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Svizzera: in carcere per un autovelox. Beccato a 323 all’ora, il Tribunale Federale di Ginevra condanna un automobilista a 36 mesi di carcere e revoca a vita della patente!
E in Italia? Non dici chi guidava: 286 euro e ti passa la paura…

Di Lorenzo Borselli

(ASAPS) Forlì, 26 febbraio 2015 – Mentre in Italia si depenalizza (il termine, pur improprio, non cancella il fatto che in qualche modo lo Stato abdica alla funzione ristoratrice della pena rinunciando a punire reati)  e mentre, sempre in Italia, le due Camere giocano a passaggi con la legge sull’Omicidio Stradale, in Svizzera un commenda che aveva deciso di provare il suo bolide in autostrada (323 km/h) si è beccato 36 mesi di carcere. La notizia, pubblicata oggi su Repubblica.it (clicca qui), dovrebbe indurre qualche semplice riflessione ma, purtroppo, finirà con il sancire, ancora una volta, che può succedere solo in Svizzera.
Non ci soffermeremo sull’occasione che lo Stato perde introducendo, di fatto, una minor legalità: per questo ci sono e ci saranno sempre i giuristi di uno schieramento o quelli dell’altro  e forti di questa proprietà tutta italiana ci sottraiamo dal dover compiutamente spiegare il perché non siamo d’accordo.

Ci limitiamo a sottolineare che nel resto del mondo occidentale, chi attacca un bene comune e chi mette a rischio l’incolumità del prossimo, subisce una punizione. È la più semplice delle obbligazioni: c’è una parte, detta debitrice, cui viene attribuita una condotta contraria alle norme e cui viene imposto di pagare un prezzo, e un’altra parte, detta creditrice (lo Stato), che ha diritto di esigerla. In Italia, se una macchina viene immortalata a 323 orari, il procedimento amministrativo di contestazione dell’addebito prende la forma di una raccomandata con prestampato, recapitata a casa dell’intestatario del veicolo. Lo Stato gli dice: paga la sanzione e dimmi chi guidava la macchina così gli posso ritirate la patente e sospendergliela o revocargliela, altrimenti devi pagare altri 286 euro (200,20 entro 5 giorni!). Tutto ha un prezzo no? Bene: il prezzo che in Italia lo Stato attribuisce alla verità non detta è di 286 euro. Chi li ha (e chi ha macchine capaci di simili prestazioni non ha certo problemi a pagare 286 euro), paga e continua.

Chi non li ha, semplicemente non paga, tanto una multa non pagata cosa volete che comporti?
In Svizzera no. Hai voglia a dire che non eri tu a guidare: intanto la foto te la fanno davanti, perché quando metti a rischio la collettività la privacy non esiste. E poi vengono a cercarti e difficilmente trovi un Ministero Pubblico che abbia voglia di farsi prendere per i fondelli.
Noi, nel nostro piccolo, crediamo che dopo essersi fatto 6 mesi di carcere e vedere un pubblico ufficiale imbustare la propria patente di guida, che difficilmente sarà concessa di nuovo a pena espiata, certi pizzicori passerebbero a chiunque.
Ma in Italia, si sa, lo Stato ogni tanto decide di rinunciare. Amnistie, indulti, prescrizioni. Ora anche i reati di lieve entità, propriamente detti “illeciti civili”. Cosa c’è di “civile” nel commettere un illecito? (ASAPS)
 


PRENDIAMO NOTA. DA NOI LA PATENTE A VITA NON LA  TOLGONO NEPPURE SE ELIMINI 3 VITE!! E QUESTO SBRUFFONE NON AVEVA AMMAZZATO NE’ FERITO NESSUNO!!
Ecco come funziona in Svizzera. Fai lo smargiasso? Revoca a vita della patente e condanna detentiva ad almeno sei mesi! Senza aver torto un capello a nessuno! (ASAPS)

Venerdì, 26 Febbraio 2016
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