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Notizie brevi 06/12/2004

MARCO MELANDRI INTERVISTATO DAL CEMTAURO AL MOTOR SHOW. "Su strada ho paura anche io. Non amo correre fuori pista quindi prudenza, prudenza, prudenza" Il prossimo anno con la Honda avrò nuove motivazioni

MARCO MELANDRI INTERVISTATO DAL CENTAURO AL MOTOR SHOW.
"Su strada ho paura anche io. Non amo correre fuori pista quindi prudenza, prudenza, prudenza"
Il prossimo anno con la Honda avrò nuove motivazioni.

di Roberto Rocchi

Fra gli ospiti illustri delle prime giornate del Motor Show anche Marco Melandri, campione mondiale di motociclismo nella classe 250 durante la stagione 2002 ed oggi pilota ufficiale della Honda nel MotoGP, ovvero, nella "vecchia" classe 500, la più seguita dagli appassionati sportivi.

Allora Marco, che effetto fa correre con campioni del calibro di Rossi e di Biagi?
"Un effetto stupendo, che incita a lavorare con più grinta ed impegno del solito pur di riuscire a dimostrare le proprie capacità."

Capacità che forse non hai potuto mettere ancora in mostra nella passata stagione.
"Inutile nascondere quello che è successo lo scorso anno, cioè qualche brutto risultato accompagnato da brutte cadute. Purtroppo sono stati tanti i fattori che hanno influito e non da ultimo il rapporto professionale con lo staff della Yamaha che non si è rilevato dei migliori.
Per lo stesso motivo, io stesso correvo senza più divertirmi e cercare di migliorare. Comunque sia sono riuscito a conquistare diversi podi e questo si è tramutato in uno stimolo per la stagione attuale."

Quest’anno sei passato alla Honda, cosa speri di ottenere?
"Molto di più dello scorso anno: ho stimoli a sufficienza e mi trovo a fianco tecnici preparatissimi che ascoltano le mie indicazioni. Senza dimenticare che ho un compagno di squadra come Gibernau con cui vado molto d’accordo."
Dunque?
"Dunque, direi che quest’anno ci siamo e sai cosa intendo dire…"
Capito. Senti, ma ora che non corri più con la Yamaha, che era la stessa moto di Valentino Rossi, qual è il tuo rapporto con lui visto che circolavano certe indiscrezioni…
"Precisiamo: con Valentino ho sempre avuto buoni rapporti, siamo cresciuti assieme e spesso ci siamo anche divertiti nella stessa compagnia di amici. Certo, le esigenze di lavoro ci hanno un poco allontanato, ma assolutamente niente di personale."
Parliamo di sicurezza nelle piste, cosa è cambiato sui circuiti dopo la morte di Kato?
"Della nostra sicurezza pochi ci pensavano e come al solito occorreva un brutto fattaccio per porvi rimedio. Il terribile indicente di Suzuka, purtroppo, è servito a questo."
Parliamo ora un poco di Melandri nella vita privata: hobby e passioni, tanto per cominciare.
"Mi piace tutto ciò che è moto, ma adoro anche fare altri sport. Eppoi, ogni tanto, mi diverto anche a fare il dj in discoteca anche se gli impegni professionali hanno allentato notevolmente questa mia passione."
Melandri su strada "ordinaria" invece…?
"Non amo assolutamente correre fuori dalla pista, troppo rischioso specialmente in moto. Come tanti possiedo un cosiddetto scooterone, ma non ti nascondo che ho molta paura degli automobilisti che talvolta non rispettano coloro che vanno in moto."
Vero. Però qualche volta sono anche i motociclisti a non rispettare gli altri e in particolare le regole del codice della strada?
"Persone poco serie si trovano in tutte le categorie di utenti della strada, ma ciò non toglie il fatto che in caso di sinistro il motociclista ha spesso la peggio. In ogni caso sulle strade rimane valida la regola principale: prudenza, prudenza, prudenza."
Marco, cosa hai in mente per il tuo futuro, magari di provare una monoposto come ha fatto Valentino Rossi?
"Quando ero alla Benetton mi era venuta l’idea, ma siccome ero ancora minorenne non fu proprio possibile. Oggi preferisco concentrarmi sul motomondiale e il mio futuro appartiene per ora alla prossima stagione sportiva."
E da tutti noi, caro Marco, i migliori auguri per mostrare al mondo intero le tue capacità professionali e farci un poco gioire ed essere fieri di essere italiani.

Roberto Rocchi




di Roberto Rocchi

Bologna
Lunedì, 06 Dicembre 2004
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