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Poliziotti e l’aggravante di esserlo: il fusibile della società è in divisa e quando arriva il sovraccarico lo si butta via
Ma le cose stanno davvero così?

di Lorenzo Borselli*

È molto difficile aprire bocca e parlare, esprimere un’opinione insomma. C’è sempre qualcuno che fraintende o che mal interpreta o che gira la frittata e a proposito di uova, visto che ci camminiamo sopra, vediamo di stare attenti.
Parliamo della giustizia contro le divise. Parliamo, cioè, della stranissima sensazione che si ha, a leggere la cronaca italiana e nel fare il mestiere di poliziotto, di non avere più alcuna funzione sociale e, anzi, di essere ormai considerati una sorta di nemici della società.
Nemici dei giovani, dei lavoratori, dei deboli ma anche dei ricchi.
A ben considerare, essere poliziotti – o più genericamente, vestire una divisa – è diventata persino una specie di aggravante, un elemento cioè che accompagnando necessariamente l’azione illecita diviene motivo d’inasprimento della pena e, come tutti i casi in cui le circostanze aggravanti siano accertate, si ha un aumento di condanna o l’applicazione di una sanzione diversa e comunque più grave.

 

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da il Centauro n. 168

 

 

Lunedì, 19 Agosto 2013
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