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Notizie brevi 29/05/2017

Noleggio e car sharing conquistano l’Italia, Aniasa: 1 auto nuova su 4 è on demand

Da un lato c’è la centralità delle quattro ruote nel sistema di trasporto nazionale. Dall’altro il passaggio graduale da un modello di mobilità individuale, fondato sulla proprietà del bene, a uno basato sulla condivisione. È quanto emerge dal 16° Rapporto sull’evoluzione dell’autonoleggio presentato da Aniasa, l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici di Confidustria. Ogni giorno per ragioni di business e turismo 674.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 89.000 quelli del noleggio a breve termine e oltre 17.000 quelli di car sharing. Nei primi mesi del 2017 quasi 1 auto su 4 è stata immatricolata a noleggio. Questo con notevoli vantaggi. “La continua immissione in flotta di veicoli nuovi, costantemente controllati” si legge nel 16° Rapporto Aniasa “è un fattore determinante nella lotta all’inquinamento e alla piaga degli incidenti stradali. Senza poi dimenticare il ruolo cruciale svolto dal noleggio in termini di trasparenza e di compliance (non ultima quella fiscale) lungo l’intera catena del valore, dall’acquisto alla dismissione, passando per l’assistenza e la gestione dei rischi. In senso ancor più generale, il sistema del noleggio, come forma di utilizzo dell’auto, è pronto a giocare un ruolo strategico nel mondo della mobilità on demand”. La Ricerca ha stilato anche una classifica delle vetture a noleggio più richieste nel 2016 da aziende e turisti. Per il noleggio a lungo termine, la Fiat 500 è stata protagonista. A piazzarsi nella classifica di gradimento, anche Fiesta e Qashqai. Sul noleggio a breve termine, il 2016 ha visto trionfare ancora una volta Fiat, ma con la 500L.

“In questo scenario, il car sharing, diffusosi efficacemente nelle aree metropolitane del Paese dalla metà del 2013, sta vivendo una fase di crescita assai sostenuta: non solo uno sviluppo del business in sé, ma anche l’aumento del numero di operatori presenti sul mercato. A fine 2016 l’auto condivisa ha raggiunto la quota di 1.080.000 iscrizioni alle diverse società fornitrici in un numero crescente di città, con 6,3 milioni di noleggi complessivi per uso sia personale, sia lavorativo. Valori senz’altro ragguardevoli, ma che indicano ancora la presenza di grandi aree di potenziale sviluppo tra coloro che sono già iscritti e tra i consumatori che ancora non utilizzano questo tipo di servizio”.

Ma chi sono gli utenti del car sharing? A rispondere, i dati della ricerca Il car sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica? condotta da Aniasa in collaborazione con Bain & Company.  A preferire l’auto condivisa sono gli uomini, 38 anni in media, pendolari, che utilizzano il car sharing principalmente per motivi di lavoro (nel 55% dei casi sono dipendenti di azienda); vivono soprattutto in zone centrali (46%) o semi-centrali (27%). Si tratta di utenti pragmatici, ancora saltuari, poco fidelizzati al singolo operatore o allo specifico modello di auto: possiedono in media 2,8 tessere dei diversi fornitori, guardano alla disponibilità del servizio prima che al brand, solo nel 6%-7% dei casi lo usano più di una volta a settimana. Per gli intervistati, i servizi di car sharing soddisfano, con orari e modalità differenti, due diversi fabbisogni: lavorativo, dal lunedì al venerdì, con un picco di utilizzo tra le ore 9 e le 12, e personale, in particolare nel weekend, con un picco pomeridiano tra le 16 e le 19.

Grazie all’auto condivisa, insomma, quasi 2 utenti su 10 hanno già rinunciato al trasporto pubblico e all’auto di proprietà che presenta costi di gestione più onerosi rispetto al car sharing per percorrenze annue medio/basse (fino a 8.300 Km/anno, per un’auto di medie dimensioni). E oltre metà degli utilizzatori viaggia in compagnia di una o più persone, abbattendo ulteriormente i costi. Il vantaggio? Ogni auto condivisa toglie dalla strada fino a 9 vetture in proprietà.

Ma per trasformare la mobilità condivisa da alternativa tattica a soluzione strategica per il trasporto urbano, le istituzioni nazionali e locali dovrebbero uniformare la normativa sul settore e rendere omogenee nelle città le condizioni di utilizzo. “Manca innanzitutto una definizione normativa di vehicle sharing, così come una cornice legislativa unica per gli operatori pubblici e privati, i quali oggi si confrontano con regolamentazioni del servizio disomogenee fra una città e l’altra, che creano anche confusione nell’utente finale specialmente quando è in trasferta” evidenzia Andrea Cardinali, presidente di Aniasa. “Come testimonia la ricerca, è necessario un potenziamento delle infrastrutture, prevedendo, tra l’altro, parcheggi dedicati e di scambio intermodale presso stazioni ferroviarie e della metropolitana, centri commerciali, poli universitari e ospedalieri: vere e proprie ‘isole della mobilità’ dove l’utente possa cambiare mezzo di trasporto in modo agevole e soprattutto garantito”.

 

di Marianna Castelluccio
da helpconsumatori.it

Lunedì, 29 Maggio 2017
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