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Articoli 08/11/2005

da Il Centauro n.99 - Ottobre 2005 - Qui la prudenza è d’obbligo Il pericolo non è la metropoli ma la provincia con le sue insidie

da Il Centauro n.99 - Ottobre 2005

Qui la prudenza è d’obbligo
Il pericolo non è la metropoli ma la provincia con le sue insidie

 


Andate in macchina a Rimini? Attenzione, perché il rischio di avere un incidente è più alto che in altre località. Dal rapporto Asaps - "Quattroruote", infatti, emerge una media di 10,08 sinistri ogni 1000 abitanti, la più alta d’Italia. Un fatto che Biserni, presidente dell’associazione, spiega con "la forte incidenza del traffico turistico, soprattutto estivo, che porta a un momentaneo e considerevole aumento del parco circolante". Se si esaminano le graduatorie relative ai decessi per incidenti stradali, però, i dati più allarmanti riguardano Terni, dove si contano 0,233 morti ogni 1000 abitanti, Rovigo (0,228), Ferrara (0,220), Piacenza (0,219). E potremmo continuare così, con Mantova e Latina, Cuneo e Vercelli, Reggio Emilia e Cremona. Ma che fine hanno fatto le metropoli italiane? E come mai si muore molto di più sulle strade di Teramo o Ravenna che su quelle di Milano (al 78° posto in questa tragica classifica), Roma (all’85°) e Napoli (al 101°, su 103 province)? La spiegazione, molto probabilmente, è da cercare nella tipologia delle strade che rientrano nel territorio delle diverse province e del traffico che le interessa. Le città più piccole, infatti, hanno un’area urbana meno estesa; ma è proprio qui che il traffico risulta più denso e le velocità più contenute, quindi gli incidenti sono meno gravi. Nei centri minori, gran parte della circolazione finisce per svolgersi su strade statali, provinciali o di scorrimento le cui caratteristiche sono micidiali in caso d’impatto. A Terni, per esempio, si registrano molti meno incidenti rispetto a Rimini, ma con conseguenze più gravi: la località romagnola, prima per la sinistrosità, scende al 24° posto nella graduatoria stilata in base al numero di morti ogni 1000 abitanti. Dalla ricerca esce sfatato un altro luogo comune: molte delle città del Sud risultano tra le più sicure d’Italia. Agli ultimi posti troviamo infatti, a parte La Spezia, Trapani, Napoli, Potenza, Agrigento.


“UTENTI DEBOLI” DELLA STRADA
Dai dati emerge che le città più rischiose sono piccole. Ciò è dovuto anche alla presenza di più ciclisti e pedoni, categoria a rischio.

 


Martedì, 08 Novembre 2005
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