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Notizie brevi , News 31/05/2014

Faenza (Ra)
La Polstrada di Ravenna intercetta una Ferrari-laboratorio
in A14 il veicolo raccoglieva dati telemetrici a tutta velocità

Foto di repertorio dalla Rete

(ASAPS) Faenza (Ravenna), 31 maggio 2014 – Aveva certamente preso alla lettera l'articolo 98 del codice della strada, il “pilota” pizzicato in A14 da un'auto civetta della Polizia Stradale di Ravenna, mentre raccoglieva – attraverso avveniristici sistemi di rilevazione della telemetria – una serie di dati necessari al progresso della tecnica mentre si trovava al volante di una Ferrari ultimo modello. Eh sì, il progresso: forse il conducente della fuoriserie pensava di essere nel giusto, visto che il dettato normativo del codice, all'articolo 98 appunto, dice che la circolazione di prova è ammessa per esigenze connesse “a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti”. Aveva però dimenticato che la lunga serie di concessioni accordate agli utilizzatori delle targhe di circolazione di prova non contemplano la trasgressione alle norme del codice. Così, quando gli investigatori della Polstrada di Ravenna, che si trovavano in A14 nell'ambito di un servizio riservato, hanno visto sfrecciare il bolide di Maranello che a tutta velocità effettuava una serie continua di manovre definite “particolari e non compatibili con la sicurezza stradale”, lo hanno inseguito, sono riusciti a intercettarlo – con l'aiuto di pattuglie del tratto – e lo hanno scortato fino al casello di Faenza, dove l'interno della Ferrari si è rivelata essere un sofisticato laboratorio di raccolta dati, messo a punto da una società che testa componentistica meccanica e elettronica. Forse (ci piace pensarlo), i dati risultanti dalle prove interrotte serviranno a migliorare la sicurezza di tutti noi e magari (ci piace crederlo), non si è trattato di una sperimentazione a fini esclusivamente sportivi. Perché se così fosse, ci sono molti autodromi e circuiti, in Emilia Romagna, all'interno dei quali la raccolta dei dati sarebbe certamente più onerosa ma risulterebbe certamente più performante e potrebbe essere effettuata con maggior sicurezza per tutti noi, oltre che per il pilota multato.Peccato che, alla fine, sia lui che chi l'ha spedito in A14 a fare esperimenti, se la sono cavata con un paio di sanzioni amministrative, di cui una da 84 euro (ma con lo sconto del 30% se corrisposta entro 5 giorni) e 5 punti della patente (art. 141 CDS), e una da 41 euro per non aver avuto al seguito i documenti della targa. Proprio vero: quando la legge non c'è, bisogna affidarsi alla coscienza. Speriamo che la lezione sia stata capita... Grazie comunque ai colleghi che, nonostante tutto, fanno il proprio lavoro. (ASAPS)

 

 

Sabato, 31 Maggio 2014
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