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RC auto, Corte Ue: va coperto danno non patrimoniale patito dai familiari

(Corte di Giustizia UE , sez. II, 24 ottobre 2013 n° C-22/12)

La CGUE ha affrontato la questione della conformità col diritto UE dell’esclusione e/o limitazione di certe voci di danno non patrimoniale subiti dai familiari di vittime di incidenti stradali.

 

Nel primo caso, un automobilista assicurato in Slovacchia aveva causato un incidente mortale nella Repubblica Ceca. Conformemente al diritto di quest’ultimo Paese, ai familiari della vittima era (anche) stato liquidato il danno non patrimoniale; tuttavia, l’assicurazione aveva rifiutato di coprire tali voci di danno, in quanto espressamente escluse dalla polizza.

 

Nel secondo caso, il danneggiato era un minorenne, cittadino lettone, il quale aveva perso entrambi i genitori in un incidente stradale, ed al quale l’assicurazione aveva negato il risarcimento per i danni non patrimoniali (previsti sì dal diritto lettone, ma non coperti dalle assicurazioni; queste ultime, in virtù di una limitazione legislativa, erano tenute a risarcire a ciascun parente della vittima solamente una somma pari a circa €142 per questa voce di danno, anche se l’ammontare era stabilito in misura più alta).

 

La CGUE sanciva che le assicurazioni devono coprire tutte le tipologie di danno di cui un automobilista può essere chiamato a rispondere in base al diritto nazionale applicabile, nei limiti quantitativi stabiliti dalla direttiva 84/5/CEE e 2005/14/CE (ossia almeno 1 milione di euro per le “lesioni personali” cagionate a ciascuna vittima, oppure 5 milioni di euro per ogni controversia, a prescindere dal numero delle vittime). La Corte osservava che l’espressione “lesioni personali” contenuta nella Direttiva includa anche i danni relativi alla sofferenza psicologica, in cui rientra quello non patrimoniale. Per cui, se i parenti della vittima hanno titolo ad essere risarciti per tale voce di danno in base al diritto nazionale, l’assicurazione dovrà coprirli integralmente, nei limiti sopra richiamati.

 

(Nota di Stefano Biondi)

 

 

Corte di Giustizia Europea

Sezione II

Sentenza 24 ottobre 2013

 

«Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli – Direttiva 72/166/CEE – Articolo 3, paragrafo 1 – Direttiva 90/232/CEE – Articolo 1 – Incidente stradale – Decesso di un passeggero – Diritto al risarcimento del coniuge e del figlio minore di età – Danno immateriale – Risarcimento – Copertura fornita dall’assicurazione obbligatoria»

 

Nella causa C‑22/12,

 

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Krajský súd v Prešove (Slovacchia), con decisione dell’8 novembre 2011, pervenuta in cancelleria il 17 gennaio 2012, nel procedimento

 

Katarína Haasová

 

contro

 

Rastislav Petrík,

 

Blanka Holingová,

 

LA CORTE (Seconda Sezione),

 

composta da R. Silva de Lapuerta, presidente di sezione, J. L. da Cruz Vilaça, G. Arestis, J.‑C. Bonichot e A. Arabadjiev (relatore), giudici,

 

avvocato generale: N. Jääskinen

 

cancelliere: A. Calot Escobar

 

vista la fase scritta del procedimento,

 

considerate le osservazioni presentate:

 

– per il governo slovacco, da B. Ricziová, in qualità di agente;

– per il governo tedesco, da T. Henze e J. Kemper, in qualità di agenti;

– per il governo estone, da M. Linntam, in qualità di agente;

– per la Commissione europea, da A. Tokár, in qualità di agente,

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza dell’11 luglio 2013,

 

 

ha pronunciato la seguente

 

Sentenza

 

 

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 72/166/CEE del Consiglio, del 24 aprile 1972, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e di controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità (GU L 103, pag. 1) (in prosieguo: la «prima direttiva»), e dell’articolo 1, primo comma, della terza direttiva 90/232/CEE del Consiglio, del 14 maggio 1990, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli (GU L 129, pag. 33) (in prosieguo: la «terza direttiva»).

 

2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra, da un lato, la sig.ra Haasová, che agisce in nome proprio e in nome di sua figlia minore di età, Kristína Haasová, nata il 22 aprile 1999, e, dall’altro, il sig. Petrík e la sig.ra Holingová, vertente sul risarcimento da parte di questi ultimi, a titolo della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, del danno conseguente al decesso del sig. Haas, coniuge della sig.ra Haasová e padre di Kristína Haasová, a causa di un incidente stradale avvenuto in territorio ceco.

 

Contesto normativo

 

Diritto internazionale privato

 

3 L’articolo 3 della Convenzione sulla legge applicabile in materia di incidenti della circolazione stradale, adottata a L’Aia il 4 maggio 1971 (in prosieguo: la «Convenzione dell’Aia del 1971»), ratificata dalla Repubblica slovacca, dalla Repubblica ceca e da altri Stati membri dell’Unione europea, nonché da alcuni paesi terzi, stabilisce quanto segue:

 

«La legge applicabile è la legge nazionale dello Stato sul cui territorio l’incidente è avvenuto».

