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Articoli 03/02/2020

di Lorenzo Borselli*
Brexit, è fatta: ma cosa cambia per le patenti di guida? In attesa dei negoziati, niente. Teniamoci informati…

ASAPS) Londra, 1 febbraio 2020 – “Brexit, it was time!”, dicono in molti in Inghilterra. “Era l’ora!”.
Ok, c’è chi è favorevole, e nel Regno Unito sono in parecchi, e c’è chi è contrario. Ma cosa cambia? Da oggi inizia un lungo periodo di transizione, che si concluderà il 31 dicembre di quest’anno, nel quale si faranno trattative, si decideranno le politiche e, purtroppo, si costruiranno nuovi muri. Per le politiche dell’immigrazione e del commercio sarà una sfida inedita per l’Europa, monca ora di uno dei suoi Paesi più rappresentativi.
E per chi guida?

I negoziati che hanno preceduto la mezzanotte dell’ultimo giorno di gennaio 2020 hanno concordato anche questo e per altri undici mesi nulla cambierà in termini di conduzione di veicoli. Sicuramente, come fanno notare a Dover e Calais, dovranno essere studiate nuove forme di documentazione digitale dei carichi commerciali, per evitare che ai porti del ricostituito confine le merci si fermino troppo a lungo per i controlli; altrettanto certa, però, è la discussione che si apre ora sulla temuta svolta che potrebbe trasformare l’Inghilterra in una “Singapore sul Tamigi, ovvero un paradiso di deregulation, liberalizzazioni e tasse basse”, come ha spiegato il Financial Times, ripreso dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) sul proprio sito internet.

Alla temuta rivoluzione economica inglese, che trasformerebbe il Regno Unito nel peggior nemico dell’Europa, fanno però da corredo tutta la serie di questioni che riguardano i cittadini delle due identità, che torneranno ad essere forestieri in quella che, fino a ieri (cioè il 31 gennaio, ndr), era la casa di tutti, prima tra tutte quella della patente di guida. Eh sì, perché da oggi le motorizzazioni britanniche ricominceranno a stampare patenti di guida senza il logo dell’UE e, da gennaio 2021, cesseranno definitivamente (salvo diversi accordi) gli effetti della direttiva europea 126/2006/CE: tornerà dunque a valere quanto previsto dall’art. 135 del codice della strada che, giusto al primo comma, recita: “Fermo restando quanto previsto in convenzioni internazionali, i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato non appartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo possono condurre sul territorio nazionale veicoli alla cui guida la patente posseduta li abilita, a condizione che non siano residenti in Italia da oltre un anno e che, unitamente alla medesima patente, abbiano un permesso internazionale ovvero una traduzione ufficiale in lingua italiana della predetta patente. La patente di guida ed il permesso internazionale devono essere in corso di validità”.

Fino ad ora, lo ricordiamo, le patenti di guida britanniche, come tutte quelle rilasciate da stati appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo, erano equiparate alle patenti italiane: se un cittadino inglese residente in Italia, ad esempio, doveva rinnovare la propria patente nel nostro Paese, perché prossima alla scadenza, poteva convertirla presso un Ufficio della Motorizzazione Civile, procedura possibile anche prima della “expiry date”, con il rilascio da parte del MIT di una patente italiana con la stessa data di scadenza di quella estera: per i circa 60mila cittadini britannici che risiedono stabilmente nel nostro Paese, in gran parte pensionati, si tratterà dunque di fare una scelta piuttosto importante.

Analogamente, per i nostri concittadini che hanno già scelto di vivere a Londra e dintorni, che secondo il console generale d'Italia a Londra in un'intervista al Sole 24 Ore, sarebbero circa 700mila, 315mila dei quali registrati all'Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), entreranno presto in vigore le nuove regole britanniche.
L’ASAPS non può far altro che suggerire agli italiani in suolo britannico, in attesa dell’esito dei negoziati, di mantenersi aggiornati consultando il sito della DVLA (Driver and Vehicle Licensing Agency), dove saranno pubblicate, secondo le informazioni che ci sono per il momento pervenute, tutte le istruzioni necessarie a mantenersi in regola. Ai cittadini inglesi che sceglieranno di restare in Italia, invece, suggeriamo di tenersi aggiornati sul portale del MIT, alla pagina dedicata proprio alle conversioni. Sperando, per dirla alla Beppe Severgnini, che il divorzio con Sua Maestà la Regina, non trasformi i 34 chilometri dello Stretto della Manica in un confine invalicabile. (ASAPS)


Alcune importanti valutazioni su questo aspetto della Brexit in un articolo del nostro Lorenzo Borselli per ASAPS

Lunedì, 03 Febbraio 2020
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