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Arborea, multata da un autovelox a noleggio (che guadagna il 29% dalle sanzioni): ricorso respinto, deve pagare

La Cassazione non ha dato ragione alla cittadina sarda, che oltre alla multa deve pagare anche mille euro di spese legali al comune
Foto Ansa

Il fatto che i comuni diano in appalto il servizio di autovelox a ditte private non è un motivo per chiedere l'annullamento delle multe dei guidatori sanzionati per eccesso di velocità.

Lo sottolinea la Cassazione, respingendo il ricorso di Patrizia M., cittadina sarda, e confermando la validità di una multa emessa dal comune di Arborea, che paga alla ditta privata di nolo un corrispettivo del 29% dei proventi delle sanzioni.

La sentenza è stata depositata oggi dalla Seconda sezione civile. Patrizia M., difesa da Rossella Oppo del foro di Oristano, aveva fatto ricorso contro una multa per eccesso di velocità, rilevato nel giugno 2008 dall’autovelox Traffiphot.

Nel reclamo, la donna ha sostenuto che la violazione “non era stata accertata dagli agenti della Polizia municipale, ma da addetti di società privata cointeressata ai proventi delle sanzioni”, in quanto “retribuita con un corrispettivo variabile del 29,10%”.

Il fatto di corrispondere una percentuale degli introiti dunque avrebbe “trasformato il contratto di appalto in un contratto aleatorio in quanto il corrispettivo sarebbe stato condizionato da un 'evento', l'accertamento della sanzione, e non da un servizio effettivamente svolto, con conseguente indeterminatezza dell'oggetto”. Inoltre, il fatto che la ditta fornitrice “provvedesse anche alla taratura degli apparecchi avrebbe determinato anche un grave conflitto di interessi”.

Gli ermellini però le hanno dato torto e confermato la validità della multa, il Giudice di Pace di Terralba aveva annullato il verbale.

Per la Cassazione, “la remuneratività del servizio in relazione ai proventi delle sanzioni amministrative non è rilevante dal momento che le violazioni devono essere accertate dalla Polizia Municipale, né sussiste alcun profilo di invalidità del verbale connesso al vincolo di destinazione dei proventi”. 

Tutti i dati raccolti dagli autovelox a nolo, infatti, confluivano in un server “al fine di essere validati dal personale della polizia locale, che poteva dunque accedere ai dati con diretta e piena disponibilità al fine di esaminarli e verificarli per contestare le sanzioni”.

Così, oltre alla multa per eccesso di velocità, Patrizia M. deve pagare anche mille euro di spese legali in favore del comune di Arborea.

da unionesarda.it

 

 

Mercoledì, 05 Ottobre 2022
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