Venerdì 07 Agosto 2020
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di Lorenzo Savastano*
SHARING ECONOMY SU STRADA: LA CONSULTA DÀ UN PASSAGGIO AD UBER

Con sentenza depositata lo scorso 16 dicembre, la Corte Costituzionale boccia la legge regionale piemontese che frenava la corsa della piattaforma digitale. Ora la parola passa al Governo, ma è l’Europa il vero driver
Foto di repertorio dalla rete

La Sentenza n. 256/2016 della Corte Costituzionale
Non è possibile inibire i servizi di trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea su strada, offerti dalle nuove tecnologie digitali, sulla base di una normativa regionale. Una limitazione in questo senso sarebbe, infatti, eccedente rispetto alla competenza regionale – perimetrata dalla stessa Costituzione – in materia di concorrenza.
L’importante pronuncia promana dalla Corte Costituzionale che, con sentenza n. 256, depositata lo scorso16 dicembre 2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge della Regione Piemonte 6 luglio 2015, n. 141, accogliendo una delle due questioni di legittimità costituzionale promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all’art. 117 della Carta. Ad essere stigmatizzata è stata, infatti, l’ingerenza del normatore regionale nella delicata materia della concorrenza (materia riservata alla legislazione esclusiva statale) esercitata sul mercato dei trasporti dalle nuove forme digitali di mobilità stradale...

>LEGGI L'ARTICOLO

da il Centauro n. 201

 


Un viaggio nel complicato mondo di Uber a cura di Lorenzo Savastano capitano della Guardia di Finanza. (ASAPS)

Martedì, 21 Marzo 2017
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