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Notizie brevi 10/01/2019

Milano, stop alle targhe straniere: maxi multa e confisca dell’auto

Decreto Salvini, vietato ai residenti l’uso di veicoli «estero-vestiti». Prima sanzione
(Photoviews)

Il debutto milanese risale a settimana scorsa. Venerdì 4 gennaio, zona sud della città. Il reparto radiomobile della polizia locale intercetta una vettura con targa straniera: romena, per la precisione. Paletta e verifiche di routine sull’auto. Solo che con il controllo scatta per la prima volta a Milano la «nuova» (maxi) multa: verbale formato monstre da 712 euro — ma che può raggiungere fino a un massimo di 2.848 euro — accompagnato dal fermo amministrativo del mezzo e 180 giorni di tempo per mettersi in regola, pena la confisca. O si porta la vettura nel Paese in cui è registrato con un foglio di via provvisorio, o lo si regolarizza con una nuova immatricolazione in Italia. Sono gli effetti della stretta alle «estero-vestizione» — questo il termine tecnico — delle automobili che circolano sulle nostre strade con targhe straniere. Un giro di vite voluto dal recente decreto Sicurezza, che modificando due articoli del codice della strada, il 93 e il 132, ha introdotto il divieto a chi ha stabilito la residenza nel nostro Paese da oltre sessanta giorni di circolare con un veicolo immatricolato altrove.

Un escamotage che negli ultimi anni aveva conquistato consensi. Perché permetteva di fatto di non pagare il bollo (e il superbollo per i bolidi di lusso), di dimenticarsi della revisione, di abbattere il costo dell’assicurazione. E di non preoccuparsi di accumulare multe di ogni tipo. Lo stop non vale solo se la vettura è in leasing o a noleggio senza conducente con operatori che non hanno sedi di nessun tipo in Italia. La speranza è che la novità freni quella che rappresenta una piaga per i Comuni, che nonostante gli sforzi spesso non riescono ad aggirare lo scudo della targa d’oltreconfine. A Milano — anche se mancano stime ufficiali — il fenomeno ha registrato numeri in costante crescita. Tanto che Palazzo Marino ormai da tempo s’è affidata a una società esterna per andare a caccia di turisti e appunto di «furbetti» dell’immatricolazione. Sosta selvaggia, rossi bruciati, velocità da Formula 1 fotografata dagli autovelox, ingresso non autorizzato nelle Ztl: le notifiche spedite fuori confine sono cresciute dalle 94mila del 2011, fino a superare abbondantemente quota 110mila nel 2017, ultimo dato disponibile.

Anche se di media meno di un trasgressore su due paga il dovuto, di pari passo con l’aumento dei verbali è salito anche l’incasso per il Comune, passato dai meno di due milioni di euro di otto anni fa, a poco più dei quattro dell’altro anno, cifra destinata comunque ad aumentare visto il recente trend. L’indirizzario svaria tra 155 Paesi diversi, con il primato incontrastato della vicina Svizzera (oltre 25mila), seguita dalla Germania (15mila) e dagli Stati Uniti (10mila).

di Pierpaolo Lio
da corriere.it

 

 

Giovedì, 10 Gennaio 2019
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