Martedì 27 Ottobre 2020
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DA MERCOLEDI’ 23 SETTEMBRE RIPARTE L’ESAME DELLA RIFORMA DEL CODICE DELLA STRADA ALLA CAMERA
LE PRINCIPALI PROPOSTE IN DISCUSSIONE
ASAPS: “QUESTA VOLTA FARE IN FRETTA VERAMENTE: NE VA DELLA SICUREZZA STRADALE E DELL’UTENZA VULNERABILE”
 A cura Ufficio Studi ASAPS

Foto da poliziadistato.it

 

Da mercoledì 23 settembre riparte l’esame in Aula alla Camera dei Deputati della riforma del Codice della Strada, bloccata da oltre un decennio, e che si trascina tra i due rami del Parlamento senza vedere la luce. Dopo il decreto Semplificazione, e una lunga serie di audizioni, si spera si possa arrivare ad introdurre regole nuove a tutela degli utenti deboli, con un vero contrasto alla distrazione alla guida dovuta al “virus” stradale chiamato smart-phone.
Viene introdotto il concetto di utenza vulnerabile, che ricomprende anche i conducenti di ciclomotori e motocicli, nochè delle persone con disabilità, oltre a pedoni e ciclisti. Gli attraversamenti pedonali potranno essere rialzati al piano di marciapiede, vengono previsti marciapiedi colorati, con l’introduzione nel codice di “percorsi pedonali”. I sindaci potranno istituire stalli di sosta per i veicoli delle donne in stato di gravidanza o con un bimbo di età non superiore a due anni, munite con il nuovo “contrassegno rosa” e per i veicoli in condivisione. Nella segnaletica verticale potranno essere inseriti messaggi sociali e di sensibilizzazione, finalizzati alla tutela e alla sicurezza della circolazione e alla tutela della sosta delle persone con disabilità e delle donne munite del permesso rosa. Gli enti proprietari delle strade saranno tenuti a garantire la gratuità degli stalli blu per le persone con disabilità, mentre si prevede un inasprimento delle sanzioni per coloro che utilizzano abusivamento lo stallo dedicato alle persone con disabilità, con sanzione da 168 euro a 673 euro, e 4 punti di decurtazione anziché 2 come avviene oggi.

Viene introdotto l’obbligo per i conducenti dei veicoli di dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare la strada, anziché ai pedoni che abbiano iniziato l’attraversamento, come previsto nell’attuale formulazione. Sarà possibile dotare gli attraversamenti pedonali di sensori che attivano segnali luminosi di pericolo al passaggio di pedoni, e su tutte le strade per tutta la larghezza della carreggiata potranno essere adottati sistemi di rallentamento della velocità con elementi di moderazione del traffico come bande trasversali ad effetto ottico, a custico o vibratorio, restringimenti, chicane, ecc. Vengono esentati dall’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza anche gli “stomizzati”, mentre verrà consentito alle macchine per uso di persone con disabilità, se asservite da motore, di transitare sulle piste ciclopedonali in caso di necessità. Sanzioni amministrative più pesanti per chi viola le norme di comportamento ai passaggi a livello, con importo da 167 euro a 666 euro.

Viene introdotta la responsabilità del conducente del motoveicolo e del ciclomotore in caso non sia indossato il casco dal passeggero. Dal 1° gennaio 2024 tutti gli scuolabs dovranno essere muniti di cinture di sicurezza, anche se non viene introdotto l’obbligo di allacciarle. Nel caso di mancato uso di cinture di sicurezza di trasportati maggiorenni su autoveicoli, la sanzione si applica anche al conducente, con esclusione di taxi ed NCC, i quali sono tenuti solamente a ricordare ai passeggeri l’obbligo di utilizzo mediante cartelli o altre modalità di avviso.
Sanzioni più pesanti per chi fa uso alla guida di apparecchi radiotelefonici ma anche di smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Alla prima violazione, sanzione da 422 euro a 1697 euro, con la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi, oltre alla decurtazioen di 5 punti della patente. Con una doppia violazione nel biennio, sanzione amministrativa pecuniaria da 644 euro a 2588, sospensione della patente da uno a tre mesi, decurtazione di 10 punti dalla patente. Il Ministero dei Trasporti dovrà attivare apposite campagne di sensibilizzazione sui nuovi divieti. Decurtazione di 2 punti patente per la violazione dei divieto di sosta e fermata negli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

Per accertare lo stato di alterazione alla guida in materia di uso di sostanze stupefacenti, gli organi di polizia stradale effettueranno accertamenti sul fluido salivare anziché su campioni di mucosa del cavo orale come previsto dal testo vigente. Stop ai veicoli ibridi all’accesso libero alle zone a traffico limitato e via libera solo ai veicoli elettici, ma solo con deliberazione della giunta comunale. Vietati sulle strade e sui veicoli ogni forma di esposizione pubblicitaria, il cui contenuto proponga messaggi sessiti, violenti o stereotipi di genere offensivi o proponga messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civile e politici, del credo religioso, dell’appartenenza etnica ovvero discriminatorie rispetto all’orientamento sessuale, all’identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche. Viene consentita la pubblicità all’interno delle rotatorie che verrà regolamentata con apposito decreto del Ministero dei Trasporti.
Previsione che nei semafori l’accesione della luce gialla abbia una durata minima di tre secondi. Per i veicoli a motore impegnati in competizioni motoristiche che si svolgono su strada è consentito esporre una targa sostitutiva costituita da un pannello auto-costruito che riproduce il numero di immatricolazione del veicolo. Altre norme riguardavano la mobilità ciclistica ma dopo il blitz nel decreto semplificazione apparre più difficile introdurne di nuove.

Viene invece introdotto l’obbligo del casco (conforme alle omologazioni internazionali) per i minori di anni 12 che guidano un velocipede, ma solo 4 mesi dopo l’appovazione della legge.
In caso di violazione con decurtazione punti, cade l’obbligo del proprietario del veicolo di comunicazione se è persona fisica e sia il conducente responsabile della violazione ed abbia effettuato la comunicazione tramite PEC. Gli enti locali avranno l’obbligo di pubblicare sul proprio sito internet l’ammontare delle sanzioni riscosse con riferimento all’anno precedente. In materia di possesso dei documenti di circolazione e di guida, non si procederà a sanzionare qualora, a seguito di contestuale verifica telematica, l’agente di polizia stradale abbia accertato l’esistenza e la validità dei documenti che il conducente non ha esibito. Viene ufficializzato l’obbligo di lasciare il “preavviso” sul parabrezza del veicolo trovato in divieto di sosta, per permettere al trasgressore di aderire al pagamento della sanzione in misura ridotta senza spese di notifica. Vengono poi introdotte nuove norme in materia di veicoli pesanti e macchine agricole, sulle revisioni, sui veicoli d’epoca o di interesse storico e collezionistico.
“Speriamo che i parlamentari siano così rapidi come avvenuto con il decreto semplificazione, e non si assista all’ennesimo stop and go di norme attese sulla sicurezza stradale, anche a tutela degli utenti vulnerabili. Non vorremmo che entrasse in pista l’ennesima “safety-car” della Commissione Bilancio – dichiara il Presidente ASAPS Giordano Biserni - e che bloccasse la corsa all’approvazione di una legge, esaminata in Commissione con un testo unificato, anche con esperti e associazioni come ASAPS che hanno illustrato le ragioni di provvedimenti urgenti da adottare, come la sospensione della patente alla prima violazione in caso di guida distratta oppure con certezza maggiore sulle nuove modalità di controllo degli automobilisti sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Non possiamo accettare che in questo momento di ripartenza del Paese, la sicurezza stradale sia ancora una chimera come per il contrasto alla pirateria stradale, con una volontà di disarmare le pattuglie su strada con sentenze sempre più a favore degli ubriachi e dei drogati alla guida che riescono a dimostrare anche l’inutilità di strumentazioni certificati ed esami tossicologici presso le strutture ospedaliere”

Forlì, 19 settembre 2020  
 


Si riparte con la riforma del CdS vediamo se si arriva al traguardo. Ecco le novità più importanti che saranno discusse in Aula alla Camera da mercoledì 23 settembre.
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Lunedì, 21 Settembre 2020
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