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Salvataggi 13/04/2022

"Non sono James Bond, ho solo fatto il mio dovere"
Parla l'agente di polizia salito a bordo del tir in corsa

Parla Valerio Moro, il poliziotto 35enne che ha bloccato un camion sulla statale 379 fra Brindisi e Lecce, in direzione di Ostuni. L'autista ucraino, colto da malore, era incosciente

Quando l'adrenalina ha lasciato il posto alla riflessione, nella sua mente sono tornate le immagini di quel tir impazzito che nell'agosto 2008 sfondò lo spartitraffico dell'autostrada A4 fra Venezia e Trieste. I morti furono sette. Se questa volta non ce ne sono stati il merito è anche di Valerio Moro, 35 anni, l'agente della Polizia di Stato che è saltato su un tir in corsa sulla statale 379 fra Brindisi e Lecce. Come in un film di James Bond. "Ma io non sono un eroe e il merito è del lavoro di squadra della polizia", racconta Moro il giorno dopo l'operazione che ha salvato la vita all'autista ucraino colto da malore mentre era al volante a una ventina di chilometri da Ostuni.

Che cosa ricorda?
"La voce concitata del collega al volante della Grande Punto, innanzitutto. Stavamo tornando al commissariato di Ostuni, la nostra sede, dopo le prove per la festa della Polizia. "Che cosa succede lì?", ha detto ad alta voce richiamando la mia attenzione e quella del capopattuglia di fianco a lui".

Davanti a voi quel camion cominciava a sbandare.
"Andava a zig-zag a 80-90 chilometri all'ora. Erano le 13,15 e quando ha colpito il guardrail sulla destra e sollevato polvere, detriti e pezzi di lamiera ovunque abbiamo capito che c'era qualcosa che non andava".

Che cosa avete fatto?
"Il collega alla guida è stato prontissimo: ha acceso sirena e frecce di emergenza e cominciato a zigzagare per far rallentare le auto dietro di noi".

E il camion?
"Cominciava a rallentare sbattendo contro lo spartitraffico centrale in cemento".

Che poteva sfondare.
"Sì, anche perché viaggiava a pieno carico. Quando ha cominciato a rallentare, io che ero seduto dietro ho aperto lo sportello dell'auto e mi sono preparato a quella che noi chiamiamo "discesa operativa dal veicolo in movimento". Siamo addestrati anche a questo e così sono saltato giù dalla Punto rincorrendo il camion. Poi con il sostegno del capopattuglia mi sono aggrappato allo sportello sul lato passeggero del tir: per fortuna era aperto".

In che condizioni era l'autista?
"Era incoscente, con la testa poggiata sul finestrino. Sembrava in preda a convulsioni e aveva la bava alla bocca . Gli ho tolto il piede dall'acceleratore e ho preso il controllo del mezzo. Guido i pullman della polizia, quindi avevo idea di cosa fare. Appena ci siamo fermati ho steso l'autista sul lettino della cabina e messo in pratica le manovre di primo soccorso".

Si è accorto di quello che succedeva intorno a lei?
"Di quei momenti concitati ricordo le auto che non sono riuscite a fermarsi e hanno superato il camion passandomi di fianco a oltre 100 all'ora. Ma in quei frangenti non c'è tempo per pensare, fai quello per cui sei addestrato e basta. L'unico obiettivo era fermare quel tir".

Con l'uniforme da cerimonia.
"Tornavamo dalle prove generali delle celebrazioni per il 170esimo anniversario della Polizia, per questo indossavamo quella divisa".

Che cosa le hanno detto i suoi colleghi?
"Per noi essere d'aiuto agli altri è normale. Lo ripeto: è stato un grande lavoro di squadra. Dietro la nostra utilitaria c'erano altri due agenti a bordo di una Mitsubishi Pajero: loro hanno rallentato il traffico e ci hanno consentito di operare in sicurezza. Anche perché eravamo subito dopo una curva. Il mio capopattuglia ha avvertito il 118, i colleghi della Stradale e la questura. Un lavoro corale, che ha dato i suoi frutti".

E in famiglia? Cosa le hanno detto una volta tornato a casa?
"Nulla, perché per non allarmare mia moglie le avevo detto soltanto che avevamo avuto un ritardo: ha saputo tutto dalla stampa. A mente fredda ho pensato alla possibilità che avrei potuto non rivedere mio figlio Cosimo, che ha due anni, ma chi fa il nostro lavoro mette in conto anche queste cose. Ho provato la grande soddisfazione di aver salvato una vita, o forse più d'una . E di aver fatto il bene della comunità. È il nostro lavoro".

da repubblica.it


No non sei James Bond caro Valerio, ma sei stato veramente in gamba, freddo razionale, efficace! Ti meriti tanti complimenti!!  (ASAPS)

Mercoledì, 13 Aprile 2022
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Tag: Salvataggi.
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