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Notizie brevi 29/03/2004

Da "La Repubblica.it" - Il sistema in realtà è uno stratagemma per eludere la legge, agendo come un servizio informativo di natura preventiva Un Sms e il radar anti-velocità non fa più paura...

Da "La Repubblica.it"
Il sistema in realtà è uno stratagemma per eludere la legge, agendo come un servizio informativo di natura preventiva
Un Sms e il radar anti-velocità
non fa più paura...
I siti anti-autovelox? Roba da dilettanti. Sbarca in Inghilterra, Roadcheck, il primo servizio che avvisa direttamente sul display del telefonino della presenza di telecamere. Telecamere, o "speed traps" nel gergo dei piloti più smaliziati, quelle che il governo inglese ha disseminato in strade e città per combattere l’alta velocità, responsabile di innumerevoli decessi.

Di queste apparecchiature, oltre 4.600 operano su base fissa, in autostrade, statali, tratti urbani e villaggi di campagna, mentre altre postazioni mobili cercano di colmare il vuoto. Risultato: un milione di automobilisti all’anno in Gran Bretagna si vede recapitare la foto ricordo con allegata una salatissima multa. Conti alla mano vien fuori una cifra astronomica , che gli inventori di Roadcheck stimano intorno alle 840.000 sterline a settimana (1.2 milioni di Euro). Il sistema, spacciato come un deterrente per la sicurezza stradale, in realtà è un abile stratagemma per eludere la legge, agendo di fatto come un servizio informativo di natura preventiva.

Dunque, non si parla di tecnologia avanzata, ma di avere un telefonino abilitato alla ricezione di sms. Alzi la mano chi non ce l’ha... Basta abbonarsi online o direttamente via telefono, per ricevere in tempo reale le coordinate delle telecamere antivelocità. Ogni messaggio ricevuto costa 30 centesimi di Euro, addebitati sulla bolletta telefonica o sulla scheda prepagata. Essendo "un servizio legale al 100%", come si legge nella brochure pubblicitaria, Roadcheck agisce attraverso i gestori telefonici che operano nel Regno Unito. E questo la dice lunga sulle sue potenzialità.

Nei Paesi Bassi e nel Belgio dove è attivo dal 2001 si contano 100 mila iscritti, e le informazioni vengono inoltrate anche a radio e Internet Provider. Ma nei piani dell’azienda olandese si parla di espansione a breve ad altri paesi europei, ma non in Italia, dove la rilevazione della velocità è affidata ad altri strumenti. Tornando all’Inghilterra, Roadcheck non ha lasciato nulla al caso. Per i viaggiatori abituali è previsto un abbonamento completo capace di coprire l’intera rete nazionale monitorata. Che, equivale ad essere inondati da centinaia di messaggini, oltre a pagare un conto telefonico da 166.

Chi invece risiede in Scozia e a varcare il "confine" inglese non ci pensa proprio, digita SCOT-ON sul display del telefono. Ma le opzioni sono praticamente illimitate. Inviando al centro dati un sms con il codice dell’autostrada, o della contea o della città, le segnalazioni verranno ulteriormente circoscritte. Se ad esempio ci si trova a viaggiare nello Yorkshire è sufficiente digitare YRKS, per ottenere un aggiornamento singolo. A quanto pare, il margine d’errore sarebbe minimo. Inferiore al miglio.

Come fanno? Sui metodi di lavoro cala un nebuloso sipario, scoperto parzialmente dalle regole di aggiornamento della banca dati che ricordano quelle del web o della piattaforma Linux. Chiunque volesse segnalare la presenza di una telecamera fissa o mobile o, può farlo chiamando un numero telefonico. A questo punto i cervelli del sistema provvederanno a incrociare i dati, e in alcuni casi manderanno operatori a perlustrare la zona. Se le segnalazioni dovessero risultare false, gli utenti verrebbero rimossi dal servizio. Facile, no? Una vera manna dal cielo, anzi dal ripetitore, per gli irriducibili dell’acceleratore.

di DANIELE SPARISCI

Lunedì, 29 Marzo 2004
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