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La mappa del rischio

Dall’Appia alla Jonica
Le 12 statali meno sicure

Lo studio dell’Automobile club d’Italia, su dati Istat, per il Corriere della Sera
Foto Gatti - da lastampa.it

L’Adriatica che da Padova arriva sino a Otranto. L’Aurelia che da Roma attraversa la Toscana e arriva sino in Liguria al confine della Francia. La via Emilia che congiunge Milano a Rimini attraversando il cuore pulsante dell’Emilia Romagna. Non sono solo alcune delle arterie più antiche, famose e trafficate del nostro Paese ma rappresentano anche il triste podio delle strade statali più pericolose secondo uno studio realizzato dall’Automobile club d’Italia (su dati Istat) per il Corriere della Sera . Una mappa del rischio in Italia per chi si mette in viaggio. I criteri di calcolo hanno tenuto conto della lunghezza delle strade (almeno 100 chilometri per quelle nazionali) e della pericolosità avendo come faro l’indice di mortalità che esprime il numero dei morti ogni 100 incidenti.

I numeri

Da questa analisi è emerso che nel 2012 nel nostro Paese ci sono stati 186.726 incidenti che hanno provocato 3.653 morti, con un tasso di mortalità medio di 1,96. Nelle strade statali questo indice è più che doppio (3,99) perché i morti sono stati 1.158 in seguito a 29.007 scontri.
«Malgrado il calo dei morti di questi anni grazie al miglioramento della sicurezza nelle auto e all’adeguamento di alcune infrastrutture, c’è molto ancora da fare - spiega Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci - perché abbiamo un parco circolante fra i più vecchi d’Europa e fa riflettere che la pericolosità delle strade vari di molto nelle regioni». Infatti in Calabria l’indice di mortalità è del 7,29, in Basilicata è del 10,09 mentre in Liguria scende a 1,48. «Sarebbe importante che nelle statali ci fossero doppie corsie separate per senso di marcia - conclude Sticchi Damiani - ma spesso pur volendo non si può e allora ci vorrebbero più controlli elettronici per la velocità come in autostrada, più rotatorie dove ci sono incroci, più illuminazione e più manutenzione dell’asfalto».



di Alessio Ribaudo
da corriere.it

 

 

Lunedì, 27 Ottobre 2014
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