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Singoli Quesiti 15/05/2019

Quali sono le regole per fissare il carico?

L'assicurazione di un carico di pacchi di laterizi e altri materiali edili su autorticolato (nello specifico pacchi di forati) deve essere garantita con specifiche disposizioni normative? Di fatto spesso si vedono rimorchi con pacchi di forati uno sopra all'altro tenuti da una corda/cinghia. Tale corda crea forte attrito sui forati tanto che in alcuni casi la rottura di anche uno solo di essi determina la caduta o perdita del carico o parte di esso. Alcuni autotrasportatori adottano del barre di ferro ad L posizionate alle estremità dei pacchi per distribuire l'attrito delle cinghie altri usano delle tavole di legno sempre allo stesso fine. Quale sanzione si può applicare a chi non usa tali accortezze? Vi sono disposizioni specifiche in merito?

email-Capranica (VT)

***

(ASAPS) In riferimento a quanto esposto nel quesito, si rappresenta quanto segue.
Con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prot. n. 215 del 19 maggio 2017 è stata data attuazione alla Direttiva 2014/47/UE del 3 aprile 2014, stabilendo i requisiti minimi per i controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nel territorio nazionale, al fine di migliorare la sicurezza stradale e l’ambiente.
Particolare attenzione deve essere posta al controllo del fissaggio del carico dove all’articolo 13, è stato prescritto che:
 

“1. Durante il controllo su strada un veicolo può essere sottoposto all’ispezione della fissazione del suo carico a norma dell’allegato III, per accertare che il carico:
 
• sia fissato in modo tale da non interferire con la guida sicura del veicolo o
 
• costituire una minaccia per la vita, la salute, le cose o l’ambiente.
 
I controlli possono essere effettuati per verificare che durante tutte le fasi di operazione del veicolo, comprese le situazioni di emergenza e le manovre di avvio in salita:
 
• i carichi possano subire solo minimi cambiamenti di posizione gli uni rispetto agli altri e rispetto alle pareti e superfici del veicolo
 
• i carichi non possano fuoriuscire dal compartimento destinato alle merci o muoversi al di fuori della superficie di carico.

2. Fatte salve le prescrizioni applicabili al trasporto di determinate categorie di merci come quelle oggetto dell’accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR) (n.d.r. - Recepito dalla Direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008), la fissazione del carico e il controllo della fissazione del carico possono essere effettuati conformemente ai principi e, se del caso, alle norme di cui all’allegato III, sezione I. Si può utilizzare l’ultima versione delle norme di cui all’allegato III, sezione I, punto 5.

3. …. omissis……

4. …. omissis…..”.

La sezione I dell’allegato III del Decreto MIT prot. n. 215 del 19 maggio 2017 disciplina i “Principi in materia di fissazione del carico” disponendo che:

1. La fissazione del carico è in grado di resistere alle seguenti forze risultanti da accelerazioni/decelerazioni del veicolo:
- in direzione di marcia: 0,8 volte il peso del carico e
- in direzione laterale: 0,5 volte il peso del carico e
- in direzione contraria a quella di marcia: 0,5 volte il peso del carico
- e deve, in generale, impedire l’inclinazione o il ribaltamento del carico.

2. La distribuzione del carico tiene conto dei carichi massimi autorizzati per asse e dei carichi minimi per asse necessari entro i limiti della massa massima autorizzata del veicolo, in linea con le disposizioni legali in materia di pesi e dimensioni dei veicoli.
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3. Nel fissare il carico va tenuto conto dei requisiti relativi alla resistenza di determinati componenti del veicolo, quali le pareti anteriore, laterali e posteriore, i montanti o i punti di ancoraggio, qualora tali elementi siano utilizzati per la fissazione del carico.

4. Per la fissazione del carico possono essere utilizzati, anche in combinazione tra loro, uno o più dei seguenti metodi:

- immobilizzazione,
- bloccaggio (locale/generale),
- ancoraggio diretto,
- ancoraggio per attrito.
 
5. Norme applicabili:

Norma Descrizione
- EN 12195-1 - Calcolo delle forze di ancoraggio
- EN 12640 - Punti di ancoraggio
- EN 12642 - Resistenza della struttura del veicolo
- EN 12195-2 - Cinghie di tessuto di fibra chimica
- EN 12195-3 - Catene di ancoraggio
- EN 12195-4 - Funi di ancoraggio di acciaio
- ISO 1161, ISO 1496 - Contenitore ISO
- EN 283 - Casse mobili
- EN 12641 - Teloni impermeabili
- EUMOS 40511 - Pali Montanti
- EUMOS 40509 - Imballaggio per il trasporto

Ulteriori approfondimenti ed esempi sono disponibili nelle “LINEE GUIDA EUROPEE SULLE MIGLIORI PRATICHE - FISSAZIONE DEL CARICO PER IL TRASPORTO SU STRADA”.
 

Nell’ambito del controllo su strada del fissaggio del carico possono essere rilevate carenze che possono compromettere la sicurezza del trasporto (il metodo di controllo consiste in un esame visivo dell’utilizzazione corretta di procedimenti appropriati in misura adeguata per fissare il carico e/o nella misurazione delle forze di tensione, nel calcolo dell’efficienza della fissazione e nel controllo di certificati, se del caso).
Le “carenze” sono classificate in uno dei seguenti gruppi di carenze:
 
• carenza lieve: una carenza lieve si verifica quando il carico è stato fissato correttamente ma potrebbero essere opportuni consigli di prudenza,
 
• carenza grave: una carenza grave si verifica quando il carico non è stato fissato adeguatamente ed esiste un rischio di movimenti significativi o di ribaltamento del carico o di parti di esso,
 
• carenza pericolosa: una carenza pericolosa si verifica quando la sicurezza stradale è minacciata direttamente da un rischio di caduta del carico o di parti di esso o da un pericolo derivante direttamente dal carico o da un pericolo immediato per le persone.
 
Le procedure in merito alle conseguenze relative alle ipotesi di carenze gravi o pericolose, possono essere applicate anche nei casi collegati alla fissazione del carico; infatti, in caso di carenze che richiedano una rettifica rapida o immediata a causa di un rischio diretto e immediato per la sicurezza stradale, l’Autorità competente dispone che l’utilizzo del veicolo sia limitato o vietato fino a quando tali carenze siano state rettificate.
Particolare attenzione deve essere posta in atto dal “CARICATORE” che già dal D. Lgs. n. 286/05 sono destinate a suo carico specifiche sanzioni per quanto riguarda la violazione degli artt. 61, 62, 164 e 167 del Codice della Strada, con particolare riferimento proprio all’art. 164, comma 1, CdS che prescrive “Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio”.
Si precisa che in caso di violazione delle disposizioni contenute nel Decreto MIT prot. n. 215 del 19 maggio 2017, si applicano le sanzioni di cui all’art. 79 CdS (ai sensi dell’art. 8, comma 4, “I controlli tecnici su strada più approfonditi sono effettuati da ispettori che soddisfano i requisiti minimi di competenza e formazione previsti dall'articolo 13 e dall'allegato IV della direttiva 2014/45/UE . Gli ispettori, che effettuano controlli in appositi impianti per i controlli su strada o che utilizzano unità mobili di controllo, devono soddisfare tali requisiti o requisiti equivalenti approvati dall'autorità competente” - n.d.r. si ritiene che la sanzione sia contestabile esclusivamente dal personale dell’UMC).
Rimane fatto salvo l’impianto sanzionatorio riconducibile al D. Lgs. n. 81/08. (ASAPS)

Mercoledì, 15 Maggio 2019
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