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2020 Anno , Incidenti pedoni ,... 06/01/2021

ASAPS: OSSERVATORIO PEDONI: IL BILANCIO PARZIALE ANNO 2020
240 PEDONI MORTI SULLE STRADE ITALIANE: 20 AL MESE
CAUSATI DA 33 PIRATI, 16 UBRIACHI
IL LAZIO REGIONE CON MAGGIOR NUMERO DI DECESSI

ASAPS – Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale – comunica i dati dell’anno 2020 relativi ai decessi per investimenti di pedoni, con il nuovo “Osservatorio Pedoni” che si è aggiunto agli altri  (pirateria, contromano, stragi delle notti del fine settimana, incidenti con bambini,  sbirri pikkiati ecc.), relativo agli incidenti rilevati dalle Forze di Polizia e dalle Polizie Locali con i decessi degli utenti più deboli della strada.

I dati sono provvisori e non ricomprendono i decessi avvenuti in ospedali a distanza di tempo.  Questi numeri sono stati raccolti tra i 600 referenti di ASAPS sul territorio nazionale e dai mass-media, e sono ovviamente parziali (anche se indicativi), in quanto i dati che verranno poi ufficializzati da ACI-Istat terranno conto solo dei decessi avvenuti entro trenta giorni dall'incidente.

Nell’anno caratterizzato dalla grave emergenza dovuta alla pandemia da “Covid-19” con un consistente calo dalla circolazione stradale e di conseguenza del numero di sinistri in Italia, dal 1° gennaio al 31 dicembre sono morti in Italia 24o pedoni,  150 uomini e 90 donne, 196 cittadini italiani e 44 stranieri. 

DIFFERENZE CON ANNI PRECEDENTI

Rispetto all’anno 2018, con 612 morti, e all’anno 2019, 534 decessi (fonte Aci-Istat), l’anno 2020 con 240 croci sulle strade italiane, ha avuto una forte riduzione, con una media di 20 vite perdute al mese. Il calo nei decessi è del 55% tra il 2020 e il 2019. Va ricordato l’anno nero per i pedoni, il 2002, prima dell’introduzione della patente a punti, quando fu raggiunto il picco di 1.226 morti.

MESI PIU’ E MENO A RISCHIO

Il numero più elevato di decessi è avvenuto a gennaio, con ben 46 decessi, a emergenza sanitaria non ancora scoppiata. Va ricordata la strage di pedoni avvenuta esattamente un anno fa in provincia di Bolzano, a Lutago, con sette giovani vite spezzate, a causa di un automobilista 27enne, ubriaco con un tasso alcolemico superiore 4 volte oltre al limite. Il mese con minor numero di decessi è stato ad aprile con “soli” 5 decessi, in pieno lockdown. Nei mesi estivi ed in particolare a settembre, con il ritorno alla vita di tutti i giorni e la riapertura di attività commerciali ed imprenditoriali dopo l'emergenza “coronavirus”, si è tornati a numeri ordinari che hanno inciso sulla sicurezza stradale, con un picco di ben 30 decessi.

ETA’ DEI DECEDUTI

Dall’analisi dell’ASAPS sull’età dei deceduti, emerge che ben 9 avevano meno di 18 anni (il più piccolo solo un anno), 115 avevano un’ età tra i 18 e i 64 anni, 68 tra i 65 e gli 80 anni e ben 47 oltre gli 80 anni, con una anziana di ben 96 anni morta sulle strisce pedonali. Di un decesso non è stato possibile risalire all’età. 

Si conferma perciò un altissimo rischio per i pedoni che hanno superato i 65 anni, che hanno minori riflessi, lentezza nei movimenti e soprattutto percepiscono il pericolo in modo limitato rispetto ad una persona più giovane. ASAPS da anni chiede campagne di sensibilizzazione proprio sul tema degli anziani e dei pericoli sulle strade.

CAUSE ACCERTATE E PROBABILI

Nei 240 decessi, si è accertato che in 16 casi il conducente investitore era ubriaco, 7 volte aveva assunto stupefacenti, e in ben 33 sinistri il conducente è fuggito, lasciando la vittima a terra esanime, senza prestare soccorso, con un comportamento criminale, nonostante l’inasprimento delle sanzioni penali aggravate dalla legge sull’omicidio stradale. Va precisato che i casi di guida alterata saranno sicuramente in numero più elevato, perché spesso i singoli conducenti vengono sottoposti ad analisi del sangue solo quando individuati e in tempi successivi. Sono però numerosi i sinistri provocati dalla guida distratta, quella che fa dire al conducente “non l’ho visto”. ASAPS ha esaminato in almeno il 20% dei decessi tale causa, spesso provocata dalla “sbornia del terzo millennio”, cioè l’uso indiscriminato del cellulare alla guida, soprattutto nella messaggistica istantanea e nelle dirette sui social network. ASAPS, da anni, chiede l’inasprimento delle sanzioni amministrative per l’uso del cellulare alla guida, con la sospensione della patente alla prima violazione, e chiede con forza che tale comportamento sia inserito nelle aggravanti specifiche dei reati di lesioni personali stradali e omicidio stradale, considerato che il Legislatore del 2016 l’ha dimenticato.

