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Osservatorio il Centauro ASAPS sulla Pirateria stradale
Nei primi 9 mesi del 2013 registrati 737 episodi, con 907 feriti  e 82 morti
117 episodi in Lombardia, 82 in Emilia Romagna. Le due province romagnole del mare, Rimini e Ravenna, le più piratate con 22 e 14 episodi e 4 morti
Il 20% dei pirati  sono ubriachi, il 60% viene preso

Il corpo di Imelde Ghetti, travolta e uccisa Castel Bolognese (Foto Corelli)

I tragici episodi di pirateria stradale accaduti nel ravennate e a Como ripropongono la portata drammatica del fenomeno.
Secondo l’Osservatorio il Centauro-Asaps sulla pirateria stradale nei soli primi 9 mesi del 2013 sono stati registrati 737 episodi significativi di fuga dopo un incidente con  feriti o morti lasciati sull’asfalto. Nel dettaglio sono 907 le persone che hanno riportato lesioni anche serie e 82 sono le vittime mortali.
Fra le regioni al primo posto la Lombardia con 117 episodi e 10 morti, segue l’Emilia Romagna con 82 incidenti con omissione di soccorso nei quali hanno perso la vita 6 persone.

 

Nel dettaglio le province romagnole del mare sono le più “piratate” nella regione, probabilmente per motivi legati anche all’affluenza turistica. Nei primi 9 mesi a Rimini si sono contati ben 22 episodi di pirateria stradale con un morto. A Ravenna 14 ma con conseguenze più drammatiche in quanto le vittime mortali sono state 3 (ricordiamo le due ragazze di Forlimpopoli Sara e Beatrice nell’incidente con omissione di soccorso accaduto il 9 giugno scorso sulla SS16 Adriatica). A queste tre vittime va poi aggiunta la quarta vittima di novembre di ieri a Castelbolognese (ottobre e novembre sono ancora in fase di conteggio).

 

Seguono in questa non apprezzabile classifica le piraterie stradali di Bologna con 10 omissioni e un morto, poi Parma pure con 10 episodi. Vengono poi Reggio Emilia con 8 Piacenza con 6 e un morto, Modena con 6 piraterie e isole quasi “depiratizzate” Forlì e Ferrara con solo 3 episodi ognuna.
E’ significativo sottolineare che il 20% dei pirati individuati subito dopo l’incidente è risultato in stato di ebbrezza da alcol o droga. Ma a questi va poi aggiunta la percentuale di quelli identificati nei gironi successivi per i quali non è più possibile eseguire l’accertamento con l’etilometro,è quindi  agevole proiettare la percentuale degli ebbri intorno al 40 %. In aumento le fughe per mancanza dell’assicurazione del veicolo, ormai intorno al 10%.

 

Un pirata su 4 è straniero. Il 60% dei conducenti che si danno alla fuga viene poi identificato dalle forze di polizia. In questo caso un aiuto sostanziale arriva dalle numerose telecamere puntate su molte strade.
Secondo l’ASAPS è auspicabile che finalmente la politica  trovi anche il tempo per approvare la nuova figura dell’omicidio stradale con un aumento significativo delle pene, soprattutto le minime. Per chi uccide ubriaco o drogato e per di più si dà alla fuga dovrebbe poi scattare il cosiddetto Ergastolo della patente. Alla fine di una vita deve corrispondere in questi casi la fine della guida per il pirata.

 


Forlì, lì 4 novembre 2013
Giordano Biserni
Presidente ASAPS

 


 

Lunedì, 04 Novembre 2013
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