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Articoli 12/09/2019

di Luigi Altamura*
ULTIM'ORA: CONFERMATO IL RINVIO ALL'ANNO SCOLASTICO 2020/2021 DELL'INSEGNAMENTO DELL'EDUCAZIONE CIVICA

Foto di repertorio dalla rete

Lo aveva scritto in anticipo il nostro presidente Giordano Biserni (leggi qui). Lo si temeva, nonostante ci fosse la volontà da parte del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca di sperimentare la nuova materia dell'educazione civica già nell'anno scolastico appena iniziato. Ma i tempi tecnici, quelli organizzativi e la ritardata pubblicazione della Legge nr. 92/2019, entrata in vigore lo scorso 5 settembre hanno fatto il resto. L'analisi effettuata da ASAPS aveva anticipato quello che è ora il parere di un provvedimento temporaneo presentato dal Ministero al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che ha esaminato lo "Schema di decreto relativo alla sperimentazione nazionale in merito all’insegnamento trasversale dell’educazione civica in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione.

Nella seduta plenaria n. 31 dell’11/09/2019 il CSPI "ritiene necessario non dare avvio alla sperimentazione e viceversa suggerisce di utilizzare l’anno scolastico in corso per preparare studenti e genitori al significato del nuovo insegnamento, anche in previsione delle opportune ridefinizioni dei patti di corresponsabilità che devono essere estesi alla scuola primaria e revisionati nella scuola secondaria di primo e secondo grado, come prevede l’art. 7 della legge n. 92/2019; si dovrà chiarire il rapporto tra la nuova disciplina e i comportamenti sociali e civici (anche alla luce delle nuove competenze-chiave europee del 22 maggio 2018); si dovranno realizzare adeguate iniziative di formazione del personale scolastico ed infine studiare modalità di valutazione del nuovo insegnamento anche nelle sue connessioni con gli strumenti attualmente esistenti quali le rubriche di valutazione che chiariscano i diversi livelli di apprendimento corrispondenti ai voti, la certificazione delle competenze e il sistema degli esami. Il provvedimento del MIUR infatti non individuava la platea delle istituzioni scolastiche potenzialmente coinvolte e le modalità di adesione delle scuole interessate, non prevedeva una “durata definita” del progetto sperimentale proposto, ma si limitava ad indicare che esso venisse attuato dall'anno scolastico 2019/20, non indicava con chiarezza gli “obiettivi” che avrebbero dovuto caratterizzare la sperimentazione proposta, non venivano infatti evidenziate le finalità e i risultati attesi e soprattutto non prevedeva alcuna “valutazione di risultati “: il CSPI afferma perciò che "era assente ogni riferimento ai soggetti, alle modalità e ai tempi con cui si intende procedere alla valutazione dei risultati della sperimentazione proposta".

Insomma, ancora una volta si procede ad un rinvio, come per l'art. 230 del Codice della Strada, norma che ha introdotto ben 27 anni fa l'educazione stradale, ma che non è mai stata completamente attuata, essendo ancora assente il relativo decreto. Provvedimento che indicava  nel  Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  l'obbligo di emanare le regole, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'interno  e  dell'ambiente  e  della  tutela  del territorio  e  del mare,  sentita  la  Conferenza  Stato-citta'   ed autonomie  locali, avvalendosi   dell'Automobile   Club   d'Italia, e che avrebbe dovuto predispone appositi programmi, corredati dal relativo piano finanziario, da svolgere come attività obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi gli istituti di istruzione artistica e le scuole materne, che concernano la conoscenza dei princìpi della sicurezza stradale, nonché delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli, con particolare riferimento all'uso della bicicletta, e delle regole di comportamento degli utenti, con particolare riferimento all'informazione sui rischi conseguenti all'assunzione di sostanze psicotrope, stupefacenti e di bevande alcoliche. Oggi - e i dirigenti scolastici e i docenti lo sanno bene - se Polizia Stradale e Polizie Locali riescono ad entrare nelle scuole è solo perchè vi è l'iniziativa volontaria della singola istituzione scolastica, in piena autonomia, nonostante l'assenza di un preciso obbligo di inserimento dell'educazione stradale nel piano dell'offerta formativa (POF). Speriamo ora che il MIUR voglia cogliere questo nuovo anno scolastico per approfondire anche l'aspetto relativo all'educazione stradale tra i banchi di scuola come indicato dalla Legge n. 92/2019.

>In allegato il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

*Comandante Corpo Polizia Municipale di Verona
Dirigente Unità Organizzativa Protezione Civile Comune di Verona


Ora il rinvio dell'insegnamento dell'Educazione Civica è ufficiale. (ASAPS)

Giovedì, 12 Settembre 2019
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