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Pirateria , Notizie brevi 07/04/2014

Reggio Emilia
Vittima di un pirata della strada viene condannata a pagare

A 19 anni venne investita da un camion a Fogliano, ora l’Appello cancella il risarcimento e le chiede anche le spese. I genitori: «Un calvario senza fine»

Ci sono voluti diciassette anni per avere una sentenza definitiva per il terribile incidente in cui rimase coinvolta Roberta Borghi, allora 19enne che venne investita a Fogliano mentre era a piedi da un camionista pirata. Ma non solo i giudici di Appello l’anno scorso le hanno dato torto, cancellando la sentenza che in primo grado invece le aveva assegnato un risarcimento di circa 400mila euro, ma ha condannato lei e i genitori al rimborso delle spese in favore della Fondiaria Sai. Una cifra che ammonta a circa 9mila euro. L’ingiunzione a pagare è arrivata proprio in questi giorni.

 

> VIDEO "Chiedevamo solo giustizia"

 

 

«Chiedevamo solo giustizia, che ci venisse riconosciuto il danno gravissimo che abbiamo subito. Perché Roberta ha subito danni permanenti in quel terribile incidente. Invece, ora, siamo distrutti e mortificati. Dopo tutto quello che è successo, dopo tutti questi anni ci chiedono dei soldi, per giunta una cifra molto importante per le nostre risorse» dichiara la madre, Nadia Montanari. A casa Borghi parlano di delusione, di perdita di fiducia nelle istituzioni. Loro che per tutti questi anni hanno combattuto una lotta quotidiana accanto all’amata figlia, rimasta sorda a 13 mesi per colpa del morbillo e che dopo l’incidente è stata ritenuta invalida al 46%. Loro che non si sono persi un’udienza.

Non essendo mai stato identificato il camionista che la investì, a finire sul banco degli imputati furono Anas (proprietaria della strada), il Comune (che costruì il marciapiede) e il Fondo vittime della strada, che dovrebbe intervenire quando il colpevole dell’incidente non si trova. La famiglia si costituì parte civile con l’avvocato Giacomo Fornaciari.

In primo grado, il giudice Luciano Varotti stabilì un risarcimento pari a 400mila euro per la giovane. Ma iniziarono subito i problemi, e le beffe. «Poco dopo Equitalia ci chiese qualcosa come 18mila euro da pagare su quella somma - spiegano in casa Borghi - che però non avevamo mai ricevuto». Solo puntando i piedi videro azzerata la cartella. Per fortuta. Perchè quei soldi non arriveranno mai.

 

Il Fondo vittime della strada - condannato a pagare in solido con Anas - fece opposizione, chiedendo una sospensione che i giudici di Bologna accolsero. Fino a che, nel 2013, la sentenza d’Appello è stata sfavorevole a Roberta. Per i giudici c’è «incertezza sulle modalità di verificazione del sinistro». E ci sarebbe stata «imprudente e colposa condotta» della ragazza. Parole che tradotte significano annullamento della sentenza di primo grado. Niente risarcimento. Anzi, una condanna a pagare per la giovane donna e i genitori.

 

Le carte del legale della Fondiaria, l’avvocato Gianni Taglini, sono arrivate giusto lunedì. A ricordare una vicenda beffarda, quando meno. «E’ stato un calvario e ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. Non fu una caduta, l’incidente di Roberta: i medici lo dissero chiaramente guardando il gravissimo trauma riportato. Ora, anche questa condanna a pagare. Ma non ci sto. Noi che paghiamo l’assicurazione, finanziamo anche questi Fondi per le vittime della strada. Ma se funziona così, io mi rifiuto d’ora in poi di pagare» dichiara il padre, Giovanni Borghi.

 

 

 di Elisa Pederzoli
da gazzettadireggio.gelocal.it

 


 

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Lunedì, 07 Aprile 2014
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