Giovedì 20 Febbraio 2020
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Omicidio stradale, esami del sangue se si rifiuta l’alcol test: la “crociata” dei pm contro i buchi nelle norme

Genova - L’inganno era ben nascosto tra i tanti paragrafi della legge sull’omicidio stradale voluta dal governo Renzi, ed entrata in vigore nel marzo scorso. Quella normativa - studiata e pensata dai giuristi per fermare l’escalation degli incidenti provocati da conducenti ubriachi e drogati - conteneva una (involontaria) ancora di salvezza per gli automobilisti indisciplinati: bastava semplicemente rifiutare l’esame all’etilometro, in caso d’incidenti gravi o mortali. Senza prova del livello di ubriachezza, infatti, non si poteva applicare l’addebito più grave in caso di omicidio stradale, quello che fa scattare pene comprese tra gli 8 e i 12 anni di reclusione.

>Omicidio stradale, ecco i punti della legge

La Procura di Genova ha focalizzato l’errore e ha deciso di correre ai ripari. Da oggi chi, nelle circostanze più drammatiche, si rifiuterà di eseguire il test, subirà un prelievo di sangue obbligatorio. Verrà portato al più vicino ospedale da poliziotti o carabinieri e affidato ai medici che dovranno determinare il reale quantitativo di alcol, prelevando un campione di sangue con una siringa, anche contro la sua volontà.

La novità è contenuta nelle nuove linee guida inviate a tutte le forze dell’ordine dal procuratore capo Francesco Cozzi, tra i maggiori esperti in Italia sulla guida in stato di ebbrezza e autore di numerose pubblicazioni in materia. Il prelievo “coatto” sarà applicato nella provincia di Genova e non è escluso che a breve venga esteso al resto della Liguria, sebbene la decisione spetti alle singole Procure. È giusto costringere una persona a subire un prelievo del sangue contro la propria volontà, ancorché in un caso estremo? Per i magistrati genovesi sì.

«Abbiamo studiato le sentenze delle Corte Costituzionale - spiega Cozzi - e tra i poteri del pubblico ministero c’è anche quello di poter disporre il prelievo coatto. È ovvio che sarà esercitato solo in caso d’incidenti gravissimi o mortali». Non c’è alcuna violazione di diritti, garantisce ancora il capo dei pm. Che ribadisce con un filo di ironia l’alternativa per ogni conducente coinvolto in un incidente grave: «Se non si ha niente da nascondere e non si vuole incappare nel prelievo obbligato, basta soffiare nell’etilometro. Non è più semplice?».

Con le nuove linee guida, secondo Cozzi, si colmerebbe un buco normativo. Fino ad oggi, infatti, chi non si sottoponeva volontariamente all’alcol-test, veniva incluso nella fascia di coloro che hanno un tasso inferiore a 1,50 grammi per litro. E dunque in caso di incidente grave o mortale rischiava una relativamente bassa: dai 2 ai 7 anni, paradossalmente meno di quanto prevedeva la legge precedente.

Lo stesso ragionamento vale per la guida sotto l’effetto di droghe, poiché anche qui gli aggiornamenti normativi hanno prodotto qualche fraintendimento. E la Procura genovese ha deciso d ’intervenire pure su questo fronte. Spieghiamo meglio. Dal momento che - secondo la nuova legge - occorre provare «l’alterazione da sostanza stupefacente» l’esame delle urine, che indica sì la positività ma non il tempo dell’assunzione, non basta più. Per questo i pubblici ministeri hanno stabilito che chi provoca uno schianto ed è sospettato di aver fatto uso di droga, venga sottoposto a un prelievo obbligatorio anche di saliva.

 

di Tommaso Fregatti e Matteo Indice
da ilsecoloxix.it


LA PROCURA DI GENOVA FA SUL SERIO! E FA SCATTARE L’ “ANTIFURBO”. (ASAPS)

La novità è contenuta nelle nuove linee guida inviate a tutte le forze dell’ordine dal procuratore capo Francesco Cozzi, tra i maggiori esperti in Italia sulla guida in stato di ebbrezza e autore di numerose pubblicazioni in materia. Il prelievo “coatto” sarà applicato nella provincia di Genova
Con le nuove linee guida si colmerebbe un buco normativo. Fino ad oggi, infatti, chi non si sottoponeva volontariamente all’alcol-test, veniva incluso nella fascia di coloro che hanno un tasso inferiore a 1,50 grammi per litro. E dunque in caso di incidente grave o mortale rischiava una relativamente bassa: dai 2 ai 7 anni, paradossalmente meno di quanto prevedeva la legge precedente. Ma ora cambia la musica...

Venerdì, 17 Giugno 2016
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