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Australia, limiti di velocità a rischio nel Northern Territory
Al via una sperimentazione sulla Stuart Highway, nel pieno deserto rosso
Le proteste degli esperti: un esercizio politico che non tiene conto delle evidenze scientifiche

Di Lorenzo Borselli

(ASAPS) ALICE SPRINGS (NT, AUSTRALIA), 28 ottobre 2013 – Il primo febbraio dell’ormai prossimo anno rischia di essere una data storica per la viabilità australiana: quel giorno, infatti, potrebbe cadere – il condizionale resta d’obbligo – la limitazione di velocità su un tratto di 124 chilometri della celebre Stuart Highway tra Alice Springs e Barrow Creek, porzione di un assai più lungo tratto di asfalto che attraversa 3mila chilometri del Northern Territory australiano.
La notizia, diffusa un po’ da tutti i media australiani, fa paura a molti, perché se è vero che su quella strada non sono state registrate vittime negli ultimi dieci anni, è altrettanto vero che la situazione della regione è diametralmente opposta, con una mortalità tripla rispetto al resto del paese.

 

È l’effetto di un progetto varato alcuni anni fa e che prevede, dopo la dichiarata “amortalità” di un’arteria, o di una parte di essa, la sperimentazione di un anno senza limiti, periodo che sarebbe stato collocato tra il 1° febbraio 2014 e il 31 gennaio 2015.
Strano, perché gli australiani sono noti per la loro concretezza: se è ormai assodato che la mortalità aumenta con la velocità e che quest’ultima aggrava le conseguenze di un qualsiasi incidente, perché voler provare sulla pelle degli automobilisti un assunto già fin troppo chiaro?
Le ragioni potrebbero annidarsi in politica: a leggere Fox-News, infatti, molte strade del Northern Territory erano prive di limiti di velocità fino al 2007, quando il Partito Laburista – all’epoca al governo dello stato – decise di adottare la limitazione nazionale in cambio di finanziamenti federali e oggi che alla barra del timone ci sono i Liberali il vento sarebbe cambiato. Il ministro dei trasporti Peter Styles, dati alla mano, vorrebbe la sperimentazione per decidere se poi estendere l’idea alle altre strade del NT e far tornare alla discrezione di chi è al volante la scelta di quanto spingere sul gas.

 

Abbiamo cercato di capire come possa essere possibile che ancora oggi qualcuno possa dare credito all’assioma secondo il quale alla condotta di un driver esperto e preparato corrisponda una maggiore sicurezza anche a velocità più alte e ci siamo ricordati che anche in Italia, nemmeno troppo tempo fa, qualcuno ha chiesto di innalzare il limite di velocità in alcuni tratti autostradali.
Sappiamo purtroppo, ed è un’evidenza scientifica che l’ASAPS evidenzia spesso, che poco possono preparazione ed esperienza contro fisiologia e fisica, perché in relazione alla velocità aumenta lo spazio di arresto del veicolo che, come sappiamo è composto da spazio di reazione e spazio di frenata: inoltre, aumenta la velocità d’impatto nel caso in cui il conducente non riesca ad arrestare la marcia del proprio veicolo in caso di emergenza, come ad esempio un canguro che salta fuori da un cespuglio o un bambino da dietro una macchina in sosta
Ciò significa che il rischio aumenta, indipendentemente dalla concomitanza di fattori quali il tipo di strada e le condizioni della stessa, il tipo di veicolo e la capacità pratica del conducente.
Detto questo, ci chiediamo ancora: perché?
E come ce lo chiediamo noi se lo chiedono anche gli esperti australiani di sicurezza stradale, come Ian J. Faulks, psicologo dell’università Macquire di Sidney, uno degli atenei più antichi e prestigiosi del Commonwealth (leggi qui).

 

“La mossa del governo – scrive Faulks – sembra più un esercizio politico più che una decisione basata su prove scientifiche. Quando si tratta di traumi della strada, il Northern Territory è il peggiore stato australiano”.
Così, messo alle strette da chi gli ha contestato la validità dei dati portati ad argomento dell’annunciata liberalizzazione, il ministro Styles si sarebbe trovato costretto ad ammettere che i controlli di polizia, sulle strade che portano verso l’outback e che lo attraversano, non sono poi così frequenti.  E che quindi, aggiungiamo noi, tirare in ballo solo stanchezza e alcol sembra davvero un pretesto per giocare con la vita delle persone, senza considerare poi che in Australia l’impatto contro animali anche di grossa taglia (sulla Stuart Highway non è insolito incappare perfino in dromedari selvaggi) ha spesso conseguenze nefaste.
Non resta dunque che aspettare. (ASAPS)

 


 

Una sperimentazione che ci sembra abbastanza folle anche in strade che attraversano zone deserte. Ma è la politica signori!  (ASAPS)


 
 

Lunedì, 28 Ottobre 2013
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