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In auto con le cinture o sul seggiolino!
Il trauma cranico è la prima causa di morte e disabilità nei più piccoli

Una volta capita perché la mamma ha una fretta tremenda, tanto da non poter spendere un minuto ad allacciare la cintura al figlio. Un’altra volta non ce la sia fa a reggere il capriccio del piccolino che vuol sedersi sul sedile «dei grandi», un’altra volta ancora si accetta di portare a bordo un amichetto. Oppure, la mamma si siede sul sedile posteriore col bebè in braccio, convinta di poterlo trattenere in caso di urto. Imprudenze pesanti, che possono uccidere quel figlio tanto amato anche a velocità irrisorie. Per un bambino in auto non allacciato al seggiolino o con le cinture, anche un urto a 15 chilometri all’ora può essere fatale. 

 

L’ennesimo allarme è stato lanciato giorni fa a Genova alla presentazione di TrasportACIsicuri, progetto dell’Automobile Club d’Italia per diffondere le regole della sicurezza stradale se in auto viaggiano con noi dei bambini. Tra i dati da ricordare: in caso di impatto a 56 chilometri all’ora, un bambino di 15 kg produce una forza d’urto pari a 225 chilogrammi: è impossibile trattenerlo con le braccia.

 

Detto che lungo le strade italiane il 40% degli incidenti mortali si verifica su percorsi inferiori a 3 chilometri, quindi soprattutto in città, con l’uso di cinture di sicurezza e seggiolini per bambini il rischio di lesioni gravi o mortali si riduce del 90%.

 

Recentemente, al convegno Update on pediatric trauma: the first golden hour al Gaslini di Genova, s’è detto che a livello internazionale, il trauma cranico è la prima causa di morte e disabilita’ nel bambino: «E’ necessario aumentare la prevenzione quotidiana: dalle cinture di sicurezza sempre allacciate in auto all’uso di caschi in bici e sugli sci». «Il trauma cranico - spiega Andrea Moscatelli responsabile dell’U.O.S Rianimazione Neonatale e Pediatrica del Gaslini - è un’eventualita’ relativamente rara nei bambini, ma essendo il coinvolgimento dell’encefalo percentualmente maggiore nel bambino rispetto all’adulto, spesso e’ piu’ grave» . «Gli incidenti stradali rappresentano la causa piu’ frequente di trauma nel bambino, seguiti dalle cadute dall’alto. Cause non trascurabili sono l’abuso ( nel neonato-lattante) ed i traumi correlati alle attivita’ sportive (negli adolescenti)’ - aggiunge Pasquale Di Pietro, direttore Unita’ Operativa di P.S. Medico e Medicina d’Urgenza -. La prevenzione e’ fondamentale per evitare lesioni gravi e invalidanti . Semplici misure di sicurezza quali l’utilizzo di seggiolini posizionati correttamente, cinture di sicurezza sempre allacciate anche per brevi tratti, casco - da usare sui ciclomotori ma anche su bicicletta sugli sci- possono salvare la vita. Iincidenti con esiti mortali avvengano regolarmente in bambini non adeguatamente contenuti nel seggiolino, anche per brevissime distanze , come ad esempio in caso di tamponamento in area di parcheggio». 

 

In Italia non esistono dati precisi relativi alla traumatologia pediatrica. Casistiche nordamericane riportano un’incidenza di lesioni neurologiche da trauma pari a 155 eventi per 100.000 abitanti. Al primo posto si trovano i traumi derivanti da incidenti della strada, dove i bambini in età scolastica rappresentano la fascia di età più colpita, i pedoni sono quelli più frequentemente coinvolti, seguiti dai ciclisti e dai passeggeri dei veicoli. Le cadute costituiscono invece la causa più frequente di trauma nei bambini compresi nella fascia di età 0-4 anni.

 

da lastampa.it

 

Mercoledì, 24 Aprile 2013
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