 

4 L’articolo 4 di tale convenzione dispone quanto segue:

 

«Fatto salvo l’articolo 5, sono ammesse deroghe all’articolo 3 nei seguenti casi:

 

a) Quando nell’incidente è coinvolto un solo veicolo, e tale veicolo è immatricolato in uno Stato diverso da quello sul cui territorio è avvenuto l’incidente, si applica la legge nazionale dello Stato d’immatricolazione alla responsabilità

 

– verso il conducente, il detentore, il proprietario o qualsiasi altra persona che vanti un diritto sul veicolo, senza tenere conto della loro residenza abituale,

 

– verso il passeggero rimasto vittima dell’incidente, se questi aveva la propria residenza abituale in uno Stato diverso da quello sul cui territorio è avvenuto l’incidente,

 

– verso la persona rimasta vittima dell’incidente che si trovava sul luogo dell’incidente al di fuori del veicolo, se essa aveva la propria residenza abituale nello Stato d’immatricolazione.

 

In caso di più vittime la legge applicabile è determinata separatamente per ciascuna di esse.

 

b) Quando più veicoli sono coinvolti nell’incidente le disposizioni di cui alla lettera a) sono applicabili soltanto se tutti i veicoli sono immatricolati nello stesso Stato.

 

(...)».

 

5 L’articolo 8 di detta convenzione è formulato come segue:

 

«La legge applicabile stabilisce in particolare:

 

1. le condizioni e l’estensione della responsabilità;

 

2. i motivi di esonero, nonché ogni limitazione e ripartizione della responsabilità;

 

3. l’esistenza e la natura dei danni risarcibili;

 

4. le modalità e l’entità del risarcimento;

 

5. la trasferibilità del diritto al risarcimento;

 

6. i soggetti aventi diritto al risarcimento del danno personalmente subito;

 

7. la responsabilità del preponente per il fatto del preposto;

 

8. i casi di prescrizione e decadenza, incluse le norme sulla decorrenza, l’interruzione e la sospensione dei termini».

 

La normativa dell’Unione

 

6 L’articolo 28 del regolamento (CE) n. 864/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali («Roma II») (GU L 199, pag. 40) (in prosieguo: il «regolamento Roma II»), intitolato «Rapporti con altre convenzioni internazionali in vigore», stabilisce quanto segue:

 

«1. Il presente regolamento non osta all’applicazione delle convenzioni internazionali di cui uno o più Stati membri sono parti contraenti al momento dell’adozione del presente regolamento e che disciplinano i conflitti di leggi inerenti ad obbligazioni extracontrattuali.

 

2. Tuttavia, il presente regolamento prevale, tra Stati membri, sulle convenzioni concluse esclusivamente tra due o più di essi nella misura in cui esse riguardano materie disciplinate dal presente regolamento».

 

7 L’articolo 1 della prima direttiva così dispone:

 

«Ai sensi della presente direttiva, s’intende per:

(...)

2. persona lesa: ogni persona avente diritto alla riparazione del danno causato da veicoli;

(...)».

8 L’articolo 3, paragrafo 1, della prima direttiva così dispone:

 

«Ogni Stato membro adotta tutte le misure necessarie (...) affinché la responsabilità civile relativa alla circolazione dei veicoli che stazionano abitualmente nel suo territorio sia coperta da un’assicurazione. I danni coperti e le modalità dell’assicurazione sono determinati nell’ambito di tali misure».

 

9 L’articolo 1, paragrafi 1 e 2, della seconda direttiva 84/5/CEE del Consiglio, del 30 dicembre 1983, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli (GU 1984, L 8, pag. 17), quale modificata dalla direttiva 2005/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 maggio 2005 (GU L 149, pag. 14) (in prosieguo: la «seconda direttiva»), prevede quanto segue:

 

«1. L’assicurazione di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della [prima direttiva] copre obbligatoriamente i danni alle cose e i danni alle persone.

 

2. Salvo importi maggiori di garanzia eventualmente prescritti dagli Stati membri, ciascuno Stato membro esige che l’assicurazione sia obbligatoria almeno per gli importi seguenti:

 

a) nel caso di danni alle persone, un importo minimo di copertura pari a 1 000 000 EUR per vittima o a 5 000 000 EUR per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime;

 

b) nel caso di danni alle cose, 1 000 000 EUR per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime.

 

Ove opportuno, gli Stati membri possono stabilire un periodo transitorio fino a cinque anni dalla data di attuazione della direttiva [2005/14], entro il quale adeguare i propri importi minimi di copertura agli importi di cui al presente paragrafo.

 

Gli Stati membri che stabiliscono il suddetto periodo transitorio ne informano la Commissione e indicano la durata del periodo transitorio.

