell’inquinamento a basso costo.

L’esponente della Cipra, commissione per la protezione delle Alpi

La salvezza delle Alpi? Viene dal mare. In fatto di trasporti e traffico siamo condizionati dai porti di mare più di quanto si può immaginare; i motivi dell’affinità ci ricordano un passato recente in cui, l’Adige navigabile, rappresentava un vero e proprio cordone ombelicale con il commercio dell’Adriatico. Ciò fu fonte di gran ricchezza per la nostra regione. Poi la storia che conosciamo, la ferrovia prima, le strade poi, le autostrade, le super-strade.
I trasporti sono un problema nodale e nello stesso tempo una spada di Damocle per l’arco alpino; ce ne accorgiamo quotidianamente. I porti di mare potrebbero forse aiutarci. Le cosiddette "autostrade del mare" sono un progetto caro al Presidente Ciampi. Le stime parlano di una possibile riduzione del 50% della strage di oltre 8.000 morti l’anno sulle strade italiane come conseguenza della diminuzione del traffico pesante; in più, la riduzione della circolazione, si ripercuoterebbe positivamente in un ambiente sensibile come quello delle nostre alpi. Ne parliamo con Helmuth Moroder, vicepresidente della Cipra internazionale (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi).
Ing. Moroder, lei in qualità di vicepresidente in ambito Cipra si occupa direttamente delle problematiche legate ai trasporti; è effettiva la relazione diretta tra porti di mare e traffico pesante sull’arco alpino?
La relazione c’è eccome; l’utilizzo più ragionato dei porti italiani come Trieste, Livorno, Ancona o Genova e di quelli del nord Europa come Rotterdam, potrebbe alleggerire in modo rilevante il carico dei trasporti sull’arco alpino.
Come sono movimentate attualmente le merci in questo settore ?
I grandi porti si fanno la guerra per accaparrarsi la fetta di mercato più grande possibile; a loro non importa dove sia diretta la merce, è sufficiente che qualcuno utilizzi i loro moli. Ciò ha generato delle direttrici consolidate che vedono i porti italiani come base per il movimento verso nord e viceversa per i porti del nord Europa.
Eppure tali percorsi sembrano logici.
Forse, come distanze da percorrere possono sembrare razionali e, almeno in parte è così. In realtà il trasporto via mare è assai meno impattante di quello su strada; il consumo di risorse energetiche per tonnellata trasportata si riduce, via mare, a 1/10 di quello stradale. Ciò significa che diventa trascurabile il fattore "maggiore distanza".
Vuol forse dire che sarebbe economicamente e, nello stesso tempo, ecologicamente più vantaggioso trasportare merci destinate al nord Europa via mare attraversando lo stretto di Gibilterra ?
Assolutamente si; il bilancio sarebbe favorevole. Basti pensare all’enorme capacità di carico delle grandi navi (su queste rotte una sola nave può trasportare 2.000 container; 2.000 tir in meno sulle nostre strade). Per rifarsi al progetto delle "autostrade del mare", l’Italia avrebbe due formidabili direttrici grazie alla sua posizione nel Mediterraneo, quella adriatica e quella tirrenica.
Dal punto di vista dell’impatto ambientale, un aumento del traffico marittimo non produrrebbe rischi potenziali anche in mare, altro ecosistema sensibile ?
Tutto ciò che è mal gestito produce effetti negativi. Dal punto di vista tecnico è un fatto certo che l’incremento del traffico in mare, se governato con regole e controlli severi e chiari, non sarebbe controproducente. Prova ne sia anche il fatto che, in buona sostanza, tutto il mondo ambientalista è favorevole a questa soluzione.
Sarebbe dunque necessaria un’azione forte sul mondo armatoriale italiano ?
Il problema non sono gli armatori italiani; molti di loro conoscono la questione. Le fonti dei guai sono da una parte l’ente regolatore, la politica dotata di una miopia eccezionale (sarebbe utile, ad esempio, imputare ai trasporti su strada i costi reali), e dall’altra, come dicevo, la concorrenza fra porti.
Sono però ottimista, oggi anche gli scali del sud sono stati potenziati e, con un’avveduta azione politica, sarebbe relativamente semplice trovare una soluzione per una loro migliore gestione.
L’azione combinata di un potenziato trasporto via mare assieme ad un più razionale utilizzo della ferrovia porterebbe davvero una boccata d’aria pulita su tutto l’arco alpino.

Di FRANCO BOSCOLO

Giovedì, 08 Gennaio 2004
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK