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Notizie brevi 09/09/2004

da "Gazzetta di Parma" - "Spesso fatale il colpo di sonno" Il comandante della Polstrada Ferrara: "Combattiamo la guida aggressiva"

da "Gazzetta di Parma"

"Spesso fatale il colpo di sonno"
Il comandante della Polstrada Ferrara: "Combattiamo la guida aggressiva"

Quanti fiori sulle strade e quante storie finite tragicamente sull’asfalto. E le cause? Sono quasi sempre le stesse: al di là della velocità e della distrazione, soprattutto le condizioni psicofisiche del conducente, la non conoscenza delle norme e un approccio psicologico sbagliato alla guida.

Sono questi, per il comandante della Polizia stradale di Parma Giuseppe Ferrara i principali motivi che stanno dietro agli incidenti mortali: "Uno dei fattori di rischio più comuni negli incidenti mortali è la condizione psicofisica di chi è alla guida - spiega il comandante Ferrara. Ad esempio, l’affaticamento e la sonnolenza sono all’origine di questi terribili incidenti, ma raramente emergono in sede di verifiche. Nell’incidente mortale possiamo solo desumere che il conducente abbia avuto un colpo di sonno. Ma chi guida deve capire, con senso di maturità, che se è stanco deve fermarsi. Senza dimenticare l’approccio alla guida: c’è chi guida con aggressività, con comportamenti scorretti e a volte anche ostili, che prima o poi sfoceranno nell’incidente stradale. Su questo non c’è dubbio.

C’è’ chi vive il sorpasso come un affronto". E se a livello nazionale solo nell’ultimo fine settimana sono state 48 le persone decedute negli incidenti stradali, per quanto riguarda il territorio di competenza della Stradale, nell’ultimo anno c’è stato un calo degli incidenti mortali del 16,6 per cento: "Chiaramente non è possibile fare un’analisi su un periodo ristretto, come un fine settimana - continua Ferrara - ma occorre basarsi su periodi molto più lunghi, perché quello degli incidenti stradali è un fenomeno molto complesso.
Abbiamo preso in considerazione il periodo dall’1-9-2002 al 31-8-2003 e lo abbiamo comparato a quello dall’1-9-2003 al 31-8-2004.

I numeri parlano chiaro: un calo del 14,58 per cento sugli incidenti con soli danni a cose, del 10,85 per cento per gli incidenti con feriti, e del 16,6 per cento gli incidenti mortali. Ovviamente questi dati andrebbero poi completati con quelli raccolti dalle altre forze di polizia e cioé vigili urbani e carabinieri.

Sono comunque dati molto interessanti, perché nel primo periodo abbiamo avuto 569 incidenti con solo danni a cose, 350 con feriti e 12 mortali (13 persone decedute); mentre nel secondo periodo 486 gli incidenti con danni solo a cose, 312 con feriti e 10 incidenti mortali (11 persone decedute)".
Per quanto riguarda invece le tratte autostradali, e cioè sull’A1 il tratto da Fiorenzuola a Parma e sull’A15 da Parma a Berceto, dove opera soltanto la Polizia stradale, si parla di dati oggettivi: "Comparando gli stessi periodi - aggiunge Ferrara -, ci troviamo con 21,83 per cento degli incidenti con soli danni a cose in meno, con il 3,84 per cento di incidenti con feriti in meno, e con un calo del 44,4 per cento di incidenti mortali, ovvero il 50 per cento di persone decedute in meno.

Un dato decisamente rilevante.
Dall’1-9-2002 al 31-8-2003, abbiamo rilevato 458 incidenti con soli danni a cose, 156 incidenti con feriti e 9 mortali (10 persone decedute), mentre nell’analogo periodo 2003-2004, 358 incidenti con soli danni a cose, 150 con feriti e 5 incidenti mortali (5 persone decedute), per cui quasi metà rispetto al periodo precedente.

Il calo dei sinistri stradali è evidente" E’ chiaro che non è facile soffermarsi sui numeri, quando si parla di vere tragedie umane.
Tuttavia, rispetto agli anni passati, pare che la situazione dei sinistri sulle strade e autostrade sia davvero migliorata: "Certamente, l’introduzione della patente a punti ha dato dei buoni risultati - ricorda Ferrara - La gente è infatti più attenta e rispettosa del codice stradale.
Dall’altra parte il nostro compito è di misurare quello che accade.
Se il calo dei sinistri esiste, significa che è stata introdotta una buona normativa.
Senza dimenticare l’impegno delle forze di polizia nel servizio di prevenzione e di repressione.Un servizio soprattutto di controllo, che è stato certamente potenziato: basta dire che nel periodo di luglio e agosto abbiamo impegnato 700 pattuglie.

Ma è bene ricordare che più del 90 per cento degli incidenti è da collegare al comportamento sbagliato dell’uomo" "Manca il rispetto di regole fondamentali - sottolinea il comandante Ferrara - A partire dalla velocità inadeguata, dalla mancanza di rispetto delle distanze di sicurezza. In ambito autostradale, basta una distrazione di un solo secondo: per esempio il telefonino cellulare va usato o con il vivavoce o con l’auricolare, diversamente è opportuno spegnerlo. Perché a 130 chilometri all’ora, è sufficiente avere un secondo di distrazione per guardare il numero che ha chiamato sul telefonino, per perdere i 36 metri della distanza di sicurezza e quindi tamponare il veicolo successivo".

Mara Varoli

Giovedì, 09 Settembre 2004
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