 

Entro 30 mesi dalla data di attuazione della direttiva [2005/14], gli Stati membri devono aumentare gli importi di garanzia ad almeno la metà dei livelli previsti nel presente paragrafo».

 

10 L’articolo 1 della terza direttiva prevede, segnatamente, che «l’assicurazione di cui all’articolo 3, paragrafo 1 della [prima direttiva] copre la responsabilità per i danni alla persona di qualsiasi passeggero, diverso dal conducente, derivanti dall’uso del veicolo».

 

La normativa nazionale

 

La normativa slovacca

 

11 L’articolo 11 della legge n. 40/1964, che istituisce il codice civile (in prosieguo: il «codice civile slovacco»), dispone quanto segue:

«La persona fisica ha diritto alla tutela della propria persona, in particolare alla tutela della vita e della salute, dell’onore e della dignità, nonché della riservatezza, del nome e delle espressioni di natura personale».

 

12 L’articolo 13 del codice civile slovacco prevede quanto segue:

 

«1) La persona fisica ha in particolare il diritto di esigere che si desista da comportamenti illegittimi lesivi dei propri diritti della personalità, che si eliminino le conseguenze di tali comportamenti e che le venga riconosciuta una riparazione adeguata.

 

2) Qualora una riparazione adeguata ai sensi del paragrafo 1 non sia possibile, in particolare in quanto sia stata gravemente lesa la dignità di una persona fisica o sia stato gravemente leso il suo prestigio sociale, quest’ultima ha altresì il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale in forma pecuniaria.

 

3) L’entità del risarcimento ai sensi del paragrafo 2 è stabilita dal giudice con riguardo alla gravità del danno immateriale emerso e alle circostanze in cui è avvenuta la violazione del diritto».

 

13 L’articolo 4 della legge n. 381/2001, in materia di contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di veicoli a motore (in prosieguo: la «legge slovacca relativa all’assicurazione obbligatoria»), stabilisce quanto segue:

 

«1) L’assicurazione della responsabilità civile trova applicazione nei confronti di chiunque risponda del danno risultante dalla circolazione del veicolo a motore indicato nel contratto di assicurazione.

 

2) In base all’assicurazione della responsabilità civile l’assicurato ha il diritto che l’assicuratore rimborsi il danneggiato, per suo conto, a fronte di affermate e comprovate pretese:

a) di risarcimento del danno alla salute e di rimborso delle spese in caso di decesso,

b) di risarcimento del danno che trae origine dalla lesione, distruzione, sottrazione o perdita della cosa,

c) di rimborso delle spese sostenute normalmente connesse alla rappresentanza legale per l’esercizio delle pretese risarcitorie di cui alle lettere a), b) e d), qualora l’assicuratore non abbia adempiuto agli obblighi previsti dall’articolo 11, paragrafo 6, lettera a) o b), oppure abbia illegittimamente rifiutato di fornire la prestazione assicurativa, o abbia illegittimamente ridotto la prestazione assicurativa fornita,

d) di risarcimento per la perdita di guadagno.

 

3) In base all’assicurazione della responsabilità civile l’assicurato ha il diritto a che l’assicuratore rimborsi all’ente preposto, qualora l’assicurato risulti obbligato nei confronti del suddetto ente, i costi fatti valere, comprovati e pagati, per l’assistenza sanitaria, le indennità di malattia, le indennità di malattia per agenti di polizia e militari, le indennità per infortuni, le indennità per infortuni per agenti di polizia e militari, i trattamenti pensionistici, i trattamenti pensionistici per agenti di polizia e militari, i trattamenti pensionistici da fondi pensione complementare».

 

La normativa ceca

 

14 L’articolo 11 della legge n. 40/1964, che istituisce il codice civile (in prosieguo: il «codice civile ceco»), dispone quanto segue:

«La persona fisica ha diritto alla tutela della propria persona, in particolare alla tutela della vita e della salute, dell’onore e della dignità, nonché della riservatezza, del nome e delle espressioni di natura personale».

 

15 L’articolo 13 del codice civile ceco prevede quanto segue:

«1) La persona fisica ha in particolare il diritto di esigere che si desista da comportamenti illegittimi lesivi dei propri diritti della personalità, che si eliminino le conseguenze di tali comportamenti e che le venga riconosciuta una riparazione adeguata.

 

2) Qualora una riparazione adeguata ai sensi del paragrafo 1 non sia possibile, in particolare in quanto sia stata gravemente lesa la dignità di una persona fisica o sia stato gravemente leso il suo prestigio sociale, quest’ultima ha altresì il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale in forma pecuniaria.

 

3) L’entità del risarcimento ai sensi del paragrafo 2 è stabilita dal giudice con riguardo alla gravità del danno immateriale emerso e alle circostanze in cui è avvenuta la violazione del diritto».

 

16 L’articolo 444 di tale codice dispone quanto segue:

 

«1) In caso di danno alla persona, la sofferenza della persona lesa e il pregiudizio da essa subito nell’ambito dei rapporti sociali danno luogo a un risarcimento forfettario.

