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I contromano 25/11/2013

Sulla A4 tra i caselli di Rovato e Palazzolo sull’Oglio
Esce dall’autogrill contromano: un morto e un ferito grave
Distrazione fatale per il conducente di una vecchia Audi 80 targata Bergamo

Asaps: 267 episodi registrati nel 2013 con 16 morti e 138 feriti. Indispensabile un sistema di allarme luminoso e acustico per chi imbocca contromano le uscite dalle aree di servizio

Di Lorenzo Borselli
Fotogramma/Campanelli

(ASAPS) FORLÌ, 25 novembre 2013 – 298 contromano nel 2012, 263 nel 2013 al 23 novembre: forse, per la prima volta assisteremo a una più decisa regressione dei dati osservati dall’ASAPS, ma si tratta comunque di un fenomeno che ha fatto 24 morti lo scorso anno e 16 da gennaio a novembre. Quindi, resta un problema serio.
L’evento che ci costringe a parlare ancora una volta di veicoli che imboccano la direttrice di marcia opposta è quello registrato sabato 23 novembre in A4, tra Rovato e Palazzolo sull’Oglio, dove un automobilista di 78 anni è ripartito al contrario dall’autogrill in carreggiata “Milano”. La manovra gli è costata la vita mentre un’altra persona, a bordo di uno dei veicoli con cui si è scontrato, si trova  ricoverata in gravi condizioni.

 

Quel che resta dell’Audio 80 che ha imboccato la A4 contromano (Fotogramma/Campanelli)
La Bmw serie 5 che si è improvvisamente trovata l’Audi davanti in contromano (Fotogramma/Campanelli)

Non sembra che ci sia stata la mano dell’alcol né che a spingere la vecchia Audi del 78enne sia stato un intento suicida: siamo all’ipotesi di un errore fatale e alla necessità di proporre possibili soluzioni da aggiungere a quelle già suggerite dall’ASAPS e adottate dalle concessionarie autostradali, prima, e dagli altri enti proprietari della strada in un secondo momento.
Alcuni anni fa, infatti, proponemmo l’apposizione di un pannello aggiuntivo da posizionare sugli svincoli, seguendo l’esempio di altri stati e ciò ha rappresentato un primo e sostanziale passo nella messa in sicurezza delle arterie a viabilità maggiore.

 

Nel 2012 i conducenti over 70, i cosiddetti anziani, che hanno innescato manovre di contromano sono stati il 16% del totale, mentre quest’anno, per ora, siamo al 15,9%. Esiste, secondo l’ASAPS, un problema legato alle cosiddette patenti d’argento, nel senso che nel sistema viario di oggi, soprattutto in quello autostradale, in relazione alle crescenti condizioni di traffico e per la velocità media di percorrenza, non esiste molto margine d’errore.
Quando parliamo di errore, in questo specifico campo infortunistico, ci riferiamo a una contraddizione nella quale il conducente, nel caso di specie l’anziano, cade dopo aver sbagliato qualcosa di apparentemente banale da un punto di vista del suo inizio e che diviene in  seguito, in un brevissimo spazio temporale nel quale le conseguenze del proprio errore si centuplicano esponenzialmente fino a divenire irreali, una situazione irrisolvibile, per valutazione, giudizio e, purtroppo, azione.
Ci spieghiamo: in un contesto normale, un conducente che avvertisse un malore o che si accorgesse di un guasto meccanico, accosterebbe immediatamente a destra. Nel contromano autostradale accostare a destra per chi percorre la carreggiata opposta significa posizionarsi nel punto in cui i veicoli marciano alla massima velocità e cioè in corsia di sorpasso. Chiara la situazione?

 

Bisogna però anche sottolineare che il contromano non è solo “roba da anziani”: il 15,6% dei contromano nel 2013 è portato a compimento da conducenti stranieri, dato che nel 2012 ha raggiunto il 26%, a fronte di un’incidenza del 7/8% sul totale dei patentati circolanti in Italia. Nel 20% la responsabilità è stata attribuita alle ebbrezze (22,5% nel 2012) mentre in 56 casi, quest’anno, i contromano sono stati semplicemente fughe all’alt.
Un conducente contromano, escludendo da questa fattispecie quello sotto l’effetto di alcol o droghe o quello che abbia intenzione di uccidersi, vive questa esperienza come chiunque altro vive un  errore: valuta di essere nel giusto ed entra in carreggiata rispondendo al gesto automatico che tutti conosciamo bene.
Quindi, giudica vero ciò che è falso e falso ciò che è vero: crede cioè di essere nella carreggiata giusta e pensa che il primo veicolo che gli viene incontro sbagli. Oppure, semplicemente, per errore ha dimenticato di essere in autostrada e quindi – credendo di essere in una strada normale – una volta reimmessosi nel traffico, cercherà la propria destra.

 

L’anormalità dello scenario sarà coperta dalla normale distrazione di una conversazione col passeggero, dallo stato d’animo in cui si trova, da un pensiero che lo attraversa e, infine, dal suo giudicare vero ciò che è falso.
L’auto che gli va incontro e che percorre la corsia di sorpasso non sarà altro, nel suo giudizio, che un pirata della strada che sorpassa in prossimità di un’intersezione. Poi arriva il secondo veicolo, il terzo, il quarto e comincia la confusione: più sarà elevato il grado di confusione, più sarà incapace di rendere reversibile l’errore in maniera da evitare lo scontro. Dovrebbe cioè accostare alla sua sinistra, in corsia d’emergenza, ma ciò andrà contro alla sua consapevolezza situazionale, al suo istinto collaudato di conducente, secondo il quale dovrebbe certamente fermarsi, ma a destra.
Immedesimatevi e vedrete che la sequenza che abbiamo cercato di ricostruire è quella di un film dell’orrore.
Secondo le stime della Commissione Europea il tasso di incidenti mortali fra i conducenti che hanno superato il 75esimo anno di età è cinque volte superiore alla media ed è doppia l'eventualità di lesioni gravi (clicca qui). Una moltitudine di studi fornisce dignità scientifica a quella che per tutti noi è una triste evidenza e cioè che con l’avanzare dell’età le capacità fisiche e psichiche di un individuo calano.

 

È anche vero che ogni persona ha un decadimento diverso dall’altra e quindi è possibile che ci sia un 90enne più reattivo e capace di un 70enne, ma ciò che interessa a noi è il dato medio e in nostro aiuto la letteratura scientifica è ridondante di dati di ogni tipo, perfino quelli ISTAT 2012.
Soluzioni?
Se è vero che il problema anziani esiste è altrettanto vero che il contromano e gli altri fenomeni infortunistici vedono la loro partecipazione solo in un limitato numero di eventi e, quindi, la soluzione che prospettiamo e che abbiamo più volte rilanciato sulle pagine del sito ASAPS.IT e della rivista IL CENTAURO fornirebbe un contributo generale alla prevenzione: la corsia di decelerazione dovrebbe essere fornita di un sistema di luci semaforiche: rossa per chi si trova a imboccarla contromano e rossa/verde per chi invece, percorrendo la corretta direttrice di marcia, si trovi a impegnarla per uscire a un casello o ad un’area di servizio. L’anziano o il distratto avrebbe uno strumento in più per capire di essere sul punto di commettere l’errore e, dall’altra parte, l’ignaro viaggiatore avrebbe la possibilità di essere avvertito ben prima del 1-1-3 e che, quindi, i pannelli a messaggio variabile e i dispacci di Isoradio comincino ad avere effetto. (ASAPS)

 

 

>SULLA A4 TRA ROVATO E PALAZZOLO
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Lunedì, 25 Novembre 2013
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