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Articoli 27/12/2005

Il Centauro intervista l’ Ing. Vincenzo Pozzi, presidente dell’ANAS "Stiamo percorrendo una lunga strada". Non è uno slogan. "Ci stiamo trasformando dopo 77 anni di storia – C’è un risveglio di opere nel comparto stradale"

da Il Centauro n.100 - Novembre/Dicembre 2005

Il Centauro intervista l’ Ing. Vincenzo Pozzi, presidente dell’ANAS
"Stiamo percorrendo una lunga strada". Non è uno slogan.
"Ci stiamo trasformando dopo 77 anni di storia – C’è un risveglio di opere nel comparto stradale"

Intervista di Roberto Rocchi.

L’Anas è il principale soggetto economico italiano di riferimento per quanto riguarda il settore delle infrastrutture. Ne abbiamo voluto parlare con il suo Presidente, l’Ing. Vincenzo Pozzi. Presidente Pozzi, qual è la situazione della rete viaria nazionale?
"Si tratta di una situazione in continuo divenire, quindi non statica ma dinamica. Dopo un lungo periodo di stasi nella progettazione e nell’esecuzione delle opere, negli ultimi anni l’intero settore infrastrutturale, da quello del comparto stradale ma anche ad esempio quello ferroviario, ha pianificato e messo in esecuzione importanti opere anche di livello europeo. In particolare, negli ultimi quattro anni (dal 2001 a settembre 2005) l’Anas ha effettuato bandi di gara per 17,9 miliardi di euro (+206%), dei quali ben 8,4 miliardi (il 17%) nel Mezzogiorno italiano. Siamo quindi fortemente impegnati nell’ammoderna-mento e nella realizzazione di nuove strade, prima fra tutte ad esempio la A3 Salerno-Reggio Calabria, adeguate alla crescita del traffico sia di natura commerciale che civile. E’ chiaro che i cantieri aperti creano difficoltà agli automobilisti, ma sappiamo anche che i nostri utenti sono consapevoli che il nostro impegno, in termini sia economici che di risorse umane, servirà a migliorare complessivamente la viabilità nazionale."
Tralasciamo le grandi opere infrastrutturali, ci sono all’opera nuove arterie stradali?
"Certamente. Al momento ci stiamo muovendo su tre diverse linee operative: la realizzazione di nuove strade; l’ammoderna-mento di quelle particolarmente vecchie; la manutenzione periodica della rete. Un esempio per tutti: abbiamo assegnato ingenti somme per la pavimentazioni di tutte le strade con asfalto drenante. Siamo inoltre impegni nella realizzazione di alcune arterie che rientrano nei grandi corridoi europei come ad esempio: la già citata A3 e l’autostrada Messina-Palermo (già aperta al traffico lo scorso luglio) che rientrano nel 1° Corridoio europeo Berlino-Palermo; oppure l’8° Corridoio transeuropeo Bari-Varna che prevede l’intervento infrastrutturale di Anas nell’ammodernamento della rete stradale che collegherà l’Italia all’Albania, alla Macedonia e alla Bulgaria (da Bari e da Brindisi fino a Varna, passando per Tirana, Skopje, Sofia, e Burgas)".
Si parla tanto di frontiere tecnologiche e cioè dei controlli di polizia eseguiti in maniera virtuale attraverso strumenti telematici e satellitari. Cosa ne pensa?
"Telecomunicazioni e trasporti sono settori strategici, non sono in concorrenza l’uno con l’altro, ma attraverso sinergie e integrazioni possono offrire opportunità oggi solo vagamente immaginate. Anas, ad esempio, ha deciso di realizzare siti multioperatore, lungo aree adiacenti alle strade o autostrade di propria competenza, per installare antenne, ripetitori di gestori di telefonia mobile, così come ha deciso di sfruttare la rete stradale per cablare i cavi in fibra ottica. Tutto ciò servirà anche agli automobilisti che in un prossimo futuro utilizzeranno autovetture ’intelligenti’, in grado cioè di ricevere e di inviare informazioni ad una rete telematica e satellitare di controllo e gestione del traffico, ciò assicurerà maggiore sicurezza ed efficienza.
Anche in questo settore stiamo investendo con le nuove centrali operative a livello compartimentale che forniranno servizi informativi all’utenza o, in collaborazione con il Centro di Ricerche Fiat, nella realizzazione di dispositivi anti-nebbia. I nuovi sistemi telematici serviranno a regolare il traffico ma serviranno alle Forze dell’Ordine anche a reprimere comportamenti di guida pericolosi o che violano il codice della strada. Questa attività non deve essere vista come una forma di controllo, ma come ulteriore intervento degli organi pubblici a tutela della nostra sicurezza ".

Cosa si può aspettare l’automobilista italiano nei prossimi anni da Anas?
"Si può e si deve aspettare molto. Siamo in pieno processo di trasformazione, non solo societario, ma anche di approccio al mercato in termini di efficienza, rapidità decisionale, sensibilità alle richieste e alle aspettative degli utenti. Abbiamo una storia lunga oltre 77 anni e la nostra esperienza deve spronarci a lavorare cogliendo le trasformazioni economiche della società come opportunità di crescita e di sviluppo del nostro business".



Intervista di Roberto Rocchi

da Il Centauro n.100 - Novembre/Dicembre 2005
Martedì, 27 Dicembre 2005
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