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Sotto i riflettori dell'Asaps i sinistri in cui si verificano decessi plurimi

Dall'analisi dell'Osservatorio Asaps – il Centauro emerge che, seppure in diminuzione, è sempre alto il numero di questo tipo di incidenti

Il recente incidente del pullman ungherese in cui hanno perso la vita 16 giovanissimi ha fatto mettere sotto i riflettori dell’Asaps i sinistri in cui si verificano decessi plurimi. E se da un lato gli eventi come quello avvenuto sull’autostrada A4 a Verona, sono piuttosto rari, non altrettanto si può dire per gli incidenti cosiddetti “plurimortali”.
“Nel 2016 l’Osservatorio Asaps – il Centauro ne ha registrati 125 nei quali hanno perso la vita 278 persone e 137 sono rimaste ferite negli stessi schianti – spiegano all’Associazione sostenitori amici polizia stradale – L’Osservatorio prende in considerazione solo i sinistri con 2 o più morti nell’immediatezza dell’evento e non i plurimortali diventati tali per decessi avvenuti nei giorni successivi a quello del ricovero dopo il sinistro. In particolare gli incidenti con due vittime mortali sono stati 104, quelli con tre morti sono stati 17, sono stati invece 3 quelli con quattro vittime, uno solo l’incidente con più di 4 morti”.

Come di consuetudine, l’analisi dell’Asaps è molto precisa ed entra dei dettagli dei vari episodi che si sono verificati nel corso del 2016 da poco concluso e che non vede il nuovo anno iniziare sotto i migliori auspici per quel che riguarda la sicurezza stradale.
“86 plurimortali con 189 morti si sono verificati lungo strade statali e provinciali, 20 plurimortali con 48 morti sulle autostrade o raccordi, 19 incidenti con più vittime e 41 morti in totale,  si sono verificati in strade  urbane – è riportato nello studio – Il 46% dei 125 plurimortali è avvenuto di notte nella fascia oraria che va da mezzanotte alle 6 del mattino, il 17% si è verificato  nella fascia che va dalle 6 alle 12, sempre il 17% nella fascia dalle 12 alle 18 e infine il 20% dalle 18 alle 24. Questi orari spiegano già molto. Il maggior numero di incidenti plurimortali si verifica di notte in particolare da mezzanotte alle sei del mattino. E’ abbastanza inutile spiegare i motivi.

Si segnala poi che 40 dei 125 incidenti plurimortali sono avvenuti per fuoriuscite e sbandamenti di veicoli da soli. In 11 di questi 125 incidenti plurimortali sono rimasti coinvolti bambini. 4 invece gli incidenti con più vittime sui quali si è proiettata l’ombra lunga della pirateria stradale. In 23 incidenti plurimortali sono rimasti coinvolti stranieri, con 30 vittime totali. I casi di plurimortali in cui è stato possibile accertare la condizione di ebbrezza alcolica o uso di stupefacenti sono stati 6”.
Infine, l’analisi dell’Asaps riporta anche la tipologia dei veicoli interessati dai sinistri e la localizzazione per regione che con 18 incidenti plurimortali vede la Puglia in testa a questa triste classifica.

“In 104 incidenti plurimortali sono stati coinvolti veicoli a 4 ruote, di cui 83 vetture,  19 autocarri (compresi autoarticolati e autotreni) e 2 autobus – conclude il report –  In 21 incidenti plurimi sono stati coinvolti dei motocicli, in 6 delle biciclette e in 13 dei pedoni (si consideri che il totale è superiore a 125 perché in alcuni incidenti la tipologia ricomprende categorie di veicoli diverse fra loro  o pedoni). Record di plurimortali nella regione Puglia con 18 eventi con 2 o più vittime, segue la Lombardia  con 17 plurimortali  (che però ha un sistema di strade e autostrade molto più esteso), vengono poi Piemonte e Calabria con 11, Lazio 9, Emilia Romagna 8, Sicilia e Campania e Toscana con  7. Infine ricordiamo che nel 2015 i plurimortali che registrammo col nostro Osservatorio furono 144 con 313 vittime”.
Con questo studio approfondito, ancora una volta l’Associazione sostenitori amici polizia stradale intende fornire uno strumento utile a mettere a punto efficaci iniziative sul piano della prevenzione degli incidenti stradali, per la sicurezza di tutti gli utenti della strada. (m.r.)

da repubblica.it/motori


Il report dell’ASAPS sui “plurimortali” rilanciato da Repubblica.it/motori.

Mercoledì, 25 Gennaio 2017
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