 

(...)

 

3) In caso di decesso, agli aventi diritto è riconosciuto un risarcimento forfettario pari a:

 

a) 240 000 [corone ceche (CZK)] per la perdita del coniuge;

 

(...)».

 

17 L’articolo 6 della legge n. 168/1999 sull’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di altri veicoli (in prosieguo: la «legge ceca relativa all’assicurazione obbligatoria»), ha il seguente tenore:

 

«1) L’assicurazione della responsabilità trova applicazione nei confronti di chiunque risponda del danno risultante dalla circolazione del veicolo indicato nel contratto di assicurazione.

 

2) Salvo diversa disposizione della presente legge, l’assicurato ha diritto a che la compagnia assicuratrice risarcisca per suo conto al danneggiato, nella misura e nell’importo previsti dal codice civile,

 

a) il danno causato alla salute o con la morte,

 

b) il danno che trae origine da danneggiamento, distruzione o perdita della cosa, nonché il danno che trae origine dalla sottrazione della cosa, qualora la persona fisica abbia perso la capacità di occuparsene,

 

c) il mancato guadagno,

 

d) le spese effettivamente sostenute connesse con la rappresentanza legale per l’esercizio delle pretese risarcitorie di cui alle lettere a), b) e c); tuttavia relativamente al danno di cui alle lettere b) o c) solo nel caso in cui il termine di cui all’articolo 9, paragrafo 3, sia già trascorso o nel caso in cui la compagnia assicuratrice abbia illegittimamente rifiutato oppure illegittimamente ridotto la prestazione assicurata,

 

purché il danneggiato abbia fatto valere e dimostrato la sua pretesa e purché l’evento dannoso, che ha dato origine a tale danno e per il quale risponde l’assicurato, sia avvenuto nel periodo in cui era in vigore l’assicurazione della responsabilità, ad eccezione del periodo d’interruzione di quest’ultima».

 

Procedimento principale e questioni pregiudiziali

 

18 Dalla domanda di pronuncia pregiudiziale e dalle precisazioni fornite dal giudice del rinvio in risposta a una domanda di chiarimenti rivoltagli dalla Corte ai sensi dell’articolo 101 del suo regolamento di procedura, risulta che il sig. Haas è deceduto il 7 agosto 2008 in territorio ceco, a causa di un incidente stradale provocato dal sig. Petrik, che guidava un automobile da turismo appartenente alla sig.ra Holingová.

 

19 L’automobile della sig.ra Holingová, immatricolata nella Repubblica slovacca, nella quale si trovava il sig. Haas, si è scontrata con un automezzo pesante immatricolato nella Repubblica ceca. Al momento dell’incidente la sig.ra Haasová e sua figlia erano nella Repubblica slovacca.

 

20 Con sentenza resa nell’ambito di un procedimento penale dall’Okresný súd Vranov nad Topľou (Repubblica slovacca), il sig. Petrík è stato riconosciuto colpevole di omicidio e di lesioni personali ed è stato condannato a una pena di detenzione di due anni con misura alternativa alla detenzione. Ai sensi degli articoli 50, paragrafo 2, e 51, paragrafo 4, lettera c), del codice penale slovacco, egli è stato condannato al risarcimento del danno, incluso il pagamento dell’importo di EUR 1 057,86 per il danno subito dalla sig.ra Haasová.

 

21 Inoltre, la sig.ra Haasová e sua figlia hanno chiesto la condanna del sig. Petrik e della sig.ra Holingová al risarcimento del danno non patrimoniale derivante dalla perdita, rispettivamente, del coniuge e del padre, ai sensi dell’articolo 13, paragrafi 2 e 3, del codice civile slovacco. In primo grado il sig. Petrik e la sig.ra Holingová sono stati condannati a versare alla sig.ra Haasová un importo pari a EUR 15 000 a titolo di risarcimento di detto danno. Tutte le parti hanno proposto appello avverso tale sentenza di condanna dinanzi al Krajský súd v Prešove (Repubblica slovacca).

 

22 Tale giudice considera che, tenuto conto delle circostanze di fatto, dev’essere applicato il diritto sostanziale ceco e, in particolare, l’articolo 444, paragrafo 3, del codice civile ceco, il quale prevede, in caso di decesso, che il coniuge avente diritto della vittima benefici di un risarcimento forfettario pari a CZK 240 000. Orbene, sorgerebbe la questione dell’adeguatezza di tale risarcimento e, di conseguenza, quella del diritto a un risarcimento integrativo in base all’articolo 11 di tale codice.

 

23 Al riguardo, il giudice del rinvio considera che i diritti della sig.ra Haasová e di sua figlia derivano da quelli della vittima, dato che la vita del sig. Haas è stata tutelata dall’articolo 11 di detto codice. Esso precisa che gli articoli da 11 a 16 dei codici civili slovacco e ceco garantiscono la tutela della persona, che include la tutela della vita, della salute, dell’onore, della dignità, della vita privata, del nome e della libera espressione contro i «pregiudizi», termine utilizzato per indicare un danno immateriale derivante da una violazione del diritto a tale tutela.

