Lunedì 28 Settembre 2020
area riservata
ASAPS.it su

Qual è l’esatta procedura da seguire nei confronti dei veicoli esportati all’estero e non radiati e successivamente reintrodotti in Italia con immatricolazione eseguita nel paese d’origine del nuovo proprietario?

Foto di repertorio dalla rete

 


Buongiorno, è in continuo aumento il fenomeno di veicoli immatricolati in Italia e non sottoposti alla procedura di radiazione per esportazione all'estero, che vengono reimmatricolati in paesi dell'Est, per poi essere utilizzati sul territorio della Repubblica italiana.
Sono stati riscontrati casi in cui detti veicoli, reimmatricolati in paesi dell'Est, risultano sottoposti a provvedimento di fermo amministrativo al Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.).
Chiedo di poter ottenere conferma sulla procedura che s'intende applicare nel caso in cui venga riscontrato quanto detto.

Primo caso
Veicolo immatricolato in Italia e di proprietà del sig. Mario Rossi, che viene venduto (atto di vendita) al sig. Andrea Nicolae in data 12/05/2012; quest'ultimo in data 12/09/2015 esporta il veicolo all'estero senza procedere alle formalità di radiazione e nonostante il provvedimento di fermo amministrativo al P.R.A. iscritto in data 12/06/2015. Questo veicolo viene intestato ad un parente che risiede all'estero e continua a circolare sul nostro territorio utilizzato dal sig. Andrea Nicolae o comunque da un famigliare di quest'ultimo.
L'articolo 103 C.d.S. recita: "La parte interessata, intestataria di un autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, o l'avente titolo deve comunicare al competente ufficio del P.R.A., entro sessanta giorni, la definitiva esportazione all'estero del veicolo stesso". Il sig. Andrea Nicolae in qualità di avente titolo non ha comunicato al P.R.A. entro i prescritti 60 giorni (dalla data di re immatricolazione del veicolo), la definitiva esportazione all'estero dell'autovettura anche perché secondo la normativa italiana un veicolo sottoposto a fermo amministrativo al P.R.A. non può essere radiato per esportazione.
Il sig. Andrea Nicolae, residente in Romania, è sicuramente in violazione dell'articolo 103 C.d.S..

Il problema è che detto veicolo viene guidato da un famigliare e quindi durante il controllo di polizia stradale non è possibile contestare l'articolo 103 C.d.S. perché il conducente non è l'intestatario/avente titolo e quest'ultimo risiede in Romania.
Il veicolo, guidato da un famigliare, risulta ancora immatricolato in Italia ed è sottoposto a fermo amministrativo al P.R.A. e quindi in violazione degli articoli:
1. 193 c. 2, se il veicolo non ha una valida polizza assicurativa stipulata con compagnia autorizzata dall'IVASS ad esercitare l'RCA sul territorio italiano;
2. 100 c. 12, in quanto il veicolo circola con targhe d'immatricolazione non proprie;
3. 80 c. 14, se il veicolo non ha un valido controllo tecnico effettuato sul territorio italiano da officina autorizzata;
4. 214 c 8 e 86 del D.P.R. n. 602/1973, in quanto il veicolo circola nonostante il provvedimento di fermo amministrativo iscritto al P.R.A.;
5. 103 c. 1 e 5 - violazione commessa dall'avente titolo (atto di vendita). Il conducente non è soggetto alla violazione, a meno che quest'ultimo sia l'avente titolo.

Secondo caso
Come sopra, con esclusione del provvedimento di fermo amministrativo al P.R.A..
Il veicolo, guidato da un famigliare, risulta ancora immatricolato in Italia e quindi in violazione degli articoli:
1. 193 c. 2, se il veicolo non ha una valida polizza assicurativa stipulata con compagnia autorizzata dall'IVASS ad esercitare l'RCA sul territorio italiano;
2. 100 c. 12, in quanto il veicolo circola con targhe d'immatricolazione non proprie;
3. 80 c. 14, se il veicolo non ha un valido controllo tecnico effettuato sul territorio italiano da officina autorizzata;
4. 103 c. 1 e 5 - violazione commessa dall'avente titolo (atto di vendita). Il conducente non è soggetto alla violazione, a meno che quest'ultimo sia l'avente titolo.
Secondo lo scrivente deve essere ritenuta valida la sola immatricolazione nazionale diversamente, significherebbe applicare norme giuridiche di un diverso ordinamento e disapplicare le proprie.
In attesa di risposta, porgo distinti saluti.


email-Carpenedolo (Bs)

 

***

 

(ASAPS) Il fenomeno è ben conosciuto, e negli ultimi anni ha assunto proporzioni preoccupanti!
In sostanza si tratta di veicoli circolanti sul nostro territorio con targhe e documenti, compresa una copertura assicurativa di altro Stato dell’U.E. Orbene, nel corso del controllo si accerta che lo stesso veicolo era già stato immatricolato il Italia, e lo è tuttora, in quanto non comunicata al P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) la radiazione per esportazione.
In vero il quesito è molto più articolato, pertanto, per meglio comprendere le varie questioni poste dal richiedente, riteniamo sia più opportuno scomporlo per argomento....


>Leggi la versione integrale della risposta

 

Giovedì, 07 Luglio 2016
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK