Giovedì 22 Ottobre 2020
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Morte di Gaia e Camilla, Pietro Genovese chiede il patteggiamento: "Ma non fatemi andare in carcere"

Patteggiamento a 2 anni e sei mesi subordinato alla sospensione condizionale della pena, senza andare in carcere e nemmeno dover scontare la condanna in affidamento in prova ai servizi sociali.

È la richiesta di Pietro Genovese, il figlio ventenne del regista Paolo accusato del duplice omicidio stradale di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann avvenuto a corso Francia la notte tra il 20 ed il 21 dicembre scorso. La prima udienza del processo sarebbe stata fissata per l’8 luglio, ma gli avvocati Franco Coppi e Gianluca Tognozzi hanno chiesto al pubblico ministero Roberto Felici la possibilità di patteggiare la condanna a 30 mesi o, in subordine, di poter accedere al rito abbreviato, che prevede un’ulteriore riduzione della pena proprio in funzione della scelta del rito. Tra le circostanze attenuanti che potrebbero venire riconosciute a Genovese, anche il concorso di colpa che ridurrebbe la pena della metà.
Intanto è scontro sulle perizie che riguardano la dinamica dell’investimento in cui persero la vita Gaia e Camilla, le due amiche del cuore morte tenendosi la mano mentre attraversavano. Secondo uno dei periti di parte, le due adolescenti durante l’attraversamento non erano sulle strisce perdonali e c’era un cono d’ombra che rendeva quel tratto di strada poco visibile e che il semaforo pedonale era rosso. Per il consulente di Gabriella Saracino, la madre di Gaia, le due ragazze si trovano sulle strisce ed il semaforo era verde per loro. 
Dai verbali dei rilievi dell’incidente e l’informativa di polizia giudiziaria depositata sul tavolo del PM dalla Municipale risulta che Genovese aveva un tasso alcolico nel sangue che sfiorava l’1,5 grammi per litro, un livello tre volte superiore a quello consentito, e scriveva messaggi al cellulare.

di Emilio Orlando
da leggo.it


Una richiesta di patteggiamento ad una condanna a 2 anni e sei mesi (in linea con le condanne precedenti  la legge sull’Omicidio stradale) che definire esigua è persino riduttivo, accompagnata dalla richiesta della non carcerazione. E la giustizia per le due povere ragazza? Pace all’anima loro...  Confidiamo in una giustizia veramente giusta. (ASAPS)

 


 

Lunedì, 08 Giugno 2020
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