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Notizie brevi 06/11/2019

Matteo, Marco e Antonio: chi erano i tre vigili del fuoco morti nell'esplosione ad Alessandria

Antonio Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches

Erano giovani, tutti tra i trenta e i quaranta anni, i tre vigili del fuoco che hanno perso la vita dopo essere stati coinvolti nell'esplosione di una cascina a Quargnento, in provincia di Alessandria. Matteo, Marco e Antonio, questi i nomi dei tre pompieri, avevano già operato in situazioni ad alto rischio, durante terremoti, alluvioni o complicate operazioni di salvataggio. Quella di questa mattina doveva essere una operazione relativamente semplice per loro: lo spegnimento di un incendio che era divampato all'interno della cascina, che dalle prime indagini, parrebbe doloso. Dopo l'esplosione di alcune bombole di gas collocate all'interno dell'edificio, per i tre pompieri non c'è stato nulla da fare.

Matteo Gastaldo 
L'ultimo ad essere estratto dalle macerie, intorno alle 8 di questa mattina. Matteo aveva 46 anni e sei anni fa aveva collaborato assieme a un'altra delle vittime dell'esplosione, Marco Triches alle operazioni di soccorso per salvare una donna che aveva tentato di suicidarsi gettandosi in un pozzo. Dopo gli studi all'alberghiero di Casale Monferrato aveva iniziato la carriera nelle forze dell'ordine e aveva preso casa a Gavi, con la sua famiglia e una bambina piccola. 

Marco Triches
Aveva la passione della fotografia. Marco, 38 anni, sposato e con un figlio da accudire, raccontava il suo lavoro attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica. Era originario di Alessandria e aveva frequentato l’istituto superiore Alessandro Volta. Alcuni anni si è impegnato nelle operazioni ad Arquata del Tronto dopo il terremoto.

Antonio Candido 
Era il più giovane delle tre vittime: aveva 32 anni. Figlio di un vigile del fuoco, Antonio Candido, detto Nino, aveva solo 30 anni, originario di Reggio Calabria, ed era entrato da poco nel Corpo dei Vigili del fuoco e assegnato al Comando provinciale di Alessandria. Suo padre, Angelo è caporeparto in servizio nel Comando provinciale di Reggio Calabria. Il giovane si era sposato ad agosto del 2018. Anche una sua zia lavora negli uffici amministrativi del Comando provinciale di Reggio Calabria. La famiglia Candido risiede nel quartiere «Spirito Santo» di Reggio Calabria. Il padre della vittima, appena appresa la notizia, è partito per il Piemonte.

da ilmessaggero.it

 

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Mercoledì, 06 Novembre 2019
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