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Notizie brevi 23/06/2017

Belluno
Contro gli incidenti in moto il Suem scende in campo

Partita su Twitter la campagna veneta #Noncapitapercaso per contrastare il pericoloso fenomeno. Il coordinatore Rosi: «Il problema è l’alta velocità»

BELLUNO. Anche il Servizio di urgenza- emergenza regionale in prima linea per fermare gli incidenti causati dai motociclisti. Un problema che interessa molto da vicino la provincia bellunese, che è considerata dai centauri come una pista per esprimere le potenzialità delle loro moto che spesso vengono lanciate ad alta velocità. Contro questo problema da anni le forze dell’ordine stanno cercando di metterci un tampone, fermando e sanzionando chi corre troppo. Ma a quanto pare senza risultati sostanziali.

D’altra parte sono i soccorritori a dover fare i conti con la parte peggiore di questi incidenti motociclistici. E così è partita una campagna informativa e di sensibilizzazione attraverso i social network, come Twitter. La parola d’ordine è #Noncapitapercaso. «Sì, perché sono diversi i fattori che provocano un incidente stradale, i cui esiti si acuiscono proprio nel momento in cui uno dei mezzi coinvolti è una motocicletta», precisa il responsabile del coordinamento veneto dell’emergenza urgenza, nonché direttore della centrale operativa del Suem di Treviso, Paolo Rosi. «Siamo partiti nel gennaio scorso con l’indicazione, giorno per giorno, degli interventi svolti dal Suem a livello regionale. E abbiamo scelto Twitter per la sua immediatezza», spiega Rosi che poi aggiunge: «Dal primo maggio a domenica scorsa in tutta la Regione sono stati 10 i centauri deceduti in strada, mentre 16 sono finiti all’ospedale in condizioni critiche. Riteniamo che i pericoli causati dalle motociclette rappresentino un vero problema per la società. Abbiamo circa un morto a settimana in moto, eppure basterebbero poche accortezze per evitare questi esiti tragici». Ed è per questo motivo che sul social sono state postate alcune regole per limitare gli incidenti. «La sicurezza in moto dipende dalla velocità», precisa Rosi. «Abbiamo riscontrato, infatti, che la maggior parte degli incidenti avvengono perché i centauri, in sella a moto potentissime, corrono troppo veloci e un automobilista non sempre riesce a vederli in tempo. Per cui chiediamo che i centauri moderino la velocità, non facciano manovre improvvise e usino abbigliamento ad alta visibilità. Inoltre, sarebbe buona prassi rallentare agli incroci stradali e pensare che gli altri possono non averti visto».

«Lo scopo di questa nostra presenza sperimentale sui social», commenta Rosi, «è quello di capire se vengono veicolate le informazioni che diamo. Ad oggi i nostri contatti sono 400 mila al mese, un dato incoraggiante, ma l’importante sarebbe avere la certezza che questi messaggi arrivano anche ai motociclisti. Molto spesso postiamo su Twitter le scene dell’incidente, alle volte anche un po’ crude, proprio come deterrente per i centauri. Ora, oltre a mettere i consigli su come comportarsi in strada, stiamo pensando anche ad uno slogan ad hoc in cui si evidenzi che in strada non conta chi ha ragione ma chi sopravvive, e il motociclista solitamente ha la peggio. Inoltre, altri medici e personale del servizio di emergenza-urgenza stanno eseguendo delle riprese per testimoniare la velocità delle moto. E anche
questi video saranno postati su Twitter. Dobbiamo considerare», conclude il primario del 118 di Treviso, «che in caso di incidente, il conducente della moto assorbe su di sé la velocità del mezzo e quindi gli effetti dello scontro sono molto pesanti».

 

 di Paola Dall’Anese
da corrierealpi.gelocal.it


Fa piacere constatare che di questa serie drammatica assurda di incidenti mortali  ai motociclisti non se n’è accorta solo l’ASAPS.
Scende in campo anche il il Servizio di urgenza- emergenza regionale del Veneto.
“Riteniamo che i pericoli causati dalle motociclette rappresentino un vero problema per la società. Abbiamo circa un morto a settimana in moto, eppure basterebbero poche accortezze per evitare questi esiti tragici». Ed è per questo motivo che sul social sono state postate alcune regole per limitare gli incidenti. «La sicurezza in moto dipende dalla velocità», precisa Rosi. «Abbiamo riscontrato, infatti, che la maggior parte degli incidenti avvengono perché i centauri, in sella a moto potentissime, corrono troppo veloci e un automobilista non sempre riesce a vederli in tempo. Per cui chiediamo che i centauri moderino la velocità, non facciano manovre improvvise e usino abbigliamento ad alta visibilità. Inoltre, sarebbe buona prassi rallentare agli incroci stradali e pensare che gli altri possono non averti visto».”

Venerdì, 23 Giugno 2017
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