 

24 Il giudice del rinvio sottolinea altresì che, in forza della legge slovacca sull’assicurazione obbligatoria, il proprietario di un autoveicolo ha il diritto di esigere che l’assicuratore garantisca per suo conto, alla vittima di un sinistro da cui sorge la responsabilità di detto proprietario, il risarcimento di un danno attuale accertato, nei limiti previsti da tale legge e in base alle condizioni assicurative, e, di conseguenza, il risarcimento del danno alla persona e il rimborso delle spese connesse al decesso.

 

25 Nel caso di specie la sig.ra Holingová avrebbe stipulato un contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile con la Allianz-Slovenská poisťovňa a.s. (in prosieguo: la «Allianz»). Poiché la persona che ha causato il danno può rivolgersi all’assicuratore affinché risarcisca per suo conto il danno di cui essa deve rispondere, l’assicuratore dovrebbe essere chiamato in causa nell’ambito del procedimento risarcitorio in qualità di interveniente, dal momento che ha un interesse legittimo alla soluzione della controversia. Pertanto, la Allianz, su iniziativa del giudice del rinvio, sarebbe stata chiamata in causa in tale qualità.

 

26 Orbene, la Allianz avrebbe un siffatto interesse legittimo solo se il diritto esercitato rientrasse nella copertura della responsabilità civile fornita dall’assicurazione obbligatoria. Infatti, se il danno non patrimoniale controverso nel procedimento principale non fosse coperto dall’assicurazione obbligatoria, l’intervento della Allianz nel procedimento non sarebbe giustificato.

 

27 Secondo il giudice del rinvio, il risarcimento dei danni alla persona riguarda in parte anche il pregiudizio non patrimoniale, vale a dire corrispondente alle sofferenze e al deterioramento della vita sociale. La nozione di danno coperta dal contratto di assicurazione includerebbe pertanto anche pregiudizi di natura non patrimoniale, segnatamente danni immateriali, morali o lesioni alla sfera affettiva.

 

28 Tale giudice considera inoltre che gli Stati membri sono tenuti, in forza delle direttive prima e terza, ad adottare tutte le misure necessarie affinché la responsabilità civile per i danni risultanti dalla circolazione degli autoveicoli che stazionano abitualmente nel loro territorio sia coperta da un’assicurazione, al fine di tutelare gli assicurati e le vittime di incidenti, e affinché ogni danno o pregiudizio coperto dall’assicurazione obbligatoria dei passeggeri degli autoveicoli dia luogo a un risarcimento.

 

29 Orbene, la Allianz rifiuterebbe di risarcire il danno non patrimoniale subito in quanto il risarcimento di tale danno ai sensi dell’articolo 13 del codice civile slovacco non sarebbe coperto dal contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di un autoveicolo, poiché il diritto a un risarcimento siffatto esulerebbe dalla copertura prevista dalle leggi slovacca e ceca relative all’assicurazione obbligatoria.

 

30 Il giudice del rinvio considera tale questione determinante, dal momento che si dovrebbe risarcire anche il danno non patrimoniale subito dall’avente diritto della vittima di un incidente stradale, danno che sarebbe possibile risarcire ai sensi dell’articolo 13, paragrafi 2 e 3, del codice civile applicabile e che, secondo un’ampia interpretazione, dovrebbe essere considerato un danno alla persona, di cui all’articolo 4, paragrafo 2, lettera a), della legge slovacca sull’assicurazione obbligatoria. Ne conseguirebbe che il risarcimento di tale danno non patrimoniale rientrerebbe nell’ambito della responsabilità dell’assicuratore in forza del contratto di assicurazione obbligatoria.

 

31 Ciò premesso, il Krajský súd v Prešove ha deciso di sospendere al procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

 

«1) Se l’articolo 1, primo comma, della [terza direttiva], in combinato disposto con l’articolo 3, paragrafo 1, della [prima direttiva] debba essere interpretato nel senso che esso osta a una disposizione di diritto nazionale (quale quella di cui all’articolo 4 della legge slovacca [sull’assicurazione obbligatoria] e all’articolo 6 della legge ceca [sull’assicurazione obbligatoria]), ai sensi della quale la responsabilità civile risultante dall’uso di veicoli a motore non copre il danno non patrimoniale, espresso in forma pecuniaria, sofferto dai superstiti delle vittime di un incidente stradale derivante dall’uso di veicoli a motore.

 

2) Nel caso in cui alla prima questione si risponda che la summenzionata norma di diritto interno non è in contrasto con il diritto comunitario, se le disposizioni di cui all’articolo 4, paragrafi 1, 2 e 4, della legge slovacca [sull’assicurazione obbligatoria] e all’articolo 6, paragrafi da 1 a 3, della legge ceca [sull’assicurazione obbligatoria], debbano essere interpretate nel senso che non ostano a che il giudice nazionale, in conformità all’articolo 1, primo comma, della [terza direttiva] in combinato disposto con l’articolo 3, paragrafo 1, della [prima direttiva], riconosca agli aventi diritto delle vittime di un incidente stradale derivante dall’uso di veicoli a motore, nella loro qualità di soggetti lesi, il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale anche in forma pecuniaria».

