Sabato 06 Giugno 2020
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Tasso alcolico alle stelle ma viene prosciolto per «tenuità del fatto»

Tribunale di Milano, una sentenza che fa discutere. La Polstrada: incomprensibile. Sconcerto in Procura

Aveva un tasso di alcol pari a 1,97 grammi per litro, quasi quattro volte il massimo consentito, il 27enne che su un’auto lanciata a folle velocità il 5 gennaio a Lutago (Bolzano) falciò e uccise sette ragazzi. A Milano, lo stesso valore non è bastato per condannare un romeno che, dopo che aveva causato un incidente sulla A4, è stato prosciolto per «tenuità» del fatto con un sentenza che ha sollevato le perplessità allarmate della Polizia stradale e della Procura. Solo per miracolo l’automobilista, e il passeggero che viaggiava con lui, uscirono vivi dall’incidente in cui alle 22.40 del primo aprile 2018 l’auto carambolò sull’autostrada all’altezza di Novate Milanese. La Passat rimase distrutta mentre i due furono portati al Niguarda. Gli agenti della Polizia stradale non trovarono alcuna causa che spiegasse l’incidente: il tempo era buono, l’asfalto era regolare e non c’era alcun segno di frenata. Il test eseguito in ospedale sul guidatore, un 29 enne residente a Milano, fu severo: 1,97 g/l che fecero scattare il procedimento penale previsto quando si superano gli 0,8 g/l.

Il processo per guida in stato di ebbrezza (art.186 codice della strada) con varie aggravanti finisce di fronte al giudice monocratico Maria Pia Bianchi del Tribunale la quale, il primo luglio scorso, non lo fa partire perché emette una «sentenza predibattimentale». In essa, come si legge nelle motivazioni depositate a novembre, scrive che «la circostanza che il livello di tasso alcolemico rinvenuto nel sangue non sia di molto superiore al limite relativo alla soglia di rilevanza, consente di qualificare il fatto in termini di tenuità». Eppure l’articolo 186 prevede sanzioni crescenti già a partire da 0,5 g/l che, se si superano gli 1,5 g/l come nel caso in questione, arrivano al massimo con un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da sei mesi ad un anno, oltre alla sospensione o revoca della patente. La pena aumenta se si guida dopo le 22, si provoca un incidente stradale e se ci sono feriti, come è accaduto sulla A4. Il giudice, quindi, decide il «non doversi procedere» nei confronti dell’imputato «per tenuità del fatto» limitandosi a sospendergli la patente per un anno. Nella «motivazione semplificata» critica anche gli agenti intervenuti scrivendo che stima «poco comprensibile la decisione della polizia giudiziaria di sottoporre ad accertamento con etilometro un soggetto trasportando fino alla vettura lo strumentario per procedere al controllo se questi non era nell’auto o nelle immediate vicinanza di tale mezzo, come risulta peraltro della annotazione agli atti».

 

Un passaggio di difficile comprensione dato che negli atti c’è scritto che l’esame è avvenuto al Niguarda proprio su richiesta della polizia perché i due erano stati ricoverati. In riferimento all’incidente, si legge poi che «non si stima adeguatamente provato» visto che «l’imputato perdeva il controllo del mezzo senza cagionare ad altri danno». La Polstrada di Bergamo esprime le sue perplessità in una lettera alla Procura di Milano in cui scrive che «rimane di difficile comprensione l’eccezione di non ritenere adeguatamente provato l’incidente» e si domanda perché venga considerato di lieve entità il valore di 1,97 g/l «accertato clinicamente» con «procedura medico legale, considerato che tale valore supera di quasi 4 volte il limite massimo previsto». In Procura giudicano la sentenza «sconcertante», ma isolata nel Tribunale e nella Corte d’appello. I dati dicono che la quasi totalità di questi procedimenti si chiude con una sanzione penale e che vengono archiviati solo quelli in cui il risultato del test non è sufficientemente attendibile. La tenuità del fatto, dicono a Palazzo di giustizia, potrebbe essere invocata quando viene rilevato un tasso alcolemico solo di poco superiore a quello penalmente rilevante, oppure se per la persona indagata si tratta di un caso isolato, magari di un giovane che è appena uscito dalla sua festa di compleanno.

di Giuseppe Guastella
da corriere.it


Assolutamente assurdo. A questo punto tanto vale abolire l’articolo 186 CdS!! (ASAPS)
“Aveva un tasso di alcol pari a 1,97 grammi per litro, quasi quattro volte il massimo consentito, il 27enne che su un’auto lanciata a folle velocità il 5 gennaio a Lutago (Bolzano) falciò e uccise sette ragazzi. A Milano, lo stesso valore non è bastato per condannare un romeno che, dopo che aveva causato un incidente sulla A4, è stato prosciolto per «tenuità» del fatto con un sentenza che ha sollevato le perplessità allarmate della Polizia stradale e della Procura.”

Lunedì, 20 Gennaio 2020
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