Giovedì 24 Settembre 2020
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Giulia, gamba amputata per salvare l'amica
Nei guai l'investitore

Lesioni gravissime. Deve rispondere di questo reato il ventiquattrenne di Cava de’Tirreni che la sera del 30 luglio scorso ha investito Giulia, una ragazza di 18 anni tranciandole una gamba. Rischia la pena massima da quattro a sette anni di reclusione perché è risultato positivo all’alcol test e alla cannabis. L’incidente stradale, secondo le ipotesi investigative dei carabinieri guidati dal comandante di stazione Angelo Arienzo, potrebbe essere stato causato perché il giovane era alla guida della sua Mini in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La ragazza, insieme ad una sua amica, entrambe di Cava de’ Tirreni, giovedì sera erano sedute sul muretto esterno al parcheggio del McDonald’s in via Strada Statale 18 a Nocera Superiore. Quando Giulia si è accorta che l’auto stava per investirle, avrebbe dato una spinta all’amica mettendola in salvo, la ragazza infatti ha riportato lievi ferite. La diciottenne, dal punto di vista clinico, sta bene. Ieri mattina è stata visitata e medicata dai medici del reparto di ortopedia dell’Umberto I di Nocera Inferiore. Lunedì saranno ripetute tutte le analisi cliniche. Quello che preoccupa è la tenuta psicologica. A dire alla giovane di aver perso la gamba sinistra dopo l’intervento chirurgico di amputazione è stata una psichiatra. Lunedì in reparto arriverà una psicologa che l’aiuterà a superare il trauma della sindrome dell’arto fantasma, potrebbe essere un percorso lungo, dicono gli specialisti. In futuro la giovane potrà utilizzare una protesi. «Siamo scossi anche noi – ha raccontato il primario Michele Cioffi – non è stato facile decidere l’amputazione». L’intervento chirurgico è durato quasi quattro ore, dalle tre del mattino sino alle sette. Il team ortopedico era stato allertato quando i medici del 118 si sono resi conto delle condizioni dell’arto che si presentava completamente maciullato. «Purtroppo – ha spiegato Cioffi – non c’era scelta». Ieri mattina la diciottenne ha incontrato il padre. «Una scena straziante» ha raccontato un infermiere.

da ilmattino.it


Il conducente è risultato positivo all’alcol e alla cannabis. Ecco le conseguenze. La vita di una ragazza rovinata. E ci vengono ancora a dire che l’etilometro non è sufficiente per dimostrare lo stato di ebbrezza che servono altre inconfutabili prove. Eccole qui. (ASAPS)
"L’intervento chirurgico è durato quasi quattro ore, dalle tre del mattino sino alle sette. Il team ortopedico era stato allertato quando i medici del 118 si sono resi conto delle condizioni dell’arto che si presentava completamente maciullato. «Purtroppo – ha spiegato Cioffi – non c’era scelta». Ieri mattina la diciottenne ha incontrato il padre. «Una scena straziante» ha raccontato un infermiere."

Lunedì, 03 Agosto 2020
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