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Editoriali 06/01/2015

CASCHI BIANCHI
ORA DITE PERO’ COSA VOLETE FARE DI LORO!

Fin dall’inizio abbiamo espresso le nostre perplessità sul metodo dell’astensione dal lavoro, non sul merito che giustifica sicuramente ampiamente il malessere della Polizia Municipale, in particolare di quella di Roma: rigetto del contratto integrativo, mancato riconoscimento di diritti sacrosanti a cominciare dall’equo indennizzo e di seguito delle cause di servizio, orfane di reali tutele e ancora per l’operatività degli agenti con il mancato accesso alle banche dati, ma non solo questo.
Abbiamo anche suggerito che avremmo preferito sicuramente che gli agenti non si “ammalassero” e che fossero andati regolarmente in servizio il 31 dicembre, magari andando prima di iniziare il turno tutti insieme con una bottiglia di spumante davanti a Palazzo Chigi e la Camera per stapparla, lanciando e lasciando i tappi alla politica e offrendo da bere a tutti i concittadini per brindare insieme, poi però tutti al lavoro! La gente avrebbe capito meglio.
Ma ora, dopo il bombardamento a tappeto del sistema mediatico (bisogna riconoscere un merito ai caschi bianchi: sono riusciti a realizzare un network di reti televisive e di giornali di destra, centro e sinistra tutti compatti contro di loro. Non c’era mai riuscito nessuno...) non penserà il Governo e la ministra Madia di cavarsela con una inchiesta per sapere chi e cosa ha fatto fra i Vigili...
Non penserà il Governo di partire dalla protesta della notte di confine fra il 2014 e il 2015 per dare un sonoro giro di vite a tutto il Pubblico impiego e amen. Si sbaglierebbe di grosso.
Dovrà dire in maniera chiara cosa fare della Polizia Municipale d’Italia e non solo “de Roma”,  se considerarla un fattispecie atipica di impiegato comunale (atipica solo perché lavora anche di notte, nei festivi e sulle strade in ogni tempo) o finalmente considerare le Polizie Municipali un elemento ormai indiscutibile ed essenziale del Comparto Sicurezza fatto di precisi doveri (per altro per i caschi bianchi sempre più vasti e significativi), ma anche di più chiari diritti!! Il problema delle Polizia Municipali non è quello del 31 dicembre ma di tutti i giorni dell’anno.
Crediamo che questo sia il momento di fissare finalmente i paletti di un confine reale di una funzione, e della fissazione delle boe di navigazione nel mare spesso tempestoso della sicurezza del Paese. Ah, non fatevi illusione amici Vigili anzi poliziotti municipali, tutto il versante e sistema sicurezza se la sta passando veramente male, non crediate di trovare il balsamo per tutti i vostri problemi, però almeno saprete chi siete e cosa rappresentate.
Poi, sia chiaro, rimaniamo sempre in attesa di una riforma globale e generale che riduca il numero delle polizie sul territorio con una  -  finalmente decisiva -  fissazione delle competenze per materia e per territorio e non come avviene aggi per cui in talune situazioni possono teoricamente intervenire 7 polizie diverse con potenziali competenze equivalenti e nessuna di loro riesce a parlare con l’altra, se non passando attraverso 7 sale operative diverse. Di fronte a un negozio o una banca con dentro dei rapinatori in teoria potrebbero essere   presenti a circondarlo, ancora nel 2015, 7 polizie che non parlano lo stesso linguaggio comunicativo.
Vediamo molti lampeggiatori... ma ancora manca l’esperanto dei linguaggi e dei diritti fra divise diverse.
Doppia Vela 21 mi sentite? Mi sentite??

 

Giordano Biserni
ASAPS

 

 

 


 

Martedì, 06 Gennaio 2015
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