Sulla ricevibilità delle questioni pregiudiziali

 

32 Il governo slovacco e la Commissione hanno manifestato dubbi quanto alla ricevibilità delle questioni pregiudiziali, rilevando che la decisione di rinvio non contiene alcuna esposizione dei fatti relativi all’incidente stradale indispensabili alla comprensione della controversia di cui al procedimento principale. Il governo slovacco ritiene, inoltre, che tali questioni non siano pertinenti ai fini della composizione di tale controversia, poiché la Allianz non sarebbe parte nel procedimento e la decisione del giudice nazionale nell’ambito di quest’ultimo non sarà vincolante per tale impresa assicurativa.

 

33 Al riguardo occorre rilevare che, rispondendo alla domanda di chiarimenti rivoltagli dalla Corte in applicazione dell’articolo 101 del suo regolamento di procedura, da un lato, il giudice del rinvio ha descritto i fatti relativi all’incidente stradale all’origine del procedimento principale, e, dall’altro, ha precisato che la risposta della Corte sarà determinante ai fini della valutazione dell’intervento della Allianz in detto procedimento principale e quindi rispetto al carattere vincolante della sentenza che interverrà nel medesimo nei confronti di tale impresa.

 

34 Le questioni pregiudiziali devono pertanto essere considerate ammissibili.

 

Sulle questioni pregiudiziali

 

Sulla prima questione

 

35 Con la sua prima questione il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli articoli 3, paragrafo 1, della prima direttiva e 1, primo comma, della terza direttiva debbano essere interpretati nel senso che l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di veicoli a motore deve garantire il risarcimento dei danni non patrimoniali sofferti dai congiunti delle vittime di un incidente stradale.

 

36 Preliminarmente si deve rilevare che il giudice del rinvio, da un lato, ha precisato che la normativa sulla responsabilità civile applicabile alla fattispecie di cui al procedimento principale, in base agli articoli 3 e 4 della Convenzione dell’Aia del 1971 e all’articolo 28 del regolamento Roma II, è la legge ceca, e, dall’altro, ha indicato che le questioni sollevate non riguardano la copertura da parte dell’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile disciplinata nella sesta parte del codice civile ceco e quindi il risarcimento forfettario previsto all’articolo 444 di detto codice. Infatti, tale giudice considera che gli articoli 11 e 13 del codice civile ceco, riguardanti la tutela della persona, si applicano indipendentemente da tali disposizioni relative alla responsabilità civile e ha precisato che le suddette questioni riguardano esclusivamente la copertura da parte dell’assicurazione obbligatoria del risarcimento del danno immateriale dovuto in base alle disposizioni di tutela della persona.

 

37 A tale riguardo, occorre rammentare che dal preambolo della prima e della seconda direttiva emerge che queste sono dirette a garantire, da un lato, la libera circolazione sia degli autoveicoli che stazionano abitualmente nel territorio dell’Unione europea, sia delle persone che vi si trovano a bordo e, dall’altro, a garantire che le vittime degli incidenti causati da tali veicoli beneficeranno di un trattamento comparabile, indipendentemente dal luogo dell’Unione in cui il sinistro è avvenuto (sentenza del 23 ottobre 2012, Marques Almeida, C‑300/10, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 26 e giurisprudenza ivi citata).

 

38 La prima direttiva, come precisata e integrata dalla seconda e dalla terza direttiva, impone quindi agli Stati membri di garantire che la responsabilità civile risultante dalla circolazione degli autoveicoli che stazionano abitualmente sul loro territorio sia coperta da un’assicurazione e precisa, in particolare, i tipi di danni e i terzi vittime che tale assicurazione deve coprire (sentenza Marques Almeida, cit., punto 27 e giurisprudenza ivi citata).

 

39 Occorre tuttavia ricordare che l’obbligo di copertura, mediante assicurazione della responsabilità civile, dei danni causati ai terzi dagli autoveicoli si distingue dalla questione dell’entità del risarcimento di detti danni a titolo di responsabilità civile dell’assicurato. Infatti, mentre il primo è definito e garantito dalla normativa dell’Unione, la seconda è sostanzialmente disciplinata dal diritto nazionale (sentenza Carvalho Ferreira Santos, cit., punto 28 e la giurisprudenza ivi citata).

 

40 Al riguardo, la Corte ha già statuito che dall’oggetto della prima, della seconda e della terza direttiva, nonché dal loro tenore letterale, risulta che queste ultime non mirano ad armonizzare i regimi di responsabilità civile degli Stati membri e che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, questi ultimi restano liberi di stabilire il regime di responsabilità civile applicabile ai sinistri derivanti dalla circolazione dei veicoli (sentenza Marques Almeida, cit., punto 29 e la giurisprudenza ivi citata).

