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Posta 19/03/2013

Forte dei Marmi
L’appello di Angela Palermo per rintracciare il soccorritore, un ciclista medico,  che in seguito all’incidente le ha salvato la vita

Foto Blaco - Archivio Asaps

Gentile Presidente Biserni,
mi chiamo Angela Giovanna Palermo.
L’8 settembre 2012 sono stata travolta da un’automobile, come già il  il Commissario Fontana le avrà detto.
Quel giorno sono stata soccorsa da un ciclista che mi diceva di essere un medico. Io avevo tanto paura di morire senza poter salutare nessuno dei miei familiari che abitano in Basilicata. I dolori procuratimi dall’impatto erano lancinanti. Ero convinta che non ce l’avrei fatta a sopravvivere a tanto dolore ed urlavo come per sentire la vita ancora scorrere dentro di me. Urlavo per paura di venire travolta da altre automobili o da qualche camion. