Giovedì 24 Settembre 2020
area riservata
ASAPS.it su
Articoli 08/04/2013

La patente di guida speciale ed i codici unionali armonizzati alla luce delle Direttive europee
Categorie, validità, abilitazione e qualificazione professionale, modello unionale, circolazione internazionale

di Gianluca Fazzolari*
Foto da vehicle-documents.it

Al fine di poter offrire tutte quelle utili indicazioni dedicate al controllo ed alla verifica sul documento di guida dei codici armonizzati di tipo unionale, atti a contraddistinguere le limitazioni imposte agli utenti della strada diversamente abili che nell’era della mobilità globale non debbono e non possono non essere considerati soggetti attivi del fenomeno circolatorio stradale, nell’ambito del convegno “Guida e disabilità” organizzato e promosso dalla Prefettura della Spezia,  dall’Automobil Club della Spezia e dall’Ufficio provinciale P.R.A. con la collaborazione della Consulta provinciale disabili,  sono onorato del privilegio che mi è stato concesso nel poter tracciare, attraverso il presente lavoro, le essenziali linee guida alla luce dei recenti mutamenti del codice stradale nazionale. La breve disamina dell’evoluzione storica del titolo a condurre, espressamente dedicato alle persone che presentano disabilità, consente di meglio inquadrare le problematiche alle quali molto spesso ancora oggi, questa fascia di utenza deve far fronte. Prima di giungere all’analisi dell’argomento di quest’incontro, preliminarmente a quanto si dirà, è doveroso analizzare le peculiarità che caratterizzano la patente speciale, anche attraverso un rapido sguardo al nuovo modello di patente di guida “unionale”, così per come voluto e preveduto dal legislatore europeo.



Le patenti speciali
Il decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, Testo unico delle norme sulla circolazione stradale, all’articolo 80 prevedeva che i cittadini con disabilità, che il codice definiva mutilati o minorati fisici, potessero condurre motocicli, motocarrozzette ed autovetture purchè adattati in relazione alla loro infermità, se muniti di patente di categoria F. Lo stesso articolo 80 stabiliva che qualora non fosse stato necessario prescrivere adattamenti al veicolo, le persone disabili potevano ottenere la patente di guida ad uso privato per autoveicoli e motoveicoli delle categorie A e B, limitatamente ai motocicli, alle motocarrozzette ed alle autovetture o a determinati tipi di essi.
 


> Leggi l'articolo

 

 

Lunedì, 08 Aprile 2013
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK