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Articoli 29/12/2004

da "Il Centauro" n.91 - La carovana antimafie 2004

La carovana
antimafie 2004
 

A legalità e la giustizia sociale anche quest’anno viaggiano a bordo di una carovana, la Carovana Antimafie 2004, che è partita dalla Lombardia, in particolare da Milano, il 20 settembre e passerà per tutte le regioni italiane e per la prima volta anche in Francia, incontrando la società civile e le istituzioni di Nizza, Tolone e Bastia per terminare il 19 dicembre in Sicilia, per la precisione ad Agrigento. Centinaia di comuni, scuole ed Istituzioni saranno coinvolti per richiamare l’impegno di tutti contro le organizzazioni mafiose. L’iniziativa, organizzata da Libera (Associazione Nomi e Numeri contro la mafie, presieduta da Don Luigi Ciotti), ARCI e Avviso Pubblico, con il sostegno dei tre sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL), propone un programma di appuntamenti itineranti – incontri nelle scuole, dibattiti con i cittadini, spettacoli teatrali, proiezione di film, animazioni per i più piccoli – con l’intento di promuovere una legalità che contrasti poteri mafiosi e criminali, ma anche i piccoli soprusi che quotidianamente siamo costretti a subire. Una Carovana quindi nata per ricordare e ribadire la volontà dei cittadini Italiani di costruire una società civile più solida, per rafforzare l’associazionismo, il volontariato, il terzo settore; per promuovere ed implementare una nuova socialità che è l’essenza delle città, di quella comunità aperta, giusta e libera che noi tutti vogliamo. Sono questi desideri di pace che hanno spinto gli organizzatori a riprendere, anche quest’anno, la strada della legalità e della solidarietà.
“La prima edizione – ha dichiarato Alfio Foti, Coordinatore Nazionale della Carovana Antimafie 2004, durante la presentazione ufficiale – è stata organizzata per la prima volta nella sola Sicilia nel 1994 per tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafia. Siamo partiti per la precisione il 9 dicembre da Capaci passando per Licata, Palermo, Marineo, Corleone, Bivona, Racalmuto, Siculiana, Canicattì e Gela. Con gli anni l’esperienza è stata condivisa da altre regioni fino a tre anni fa quando è diventata nazionale”. “L’Italia esiste, ma anche le mafie” con questo slogan è partita la prima Carovana Nazionale nel 2002 coinvolgendo dieci regioni (Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna, Liguria, Calabria, Campania, Puglia, Toscana e Sicilia) e centinaia di città.
Avviso Pubblico, un’associazione nata nel gennaio 1996, che oggi rappresenta più di 700 enti fra regioni, province, comuni e comunità montane, è una degli enti organizzatori e sostenitori della Carovana. Non solo la società civile deve fare qualcosa contro la mafia, ma anche le Istituzioni, soprattutto quelle più vicine alla gente come i comuni e le Province. Con queste motivazioni, Avviso Pubblico, come sottolineato da uno dei suoi VicePresidenti, Roberto Montà, ha deciso di sostenere la Carovana 2004: “è essenziale per Avviso Pubblico – ha dichiarato- che le Associazioni della Società Civile trovino ascolto e soprattutto collaborazione nelle Istituzioni Pubbliche”.
“La nostra Carovana – ha dichiarato Paolo Beni dell’ARCI, coorganizzatrice dell’iniziativa – ha buone ragioni per allungarsi e crescere. La prima buona ragione è che il tema della legalità non è questione di rilevanza regionale che investa solo i territori tradizionalmente esposti al ricatto dei mafiosi. Legalità, diritti e giustizia sociale sono questioni che interrogano tutto il paese, perché le mafie ci sono dovunque c’è traffico di droga, di esseri umani, dove c’è usura e racket, dove prevale la cultura della violenza e della sopraffazione”.

La Carovana Antimafie 2004 è partita da Milano perché il capoluogo Lombardo, capitale Italiana della finanza, da molti, erroneamente, non viene considerato a rischio mafia, anzi si pensa che le organizzazioni mafiose siano a centinaia, se non migliaia di chilometri più in giù. Per ribadire l’infondatezza di questo credere e per iniziare a parlare e a far parlare di mafia anche nel nord-Italia, Libera ha deciso di partire proprio da Milano e concentrare i dibattiti su alcuni temi che solo in apparenza possono sembrare distanti dall’argomento mafia, ma che in realtà, proprio per questo credere, possono diventare più pericolosi di altri. Per esempio: l’antidoping, l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, la compravendita di manodopera operaia, quest’ultima largamente sviluppata proprio a Milano e in Lombardia.
Don Ciotti, Presidente e fondatore di Libera, nel presentare la Carovana 2004, ha ribadito che c’è sottovalutazione e non conoscenza del fenomeno da parte di molti Italiani: “per tanti anni – ha dichiarato - si è pensato che la mafia fosse in una sola parte d’Italia, che fosse solo “cosa nostra”, invece si deve parlare di mafie, nazionali ed internazionali. Si deve parlare di un’attività economica che non ha vissuto crisi negli anni, il cui andamento è sempre stato positivo”.
Don Ciotti ha ringraziato inoltre, oltre ai coorganizzatori, anche gli sponsor, tra cui Unipol Assicurazioni e la Fondazione Cesar con i quali “ci sono sintonie di collaborazione e aiuto reciproco in questo lungo cammino comune”. La collaborazione tra Unipol, Fondazione Cesar e Libera ha permesso alla Carovana, tra l’altro, di diventare nazionale nel 2002. Unipol Assicurazioni infatti, attraverso i Consigli Regionali di Unipol che rappresentano il sistema di relazione tra Unipol Assicurazioni e le sue Organizzazioni Socie (Legacoop, Cna, Cia, Confesercenti, Cgil, Cisl e Uil) e la Fondazione Cesar (Centro europeo di ricerche dell’economia sociale e dell’assicurazione) è da sempre attenta alle problematiche della sicurezza e della legalità, elementi basilari per ogni impresa che si sforzi di essere socialmente responsabile.


Mercoledì, 29 Dicembre 2004
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