REGIONI PIU’ A RISCHIO

La Regione più a rischio per i pedoni è il Lazio con 30 decessi di cui 14 solo nel comune di Roma, seguita dalla Lombardia con 28 morti di cui 6 solo nel comune di Milano. Seguono la Campania con 22, la Sicilia con 19, il Piemonte con 18, l’Emilia Romagna con 16, la Toscana e il Veneto con 15. In fondo alla classifica con il minor numero di pedoni deceduti, la Basilicata con 2, la Provincia Autonoma di Trento con un decesso e la Valle d’Aosta senza pedoni che hanno perso la vita sulle strade valdostane.

PLURIMORTALI

Sono stati sei i sinistri con più vittime, oltre alla già citata strage in Alto Adige, vanno ricordati altri 5 sinistri con due pedoni morti, a Senigallia, Aprilia, Santa Marinella, Ivrea e a Cava Manara in provincia di Pavia.

PEDONI RICOVERATI IN CODICE ROSSO

ASAPS ha stimato in 350 i casi in cui il pedone è stato ricoverato in codice rosso presso le rianimazioni e i reparti di terapie intensive, oberati di casi legati al virus “Covid-19”, dove poi alcuni hanno perso la vita, mentre altri sono stati salvati dai sanitari ma rimasti menomati per sempre, con un costo sociale di molti milioni di euro.

VEICOLI INVESTITORI

Nell’anno 2020 i veicoli investitori si sono distinti in 

- 188 autovetture

- 25 autocarri di cui 5 della nettezza urbana

- 12 ciclomotori motocicli

- 6 bus/tram

- 6 veicoli sconosciuti

- 1 quad

- 1 bici elettrica

- 1 ambulanza 

DICHIARAZIONI PRESIDENTE ASAPS GIORDANO BISERNI

“ASAPS con il nuovo Osservatorio Pedoni vuole fornire uno spaccato della sicurezza stradale in tempo reale in Italia, partendo proprio dall'utente più debole che è il pedone. Siamo tutti pedoni e vedere che i dati dei decessi sono crollati solo grazie alla pandemia non ci rincuora, come dimostrato dalla ripresa delle croci lungo le strade nei mesi estivi. Non siamo per niente soddisfatti dell’assenza di nuove norme sulla causa principale dei sinistri con pedoni, come quella della distrazione dall’uso del cellulare alla guida. Non possiamo poi dimenticare i 350 casi di pedoni che sono stati ricoverati nelle rianimazioni e terapie intensive, dove poi sono deceduti o che sono stati dimessi con disabilità permanenti, che rappresentano un altro dato su cui riflettere. In Italia le strisce pedonali non sono luogo “sacro” in materia di sicurezza stradale come in tutti gli stati europei, e ci domandiamo quando sarà possibile sanzionare in automatico con telecamere ed agenti la mancata precedenza proprio sugli attraversamenti pedonali, una sorta di “pedovelox”. Serve maggiore attività repressiva sulle strade, visto che le norme prevedono ben otto punti decurtati dalla patente in caso di mancata precedenza. In questi primi giorni dell’anno sono stati ben sei i pedoni morti, con l’Italia in zona rossa. Incredibile.” 

 

>In allegato le tabelle per regione, la tabella per causa e il prospetto complessivo, elaborato dall'Osservatorio Pedoni ASAPS.

 

Dati per Regione anno 2020

REGIONE

NR. PEDONI DECEDUTI

LAZIO

30

LOMBARDIA

28

CAMPANIA

22

SICILIA

19

PIEMONTE

18

EMILIA ROMAGNA

16

TOSCANA

15

VENETO

15

PUGLIA

13

SARDEGNA

12

CALABRIA

10

MARCHE

9

PROV.AUT.BOLZANO

7

UMBRIA

6

FRIULI VEN.GIULIA

5

LIGURIA

4

MOLISE

4

ABRUZZO

4

BASILICATA

2

PROV. AUT. TRENTO

1

VALLE D'AOSTA

0

 

 

TOTALE ITALIA

240

 


In anteprima i dati dell'Osservatorio ASAPS sugli incidenti ai pedoni nel 2020. In netto calo le vittime ma solo "grazie" alle limitazioni alla mobilità per i mesi di lockdown.

 


 


 


Mercoledì, 06 Gennaio 2021
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