 

41 Di conseguenza, e tenuto conto in particolare dell’articolo 1, punto 2, della prima direttiva, allo stato attuale del diritto dell’Unione, gli Stati membri restano in linea di principio liberi di determinare, nell’ambito dei loro regimi di responsabilità civile, in particolare, quali danni causati dai veicoli devono essere risarciti, l’entità del risarcimento degli stessi e le persone aventi diritto a detto risarcimento.

 

42 Tuttavia la Corte ha precisato che gli Stati membri devono esercitare le loro competenze in tale settore nel rispetto del diritto dell’Unione e che le disposizioni nazionali che disciplinano il risarcimento dei sinistri risultanti dalla circolazione dei veicoli non possono privare la prima, la seconda e la terza direttiva del loro effetto utile (sentenza Marques Almeida, cit., punto 31 e giurisprudenza ivi citata).

 

43 Riguardo alla copertura, fornita dall’assicurazione obbligatoria, dei danni causati dai veicoli che devono essere risarciti si sensi della normativa nazionale della responsabilità civile, l’articolo 3, paragrafo 1, seconda frase, della prima direttiva, lasciava certamente agli Stati membri, come ha osservato il governo tedesco, la competenza per determinare i danni coperti nonché le modalità dell’assicurazione obbligatoria (v., in tal senso, sentenza del 28 marzo 1996, Ruiz Bernáldez, C‑129/94, Racc. pag. I‑1829, punto 15).

 

44 Tuttavia, al fine di ridurre le disparità sussistenti quanto alla portata dell’obbligo di assicurazione tra le legislazioni degli Stati membri l’articolo 1 della seconda direttiva ha imposto, in materia di responsabilità civile, la copertura obbligatoria dei danni alle cose e dei danni alle persone, sino a concorrenza di determinati importi. L’articolo 1 della terza direttiva ha esteso tale obbligo alla copertura dei danni alla persona causati ai passeggeri diversi dal conducente (sentenza Ruiz Bernáldez, cit., punto 16).

 

45 Pertanto, gli Stati membri sono tenuti a garantire che la responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli applicabile secondo la loro normativa nazionale sia coperta da un’assicurazione conforme alle disposizioni della prima, della seconda e della terza direttiva (sentenza Marques Almeida, cit., punto 30 e la giurisprudenza ivi citata).

 

46 Ne consegue che la libertà degli Stati membri di determinare i danni coperti e le modalità dell’assicurazione obbligatoria è stata limitata dalla seconda e dalla terza direttiva, dal momento che esse hanno reso obbligatoria la copertura di taluni danni a concorrenza di importi minimi determinati. In particolare figurano tra tali danni la cui copertura è obbligatoria i danni alla persona, come precisato dall’articolo 1, paragrafo 1, della seconda direttiva.

 

47 Orbene, come ha rilevato l’avvocato generale ai punti da 68 a 73 delle sue conclusioni e secondo quanto dichiarato dalla Corte EFTA nella sua sentenza del 20 giugno 2008, Celina Nguyen/The Norwegian State (E-8/07, EFTA Court Report, pag. 224, punti 26 e 27), si deve considerare, avuto riguardo alle diverse versioni linguistiche degli articoli 1, paragrafo 1, della seconda direttiva e 1, primo comma, della terza direttiva, nonché all’obiettivo di tutela delle tre direttive summenzionate, che rientra nella nozione di danno alla persona ogni danno, il cui risarcimento è previsto a titolo della responsabilità civile dell’assicurato dalla normativa nazionale applicabile alla controversia, arrecato all’integrità della persona, che include le sofferenze sia fisiche sia psicologiche.

 

48 Infatti, secondo una giurisprudenza costante, le disposizioni del diritto dell’Unione devono essere interpretate e applicate in maniera uniforme, alla luce delle versioni redatte in tutte le lingue dell’Unione. In caso di difformità tra le diverse versioni linguistiche di un testo di diritto dell’Unione, la disposizione di cui trattasi deve essere intesa in funzione del sistema e della finalità della normativa di cui fa parte (v., in particolare, sentenza dell’8 dicembre 2005, Jyske Finans, C‑280/04, Racc. pag. I‑10683, punto 31 e giurisprudenza ivi citata).

 

49 In tal senso, poiché le diverse versioni linguistiche dell’articolo 1, paragrafo 1, della seconda direttiva impiegano, in sostanza, le nozioni di «danno alla persona» e di pregiudizio immateriale, ci si deve basare sul sistema e sulla finalità di tali disposizioni e di tale direttiva. A tale riguardo, si deve, da una parte, rilevare che tali nozioni si aggiungono a quella di «danno alle cose» e, dall’altra, che tali disposizioni e tale direttiva mirano, in particolare, a rafforzare la tutela delle vittime. Pertanto ci si deve attenere all’ampia interpretazione di dette nozioni quale figura al punto 47 della presente sentenza.

