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Articoli 14/06/2018

di Lorenzo Borselli*
L’atto eroico di Ancona e l’atto dovuto di Genova: le opposte facce dell’essere “sbirri”

(GUARDA IL  VIDEO)

Un fotogramma del video

>VIDEO

(ASAPS) Ancona, 14 giugno 2018 – Dite la verità: vi sono venuti i brividi, eh?
Normale. Capita, quando si vedono due poliziotti che salvano due donne intrappolate in un sottopasso sommerso.
È accaduto ieri ad Ancona: i brividi aumentano col pianto del bambino che implora il papà di non esporsi al pericolo, perché lo capisce anche il piccolo che è meglio avere un babbo normale vivo che un babbo eroe morto.
Normale, dunque, e se permettete anche giusto, perché è vero che i poliziotti hanno un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo, però è vero anche che i brividi dovrebbero venirci un pochino più spesso, magari quando ti dicono al telegiornale che a Genova si fanno fiaccolate per ricordare un ragazzo ucciso da un agente.

L'equipaggio delle Volanti di Ancona protagonista  del salvataggio
 

Una fiaccolata “silenziosa e apolitica”, richiesta dalla madre del ragazzo per ricordare il figlio ventenne. La stessa madre che in una conferenza stampa poche ore prima, aveva detto che l’uccisore era indegno di portare la divisa.
La vittima della “violenza di Stato”, lo ricordiamo, aveva accoltellato un altro poliziotto, di 54 anni, piantandogli più fendenti al ventre.
Fanno male anche le parole dei legali: pistola contro coltello da cucina.
Insomma, ancora violenza spropositata, perché secondo gli avvocati della famiglia in quella casa, dalla quale la madre aveva chiamato il NUE per segnalare le escandescenze del figlio, volevano solo un TSO, o qualcosa del genere.

In attesa di elementi più precisi e chiari, prendiamo atto della grande vicinanza del Capo Franco Gabrielli a tutti i “suoi” poliziotti d’Italia.
Si, perché dopo l’informalità del dietro le quinte della sfilata romana del 2 giugno, il Direttore generale della Pubblica Sicurezza ha voluto essere ancora più vicino alla truppa, dicendo chiaro e tondo che l’agente accoltellato aveva 54 anni: quasi tre volte la vita dell’ucciso, buona parte della quale passata in macchina a farsi sbeffeggiare da un sistema sempre pronto a metterti in stato d’accusa.
Gabrielli ha praticamente detto che siamo tutti troppo vecchi e tutti poco pagati.
Grazie Capo, ma ciò che frustra molti di noi è il sistema che difendiamo quotidianamente, e che ci colloca troppo spesso tra i nemici: l’operatore di polizia che ha ucciso Jefferson ha risposto ad un atto violento, armato.
Sempre a Genova, il 25 settembre 2008 e in un contesto del tutto simile, perdemmo l’assistente Daniele Macciantelli, ammazzato nel corso di un TSO da uno “squilibrato” di 27 anni.
Lì le armi non vennero usate: così abbiamo uno squilibrato vivo e un eroe morto.
Domanda: è giusto?

Se vi sono venuti i brividi guardando il video del salvataggio di Ancona, speriamo di cuore che vi siano venuti anche nel pensare cosa possa passare nella testa di una persona che veda, nello spazio ristretto di una cucina o di un corridoio, qualcuno accoltellare il proprio compagno, decida di impugnare l’arma e di fare fuoco contro l’aggressore.
Poi arrivano l’avviso di garanzia e l’iscrizione nel registro degli indagati, per permettere al poliziotto di nominare avvocato e perito, che pagherà di tasca propria in attesa del giudizio finale.
Perché il nostro sistema è così garantista che per consentire ad un agente di potersi difendere (ma non era innocente?) lo si incrimina, trasformandolo in “presunto colpevole”.
Lo chiamano “atto dovuto”.
E se dicessimo che la reazione del poliziotto a Genova è un “dovuto atto eroico”, perché ha comunque salvato il compagno rispondendo ad un’azione criminale?

Ad Ancona, l’atto dovuto dei poliziotti che hanno salvato le due donne intrappolate nella macchina sommersa di un normale sottopasso (nel 2018 capita ancora questo, in Italia) è anche un atto eroico: ora però bisognerebbe indagare sul perché si rischi di affogare viaggiando in macchina (una domanda che ASAPS pone spesso). Anche questo è un atto dovuto e magari bisognava farlo prima
I brividi sono passati, ora c’è solo un gran mal di testa… (ASAPS)
 

*Ispettore della Polizia di Stato
Responsabile nazionale comunicazione di ASAPS

 


Fra acqua e coltelli. La riflessione sul gesto eroico degli agenti di
Ancona e sul fatto di Genova. (ASAPS)


Giovedì, 14 Giugno 2018
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