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Notizie brevi 30/05/2017

Mattarella e la polizia salvano le istituzioni dalla sfiducia

Cresce l’apprezzamento per le figure che garantiscono sicurezza e stabilità. Le forze dell’ordine aprono la classifica (64,7%), ultimo il Parlamento (7,4%)

Dubbio e pregiudizio sono due tratti che spesso qualificano i nostri atteggiamenti di fronte agli eventi, come se avessimo sviluppato degli anticorpi che ci fanno diffidare, a prescindere, di ciò che ci circonda. La nostra vita quotidiana è costellata di news. E, talvolta, di fake news. Sommersi da una simile valanga di informazioni, siamo spinti a erigere una sorta di barriera difensiva, a dubitare della veridicità dei fatti o della spiegazione che viene fornita. Non è un atteggiamento esclusivo della nostra epoca, ma certamente aumenta e si propaga in modo più rapido con le nuove tecnologie. Web e social network rimpallano di continuo notizie cui possiamo accedere individualmente, in un’operazione di aggiramento (oggi si usa dire «disintermediazione») dei canali tradizionali che in qualche modo selezionavano precedentemente i contenuti: famiglia, associazioni, quotidiani, figure autorevoli.

Se alle nuove tecnologie aggiungiamo la grande quantità di trasmissioni denuncia, talk show urlanti e l’uso dei social come sfogatoio, possiamo intuire come l’immaginario collettivo sia abitato da orientamenti disfattisti oltre misura. Così, fatalmente, vengono poste le premesse per intaccare uno degli aspetti fondamentali della coesione sociale: la fiducia generalizzata, nei confronti della comunità in cui siamo inseriti, delle istituzioni. Al punto che oggi sembra prevalere la sfiducia, e non solo verso la politica.

Chi sale e chi scende

Quale sia il sentimento della popolazione verso alcune istituzioni, e come sia mutato nel tempo, è l’oggetto dell’ultima rilevazione di Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa . Se non c’è dubbio che in generale gli italiani guardino alle istituzioni con distacco e prevalga un orientamento di sfiducia, l’esito presenta però alcune significative articolazioni e qualche mutamento. 

In primo luogo, solo due entità fra quelle proposte ottengono un apprezzamento positivo dalla maggioranza degli interpellati. Le forze dell’ordine (64,7%) e il presidente Mattarella (51,2%) sono le uniche istituzioni a superare la soglia del 50%. Se quest’ultimo, rispetto allo scorso anno, ottiene un consenso analogo (-0,7%), le prime accrescono ulteriormente il loro primato (+5%). Seppure in modo diverso, ambedue le entità rispondono a una domanda di sicurezza e stabilità. Il Presidente della Repubblica rappresenta un elemento di garanzia, custode dei valori costituzionali. Le forze dell’ordine, a fronte dell’insicurezza dettata da attentati terroristici e rapine, costituiscono un elemento di tutela fondamentale. Soprattutto, è mutata la loro immagine nel tempo. Non solo accrescono di consenso, ma si svelano quale elemento di tenuta del tessuto sociale: basti pensare al loro utilizzo protettivo nelle città, a sostegno delle popolazioni colpite da eventi naturali o alle missioni di pace. 

È interessante osservare, però, come non tutte le istituzioni che afferiscono alla dimensione di garanzia e difesa dell’ordine ottengano apprezzamento. La magistratura, ad esempio, si colloca al 4° posto della classifica (39,8%), in significativo calo (-9,4%) rispetto al 2016, seguita dallo Stato (27,9%, sebbene in crescita dell’8,5%) e dalla Chiesa (26,0%, +4,4%). Dunque, la fiducia in chi ci tutela è affidata alle forze dell’ordine, assai meno a chi amministra la giustizia e allo Stato.

Un’analoga differenziazione la possiamo scorgere nell’ambito della politica. Oltre la Presidenza della Repubblica, non vi sono istituzioni politiche che ottengano un apprezzamento elevato. Seppur con un apprezzabile 40,9% di consensi, l’Ue si colloca al 3° posto. Stabilmente in fondo alla graduatoria, e ben distanziati, troviamo il governo (22,1%, +0,3% rispetto al 2016) e il Parlamento (7,4%, +1,8%). 

I tre profili 

È possibile calcolare un indice di fiducia che individua tre profili. Il gruppo prevalente è rappresentato dagli «esitanti» (48,5%): sono quanti esprimono una fiducia convinta verso alcune entità, ma sono molto scettici verso altre, realizzando così un gioco a somma zero. È interessante osservare come questo assieme sia in crescita rispetto allo scorso anno (+11,2%), denunciando così un miglioramento del clima generale. Il secondo gruppo è costituito dai «diffidenti» (44,1%) ed è composto da chi nutre una profonda sfiducia verso quasi tutte le istituzioni. Un novero di assoluto rilievo, ma in calo rispetto al 2016 (-8,2%). Largamente minoritario, invece, è l’insieme dei «fiduciosi» (7,4%) che attribuiscono a quasi tutte le entità una sicura fiducia, quota analoga al 2016 (-3,0%).

Dunque, la popolazione guarda alle istituzioni in modo selettivo e polarizzato attorno a due entità principali: le forze dell’ordine e il presidente Mattarella. Esprimono un’elevata fiducia verso chi tutela l’ordine e chi è garante della tenuta del sistema politico. È una stima elevata e, come dimostra l’indice sulla fiducia, in leggera crescita rispetto allo scorso anno, frutto plausibilmente di un clima meno rovente sotto il profilo economico e dei consumi. Tuttavia, non è una fiducia generalizzata ma che sottolinea come il sistema politico venga ancora percepito come «in-credibile».

 

di Daniele Marini
Università di Padova

da lastampa.it


 

Le forze di polizia sempre in testa e in crescita (+5%) nella fiducia degli italiani insieme al Presidente della Repubblica.
Non avevamo dubbi.Complimenti! (ASAPS)

Martedì, 30 Maggio 2017
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