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Spagna, ecco i dati dell’estate 2018: vittime in aumento nonostante i controlli
Cinture di sicurezza e alcol le cause principali degli incidenti, quasi tutti sulla rete ordinaria

(ASAPS) Madrid, 19 settembre 2018 – In Spagna suona l’allarme rosso: nel corso dell’estate 2018, che nel regno di Filippo VI viene valutata ai fini statistici viari nei soli mesi di luglio e agosto, la mortalità è aumentata del 15% rispetto allo stesso periodo del 2017, con 259 vittime (34 in più dello scorso anno), di cui 127 in luglio e 132 in agosto.

Secondo le rilevazioni della DGT, la Direzione Generale del Traffico, il 76% delle vittime ha perso la vita sulla rete ordinaria, con il 37% di uscite di strada, il 29% di scontri frontali e il 15% di scontri fronto-laterali. Gli utenti deboli (pedoni, ciclisti e motociclisti), rappresentano il 34% delle vittime: nel 2012 erano appena il 29%.

Il mese nero è agosto, con 28 vittime in più rispetto al 2017, mentre a luglio l’incremento è stato meno intenso ma comunque pesante, con 8 vittime in confronto allo stesso mese dell’anno precedente.
Il dato allarmante riguarda anche il numero dei feriti gravi, 491 a luglio e 413 ad agosto, per un totale di 904 ospedalizzazioni: nel 2001 erano state 845, nel 2010 362, nel 2014 220. Dunque, i tecnici della DGT hanno ragione, anche alla luce dei dati regionali, tutti col segno più nelle comunità autonome – Comunità Valenziana (+13), Galizia (+11), Aragón e Castiglia e León (+7), Canarie (+6), Catalogna, Comunità Foral de Navarra e Paesi Baschi (+3) e Murcia (+1) – mentre in Andalusia, Asturie, Isole Baleari, Cantabria, Castiglia-La Mancia, Estremadura, Comunità di Madrid e La Rioja presentano numeri in calo.
In totale, dall’inizio dell’anno, le vittime totali sono state 799, 24 in più rispetto al 2017 e anche l’ultimo controesodo d’estate, che in Spagna si è concentrato tra il primo e il 2 settembre, è costato la vita a 12 persone in altrettanti eventi infortunistici.

Gli accertamenti delle forze di polizia, in primis quelli della Guardia Civil, consentono alla DGT di dare una forma precisa alla mortalità estiva 2018: in 29 casi di morte è stato infatti verificato che le vittime non facevano uso delle cinture di sicurezza, e parliamo del 23% degli uccisi; tre conducenti di motoveicoli – 1 ciclomotore e 2 motocicli – non facevano uso del casco, mentre i due ciclisti rimasti uccisi ne indossavano uno.
5 piccole vittime di età inferiore ai 12 anni erano regolarmente assicurati ai presidi previsti per legge, circostanza questa che evidenzia l’alta velocità di almeno di uno dei veicoli coinvolti.

Gli spostamenti sono aumentati solo ad agosto (+3%), mentre a luglio il trend era stato valutato in calo (-1%), con – rispettivamente – 46,3 e 42,3 milioni di veicoli in movimento.
Intenso anche l’Enforcement di polizie, che in spagnolo è chiamato “campañas preventivas”, con quattro operazioni tematiche scattate in tutto il paese, affidata in larga parte  ai centauri della Guardia Civil, che con la sua “Agrupación de Tráfico” – la nostra Polizia Stradale – si occupa del rispetto del codice.

La prima ha avuto come obiettivo i motociclisti ha visto il controllo di 14.680 conducenti, di cui 393 finiti con una denuncia per guida pericolosa: l’80% dei queste violazioni è stato commesso su viabilità ordinaria. La seconda operazione ha riguardato invece il controllo dei furgoni: 37.200 quelli fermati e controllati, e in 3.151 casi – l’8,5% del totale – i conducenti sono stati sanzionati per la violazione di norme di comportamento. Per 136 conducenti, inoltre, sono scattate le denunce per guida in stato di alterazione alcolica e da stupefacenti: 98 ebbri e 38 tossici.
Il controllo della velocità è scattato ad agosto, soprattutto sulle strade secondarie: nella settimana dal 6 al 12 agosto i veicoli finiti nel mirino di un laser o di un radar sono stati 380.000, di cui 18.312 sanzionati sul posto per superamento del limite.
Il ponte del 15 d’agosto ha visto in campo l’armata degli etilometri e dei narcotest, con 64.500 prove effettuate, di cui 1.133 risultate positive al consumo di alcol e sostanze psicoattive (farmaci compresi).

Ora: la Spagna ha un sistema molto simile al nostro: abbiamo più o meno la stessa mentalità, le stesse grandi differenze tra le varie aree del paese, con al differenza di una difficoltà anche maggiore a far parlare tra loro le varie forze di polizia, soprattutto nelle comunità autonome. Eppure, il sistema quando deve funzionare, funziona.
In Italia, come diciamo spesso noi dell’ASAPS, siamo sicuramente bravissimi, ma per avere un’idea di cosa sia successo sulle nostre strade nell’estate 2018, dovremo attendere il 2019. E nessuno, in Italia, riesce a dire con certezza quante siano le vittime che, ad esempio, siano rimaste uccise per il mancato uso delle cinture o quanti incidenti siano alcol o narco-correlati. (ASAPS)
 


I dati completi della sinistrosità in Spagna nell’estate del 2018
In Italia, per avere un’idea di cosa sia successo sulle nostre strade nell’estate 2018, dovremo attendere il 2019. E nessuno, in Italia, riesce a dire con certezza quante siano le vittime che, ad esempio, siano rimaste uccise per il mancato uso delle cinture o quanti incidenti siano alcol o narco-correlati. (ASAPS)

Mercoledì, 19 Settembre 2018
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