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Notizie brevi 30/04/2013

IL FERITO PIU' GRAVE NELL'ATTENTATO A PALAZZO CHIGI
la prognosi resta riservata
«Danni ai quattro arti » per il brigadiere
La figlia:«Non so se potrò mai perdonare»
Bollettino medico: «È vigile, lucido e in grado di respirare autonomamente». La figlia:«Orgogliosa di lui»

Il brigadiere Giuseppe Ciangrande

 

ROMA - «Sono fiera e orgogliosa di mio padre che ha dedicato tutta la sua vita alle istituzioni»: Martina , la figlia 23enne di Giuseppe Ciangrande, il carabiniere ferito al collo domenica, durante la sparatoria davanti a Palazzo Chigi, parla alla stampa in una sala del Policlinico Umberto I di Roma dove è ricoverato il padre. È provata, gli occhi cerchiati, la voce rotta dal pianto. Ma le sue parole trasmettono una grande forza: «Ho lasciato il lavoro per seguire mio padre. La stessa cosa ho fatto per mia madre, che è morta tre mesi fa. Mi sembrava e mi sembra doveroso - spiega - I nostri progetti di vita sono cambiati: prima la nostra famiglia era un esercito sgangherato, ora siamo un mezzo esercito e pure tanto sgangherato». E sull'uomo che ha sparato, Luigi Preiti, aggiunge con grande maturità: «Non so se riuscirò mai a perdonarlo. Non lo so, non ci voglio pensare, non mi interessa».

 

 

VIDEO - Parla la figlia del brigadiere: «Fiera di mio padre»


Martina Ciangrande (Ansa)

SOCIETA' MIGLIORE - «Spero che questo incidente a papà possa far capire tante cose, possa migliorare la società, spero in un mondo migliore» ha aggiunto Martina.

BOLDRINI - «Ringrazio l'Arma dei carabinieri che ha assistito me e tutti i miei parenti come una grande famiglia - aggiunge Martina - Anche i rappresentanti delle istituzioni che mio padre stava con orgoglio difendendo mi hanno fatto dimostrato la loro vicinanza. In particolare, visto che oggi sono tre mesi che ho perso la mia mamma, mi ha colpito l'affettuosità della Presidente della Camera, la signora Boldrini, che vorrei presto incontrare nuovamente».

BOLLETTINO MEDICO
- Il quarto bollettino medico comincia a delineare i danni al midollo riportati da Ciangrande. «Le condizioni del paziente rimangono stazionarie nella gravità, la sedazione farmacologica è stata progressivamente sospesa per verificare lo stato di coscienza del paziente». Il carabiniere rimasto ferito nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi «si è dimostrato risvegliabile, vigile, lucido, orientato e in grado di respirare autonomamente per un breve periodo». Ma soprattutto, il bollettino conferma l'ipotesi peggiore: «Sono presenti segni di danno midollare ai quattro arti» e che «il paziente è stato nuovamente posto sotto sedazione e supporto ventilatorio». «La prognosi permane riservata», conclude il l direttore sanitario del Policlinico Umberto I di Roma, Amelia Allocca.

HA TENTATO DI PARLARE - «Ha trascorso la notte tranquillamente, ha riconosciuto la figlia Martina, l'ha vista. Ha mosso le palpebre» così racconta Pietro il fratello di Giuseppe Ciangrande . L'uomo è sedato e intubato, ma quando i medici diminuiscono i farmaci è lucido. «Ha cercato di parlare, ha tentato di rassicurare la figlia come a dire 'vai a casa nulla è accaduto'» aggiunge il fratello. «L'arma dei Carabinieri ci sta dando un grande sostegno. E Martina sta con tutti noi, con gli zii e i cugini, persone che la circondano e che le vogliono bene. Non viene lasciata mai sola, io sono il suo padrino e le starò vicino» aggiunge l'altro fratello di Giuseppe, Ciro.

TANTA RABBIA - «Sento parlare di perdono. Io non nutro odio per Preiti ma tanta rabbia. Ho rabbia per questo suo gesto folle. Mio fratello è un ragazzo forte, speriamo reagisca bene» spiega ancora il fratello Pietro dopo la lettura del quarto bollettino medico sulle condizioni del fratello.

72 ORE DI PRUDENZA - Nel suo letto del Policlinico Umberto I il brigadiere «è sedato e intubato» come ha dichiarato il direttore del Dea Claudio Modini. «Le sue condizioni sono stazionarie. Ha trascorso la notte come era prevedibile vista la gravità delle sue condizioni». Ma ci vorranno ancora ore prima che la prognosi possa essere sciolta, almeno 72 ore. Ancora non è chiaro quali danni ha provocato la pallottola e se l'uomo resterà paralizzato. Si tratta di un «danno midollare importante» alla colonna cervicale. È andata molto meglio al suo collega, il 30enne Francesco Negri, che se l'è cavata con una tibia fratturata da uno dei proiettili sparati dal disoccupato Luigi Preiti.

«L'IMPORTANTE È NON ABBATTERSI» - Giangrande - in servizio al Battaglione Toscana e domenica dislocato a difesa della sede del governo - è originario di Monreale (Palermo), ma da tempo viveva e lavorava a Firenze. Aveva partecipato alla missione in Emilia per il terremoto e spesso svolgeva servizi allo stadio Olimpico di Roma, trasferte che gli consentivano di arrotondare lo stipendio. Ha un fratello poliziotto a Milano e un altro che gestisce un bar a Monreale: entrambi si sono messi in viaggio per Roma, dove era subito giunta la figlia, sconvolta. Lei e papà, due mesi fa avevano perso la madre e moglie: «A volte la vita ti riserva delle brutte sorprese che ti fanno pensare a tante cose - scriveva il brigadiere -, l'importante è non abbattersi e ricominciare tutto da capo».

TERZO CC COLPITO MA ILLESO
- Dal comando dell'Arma giunge poi notizia che avrebbe potuto esserci un terzo carabiniere ferito nella sparatoria di domenica. Un altro brigadiere presente al momento degli spari e intervenuto per bloccare Preiti, infatti, ha rischiato di finire in ospedale. Un colpo ha trapassato il suo giubotto tattico d’ordinanza lasciando evidente il segno dei fori d’entrata e d’uscita. In ricordo della «brutta avventura» al militare resterà anche il portafogli, pure trapassato dal proiettile, che teneva nel giubotto.

 

da corriere.it

Martedì, 30 Aprile 2013
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