 

50 Di conseguenza, tra i danni che devono essere risarciti conformemente alla prima, alla seconda e alla terza direttiva figurano i danni immateriali il cui risarcimento è previsto a titolo della responsabilità civile dell’assicurato dalla normativa nazionale applicabile alla controversia.

 

51 Per quanto riguarda la questione di quali siano le persone che possono esigere il risarcimento di tali danni immateriali, si deve da un lato rilevare che da una lettura combinata degli articoli 1, punto 2, e 3, paragrafo 1, prima frase, della prima direttiva risulta che la tutela da assicurare ai sensi di tale direttiva è estesa a chiunque abbia diritto, in base alla normativa nazionale sulla responsabilità civile, al risarcimento del danno causato da autoveicoli.

 

52 Dall’altro lato, occorre precisare che, come ha rilevato l’avvocato generale al paragrafo 78 delle conclusioni e contrariamente a quanto rileva il governo tedesco, la terza direttiva non ha limitato l’ambito soggettivo di tutela, ma, al contrario, ha reso obbligatoria la copertura dei danni subiti da alcune categorie di persone considerate particolarmente vulnerabili.

 

53 Inoltre, poiché la nozione di danno che figura all’articolo 1, punto 2, della prima direttiva non risulta ulteriormente circoscritta, nulla permette di considerare, contrariamente a quanto sostiene il governo estone, che taluni danni, come i pregiudizi immateriali, nella misura in cui devono essere risarciti secondo la normativa nazionale sulla responsabilità civile applicabile, debbano essere esclusi da tale nozione.

 

54 Nessuna indicazione nella prima, nella seconda o nella terza direttiva permette di concludere che il legislatore dell’Unione avrebbe inteso limitare la protezione assicurata da tali direttive alle sole persone direttamente interessate da un evento dannoso.

 

55 Di conseguenza, gli Stati membri devono garantire che il risarcimento dovuto, secondo il loro diritto nazionale sulla responsabilità civile, a causa del pregiudizio immateriale subito dai congiunti delle vittime di incidenti stradali sia coperto dall’assicurazione obbligatoria a concorrenza degli importi minimi stabiliti all’articolo 1, paragrafo 2, della seconda direttiva.

 

56 Tale conclusione dovrebbe valere nel caso di specie, dal momento che, secondo le indicazioni del giudice del rinvio, persone che si trovano nella situazione della sig.ra Haasová e di sua figlia hanno diritto, ai sensi degli articoli 11 e 13 del codice civile ceco, al risarcimento del danno immateriale subito a causa del decesso del loro rispettivo coniuge e padre.

 

57 Tale valutazione non può essere rimessa in discussione dalla circostanza, invocata dal governo slovacco, secondo cui tali articoli rientrano in una parte del codice civile ceco e di quello slovacco, che riguarda le lesioni dei diritti della persona ed è autonoma rispetto a quella riguardante la responsabilità civile propriamente detta, ai sensi di tali codici.

 

58 Infatti, poiché la responsabilità dell’assicurato che risulta secondo il giudice del rinvio, nel caso di specie, dagli articoli 11 e 13 del codice civile ceco trova origine in un incidente stradale ed ha natura civilistica, nessun elemento permette di considerare che una siffatta responsabilità non rientri nell’ambito del diritto nazionale materiale della responsabilità civile cui le direttive summenzionate rinviano.

 

59 Tenuto conto di tutte le considerazioni che precedono, si deve rispondere alla prima questione che gli articoli 3, paragrafo 1, della prima direttiva, 1, paragrafi 1 e 2, della seconda direttiva e 1, primo comma, della terza direttiva devono essere interpretati nel senso che l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli deve garantire il risarcimento dei danni immateriali subiti dai congiunti di vittime, decedute, di incidenti stradali, qualora tale risarcimento sia previsto, in forza della responsabilità civile dell’assicurato, dalla normativa nazionale applicabile alla controversia nel procedimento principale.

 

Sulla seconda questione

 

60 Tenuto conto della risposta fornita dalla Corte alla prima questione, non occorre rispondere alla seconda questione.

 

Sulle spese

 

61 Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

 

Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:

 

 

L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 72/166/CEE del Consiglio, del 24 aprile 1972, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e di controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità, l’articolo 1, paragrafi 1 e 2, della seconda direttiva 84/5/CEE del Consiglio, del 30 dicembre 1983, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, quale modificata dalla direttiva 2005/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 maggio 2005, e l’articolo 1, primo comma, della terza direttiva 90/232/CEE del Consiglio, del 14 maggio 1990, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, devono essere interpretati nel senso che l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli deve garantire il risarcimento dei danni immateriali subiti dai congiunti di vittime, decedute, di incidenti stradali, qualora tale risarcimento sia previsto, in forza della responsabilità civile dell’assicurato, dalla normativa nazionale applicabile alla controversia nel procedimento principale.

 

Firme

 

 

 

da altalex

Giovedì, 24 Ottobre 2013
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