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Faenza
Morte Martina Varoli: indagini sul cellulare
La distrazione del conducente è tra le ipotesi dello schianto

Il luogo dell’incidente

FAENZA - Nessun segno di frenata e vittima centrata con la parte sinistra dell’automobile, quella interna alla carreggiata. Su questi due aspetti ruotano i rilievi della Polizia municipale di Faenza che ora si affiderà ai tabulati telefonici della Sim del conducente per capire le cause dell’incidente stradale in cui sabato pomeriggio ha perso la vita la piccola Martina Varoli. L’ipotesi più razionale nello studio della dinamica è quella di una distrazione. E nel registro chiamate del cellulare dell’automobilista che ha investito la ragazza, l’orario di una telefonata corrisponde con breve scarto con quello dell’incidente. Occorrerà analizzare i tabulati telefonici e verificare quanto sia durata quella conversazione. Su questa strada gli agenti della Pm cercano di fugare gli ultimi dubbi sull’incidente che dall’Appennino romagnolo ha raggiunto con il suo dolore l’intera penisola. Tutti i telegiornali nazionali hanno toccato i sentimenti di questa giovane vita spezzata all’improvviso da un incidente stradale. Lo schianto avviene poco dopo le 16 di sabato. Martina esce dal catechismo e attraversa via Modiglianese all’altezza dell’incrocio con via Monte Spada. Siamo in località Rivalta, in pieno al rettilineo che costeggia il cimitero.

 

Dietro il camposanto c’è la parrocchia: le due strutture, per chi scende da Modigliana verso Faenza, rimangono sulla destra. La sua casa e il maneggio dei suoi genitori, sorgono invece sulla sinistra. Martina attraversa dunque la carreggiata e in prossimità della linea continua di mezza via viene centrata dalla Fiat 500 condotta da un modiglianese di 57 anni, in marcia verso valle. Della frenata dell’utilitaria non c’è traccia. Lo studio dei rilievi conferma la velocità moderata, in rispetto dei limiti di sicurezza. Altri dettagli dello schianto sono i danni riportati dall’auto: tutti sulla fiancata sinistra, dal faro anteriore alla fiancata, passando per lo specchietto. L’unica spiegazione logica ad una dinamica come questa è la distrazione. Il sole era ancora alto e in quel tratto, a quell’ora, accompagna gli automobilisti tramontando sulla sinistra della provinciale. Dunque meno probabile la pista di un abbaglio che oscura il campo visivo del conducente. Uno dei primi riscontri effettuati dagli agenti della Polizia municipale è dunque sul cellulare dell’automobilista. E una telefonata effettuata in orario vicino al momento dello schianto c’è. Ora bisogna capire quanto questa sia durata e se possa essere imputata come causa della distrazione che è costata la vita a Martina che, al centro della carreggiata, è stata investita da un veicolo in viaggio a velocità consona al tracciato della provinciale. Con conducente sobrio - l’alcol test ha dato esito negativo - l’ipotesi della distrazione rimane la più accreditata.

 

 

da romagnanoi.it

 

 

>Faenza, bimba travolta all'uscita del catechismo muore a 10 anni
(L'ASSURDA CRUDELTA' DELLA STRADA - Sono 13 i bimbi che hanno perso la vita sulla strada da inizio anno. 52 nel 2013. ASAPS)

 

 


 

Se il sospetto risultasse fondato (ma è da verificare) maledetta distrazione, maledetto cellulare!!
Alcuni elementi fanno infatti pensare:  la bambina è stata investita al centro strada, che la vettura andava ad una velocità moderata e che  sull’asfalto non c’è traccia di frenata (ASAPS)

 

 

 

 

Martedì, 29 Aprile 2014
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