Lunedì 23 Novembre 2020
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Il dubbio della Cassazione: l'assicurazione deve coprire il danno da uso dell'auto?

In Italia la responsabilità civile dei veicoli copre solo se l'incidente avviene durante la circolazione stradale su "strade pubbliche o a queste equiparate", non in zone private. Ma per la normativa europea il danno è riferito a "ogni spazio in cui il veicolo possa essere utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale". Per la prima volta è stato richiesto il parere delle Sezioni Unite della Suprema Corte. Il caso sollevato dall'investimento di un bimbo in un cortile privato

Se un camper investe e uccide un bambini durante una manovra in un cortile privato, l'assicurazione deve pagare il danno per la responsabilità civile del conducente? Per la legge italiana no, perchè l'assicurazione copre se l'incidente avviene su "strade pubbliche o a queste equiparate, per tali ultime intendendosi anche le aree private dove sia consentita la circolazione a un numero indeterminato di persone".

Per la legge europea sì, perchè l'assicrazione copre il danno provocato dall'uso del veicolo, a prescindere dal contesto della circolazione stradale. Il caso è stato sollevato nella causa sulla tragica morte di Daniele Peresano, il bimbo di 16 mesi schiacciato nel 2008 dalle ruote del camper guidato dal nonno nel cortile privato della sua abitazione, ad Anzano, frazione di Cappella Maggiore in provincia di Treviso.

La legge italiana, in particolare, contrasta con una sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue del 2014 relativa a un incidente, in Slovenia, provocato da un trattore durante una retromarcia nel cortile di una casa colonica nel corso del quale fu ferita una persona. Ebbene, in quella sentenza europea fu ribadito il principio giuridico secondo cui rientra nella nozione di "circolazione dei veicoli" qualunque uso di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale dello stesso.

La tipologia dell'infortunio avvenuto in Slovenia può essere equiparabile, dunque, a quello del camper che in Italia ha ucciso il piccolo Daniele? La Corte d'Appello di Milano aveva risposto in termini negativi: i due casi nulla hanno in comune, aveva sostenuto, e dunque Vittoria Assiocurazioni Spa nulla doveva risarcire.

La terza Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione presieduta dalla dottoressa Adelaide Amendola, cui aveva fatto ricorso l'avvocato Alessandra Gracis per conto dei familiari del piccolo Daniele, hanno invece deciso di lasciare l'ultima parola alla Sezioni Unite che, dopo undici anni di cause giudiziarie, decideranno una volta per tutte le sorti di questo processo. E di tutti quelli con le stesse caratteristiche. In sostanza, dovranno decidere se allineare o meno la normativa italiana a quella europea in tema di risarcimento danno auto.

I giudici nella sentenza sottolineano le enormi ripercussioni che l'eventuale recepimento della normativa europea potrebbe avere nel nostro Paese. Se l'assicurazione dovesse infatti "essere parametrata a ogni uso del veicolo conforme alla sua funzione abituale", sottolinea la sentenza, ci sarebbero inevitabili "ricadute" dal punto di vista dell'economia generale. "Per un verso - osservano i giudici - prospettiva di un incremento finale dei premi assicurativi, per l'altro di lettura di questi come redistribuzione sociale dei costi dei sinistri, nell'ottica di una più compiuta tutela delle vittime".

Il Collegio pone quindi alle Sezioni Unite il seguente quesito: "Se l'articolo 122 del codice delle assicurazioni private debba interpretarsi, alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustiza europea, nel senso che la nozione di circolazione su aree equiparate alle strade di uso pubblico comprenda e sia riferita a quella su ogni spazio in cui il veicolo possa essere utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale".

Se fosse applicata anche in Italia l'interpretazione europea, dovrebbero essere oggetto di copetura assicurativa i muletti che lavorano negli stabilimenti, i fuoristrada, le moto quando percorrono strade private.

"Naturalmente - commenta il legale Alessandra Gracis - la decisione della Suprema Corte a Sezioni Unite non è già scritta a mio favore, ma comunque io la vedo come un successo per me il poterne parlare di fronte alla composizione più  autorevole della nostra giurisdizione civile e potervi ribadire concetti che sinora non hanno albergato in Italia. Sono fiduciosa ma la partita contro Vittoria Assicurazioni non è finita, andando adesso ai supplementari".

 

di ALBERTO CUSTODERO
da repubblica.it

 

>I dati della più grande delle tragedie stradali 
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Un dubbio molto opportuno che va chiarito. L’assicurazione deve coprire anche il sinistro che avviene nel cortile di casa? Vedi investimento di un bambino?
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Venerdì, 20 Dicembre 2019
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