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Un 2012 ancora positivo per le strade, con 3.653 morti siamo al record storico del minor numero di vittime dal dopo guerra, ma è merito anche della crisi economica?
In crescita le vittime fra i ciclisti: 289.
Sfugge ancora il meno 50% che dovevamo raggiunge nel 2010.
Rimangono assenti ingiustificati i dati su alcol e droga.

Foto Blaco - archivio Asaps

I dati Istat della sinistrosità stradale del 2012 confermano la tendenza positiva degli ultimi anni e fanno segnare il record storico del minor numero di vittime nella storia della mobilità italiana che dal dopo guerra ad oggi ne ha contate circa 500.000 con 14 milioni di feriti, come se fosse continuato il conflitto mondiale solo sulle strade.
 
Quindi il calo del 9,2% degli incidenti (186.726), del 9,3% dei feriti (264.716) e del 5,4% delle vittime (3.653) va salutato con soddisfazione anche se si dovrà poi capire se il risultato è ascrivibile solo alle nuove norme e alle misure di contrasto adottate o, almeno in parte, alla crisi economica, col conseguente consistente calo della mobilità anche nel settore del trasporto pesante.
Indicativo il contemporaneo calo  di consumi di carburanti di circa il 10%.
 
Rimane però la delusione per il fatto che, anche col dato positivo del 2012, la diminuzione delle vittime della strada dal 2001 si ferma al 48,5%, (eravamo a -46,4% nel 2011) e non riusciamo a toccare ancora la  quota - 50% obiettivo europeo che era  prefissato per il 2010.
 
Il secondo obiettivo UE rilancia ora un ulteriore -50% entro il 2020, come dire che dovremmo raggiungere la cifra di soli 1.930 morti sulla strada entro il 2020, rispetto ai 3.860 del  2011, con una media di quasi 200 vittime in meno  e un  calo medio del 7% l'anno. Sarà dura.
 
Rimane elevato il numero delle vittime fra gli utenti deboli della strada con ancora 564 vittime fra i pedoni, e un calo del 4,2%, inferiore al calo generale delle vittime della strada. Ancora più preoccupante il dato delle vittime fra i ciclisti con 289 morti nel 2012, sono 7 vittime in più e un incremento del 2,5%. Le due categorie fermano il calcolo a 853 decessi, pari al 23,3%. È vero che il numero dei ciclisti sta aumentando, ma il segmento è l'unico in crescita nel numero di morti. Si dovrà tenerne conto.
Sono ancora 904 i motociclisti e ciclomotoristi deceduti, in calo dell'11,3% rispetto ai 1.019 del 2011, ma l'indice di mortalità  rimane alto e cresce a 1,74.
 
L'ASAPS insieme alla moderata soddisfazione per il risultato positivo dell'incidentalità del 2012, esprime ancora tutte le sue perplessità per la reiterata assenza ingiustificata nel report dei dati degli incidenti conseguenti all'abuso di alcolici e di sostanze stupefacenti, che giudica un elemento essenziale per la valutazione reale e complessiva del fenomeno e per l'adozione di ulteriori idonee contromisure. L'ASAPS insiste poi affinché, come negli altri paesi europei all'avanguardia nell'analisi dei dati (siamo fra i soli 3 paesi che ancora non lo fanno) si suddividano i feriti (264.716 nel 2012) fra gravi con lesioni permanenti e meno gravi per capire nel dettaglio la portata dei costi della sinistrosità.
 
Riteniamo infine che per contrastare la gravità degli incidenti alcol - narco correlati, ancora prima causa di morte fra i giovani, si debba introdurre la figura dell'omicidio stradale (per la quale l'ASAPS con l'associazione Lorenzo Guarnieri ha raccolto oltre 72.000 firme) e l'ergastolo della patente. La prossima riforma del CdS non potrà accantonare ancora la proposta.
 
 
Forlì, 6 novembre 2013
 
 
Giordano Biserni
Presidente ASAPS

 


 

>Incidenti stradali in calo, ma in Italia l'indice mortalità più alto

Nel 2012 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 186.726 e hanno causato il decesso di 3.653 persone, mentre altre 264.716 sono rimaste ferite. Ogni giorno, durante il 2012, si sono verificati in media 512 incidenti stradali - LA RICERCA

 

 

>INCIDENTI STRADALI IN CALO, MA C’E’ ANCORA TANTO DA FARE
Diminuiscono i sinistri (-9,2%), i morti (-5,4%) e i feriti (-9,3%)

Mercoledì, 06 Novembre 2013
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