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Notizie brevi , News 24/03/2013

L’ultimo saluto al Capo
Le lacrime dei suoi vecchi Marescialli e Ispettori
Il prefetto Manganelli sarà cremato e ha chiesto che le ceneri siano conservate nel Sacrario della Polizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ero presente all’ultimo saluto al Capo della Polizia Antonio Manganelli in una mattinata di tiepido sole nella Chiesa di S. Maria degli Angeli a Roma.
Mi si sono fissati alla mente, come copia e incolla, i momenti più significativi delle esequie del Capo.
La sua Polizia era tutta lì fisicamente o col cuore. Ecco che tornano i flash della cerimonia.
Non avevo mai sentito il flap di un elicottero di un elicottero in volo su un corro funebre che, scortato dalla Stradale, arriva puntuale in piazza della Repubblica. Ero abituato all’elicottero che volteggia  sopra le piazze calde dell’O.P., sugli stadi prima delle partite, o quello che precede il Giro d’Italia.
Rappresentanti delle Istituzioni e autorità ai massimi livelli. Sarebbe lungo citarle tutte.
La banda della Polizia che, mentre la bara scivola fuori dal ventre del carro funebre, fa sentire i classici 3 squilli di tromba. Anche qui anziché seguire il solito attacco dell’Inno di Mameli, è iniziata una solenne marcia funebre, quella che ingenuamente non ti aspetti.
Schierati i picchetti della Polizia di Stato, dei Carabinieri della G.di F.  e delle altre forze di Polizia.
Ma fra tanta gente ho visto molti occhi lucidi anche quelli di molti ex Manganelli Boys. Erano i Marescialli e Ispettori che lo hanno accompagnato nel suo brillantissimo commino nella Polizia, alle Squadre Mobili, allo SCO, oppure al suo fianco quando Manganelli era  questore di Palermo e  Napoli.  Anziani Marescialli e Ispettori ormai in pensione,  che venivano anche da altre città lontane, alcuni li conoscevo, erano della  mia epoca.
Ecco i loro occhi lucidi e il loro saluto militare alla fronte  anche se in “abiti civili”  mentre passa il feretro, gesti che mi hanno fatto capire quanto il Capo fosse vicino ai suoi uomini che hanno ricambiato con tanto affetto. Un affetto che per il prefetto Manganelli, poliziotto fino all’ultimo respiro, che ha mangiato la polvere della strada con i suoi agenti, era essenziale. Tanto essenziale che il Capo, quando ormai i segni della malattia non lasciavano via di scampo, ha deciso di farsi cremare ed ha chiesto che l’urna con le sue ceneri fosse custodita nel Sacrario della Polizia  fra i suoi uomini e donne caduti in servizio.
Si sentirà meno solo.  Si sentirà fra i suoi.

 

Giordano Biserni
Presidente ASAPS

Domenica, 24 Marzo 2013
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