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Notizie brevi 27/01/2006

DA CHIETI UNA STORIA COMMOVENTE. DOPO SEI GIORNI LA POLIZIA STRADALE RITROVA IL SUO CANE, FUGGITO DOPO UN TAMPONAMENTO. ORA SONO DI NUOVO INSIEME.


Occhi di cane… non certo disumani (dalla rete)

 

(ASAPS) Chieti –  Si chiama Pedro, un giovane meticcio di nemmeno 3 anni, ed ha vagato per più di 6 giorni alla ricerca del suo padrone. Lo scorso 19 gennaio lo sfortunato cagnolino si trovava in macchina con il suo padrone, un milanese, che percorreva l’A14 nella zona di Termoli (Campobasso). Il viaggio si era concluso con un tamponamento senza gravi conseguenze per nessuno, ma il terrore per quello schianto, per quei vetri rotti e per le grida di paura degli umani attorno a lui erano stati troppi. Così, preso dal panico, Pedro è fuggito nelle campagne, andando a cercare riparo nella campagna vicina, dove imperversava una tormenta di neve. I richiami, i fischi, le ricerche del padrone si sono dimostrate inutili. Del bastardino nemmeno le tracce sul manto bianco che ricopriva i campi. Il padrone deve proseguire, ma lascia agli agenti della Stradale la raccomandazione. “Trovate il mio cane, non può essere lontano”. Pedro infatti ritorna, dopo 6 giorni, lungo la carreggiata. Cerca il suo amico più caro, quello che lo accarezza, che ha cura di lui. Spaventato dalle auto che sfrecciano, dal rombo sinistro dei camion che gli ricordano quegli attimi di paura, il piccolo meticcio ormai stremato, trova la forza per un ultimo tentativo, proprio mentre da quelle parti incrocia una pattuglia della Polizia Stradale di Vasto Sud. Lo riconoscono, i Centauri, e lo avvicinano. Il cagnolino si fa accarezzare, sale sull’Alfa di servizio e si fa accompagnare alla sottosezione, dove lo aspetta una ciotola di cibo fumante e una coperta vicino ad un termosifone. Mentre Pedro riposa, sfiancato da una settimana di paura, il suo padrone si rimette in marcia. Nemmeno arriva al casello e quel sesto senso che solo gli animali ormai hanno sveglia il cucciolo, che improvvisamente comincia ad agitarsi, a scodinzolare. L’abbraccio tra i due è profondo, in apnea, e anche i poliziotti restano in lungo e rispettoso silenzio, interrotto solo dal fruscio della coda di Pedro, che come impazzita sferza l’aria. È amore, questo, non c’è dubbio. Pedro sale nella macchina del suo amico, che non è, non può essere un semplice padrone, e con lui riprende la strada di casa. Bella storia, altrochè. (ASAPS)

© asaps.it
Venerdì, 27 Gennaio 2006
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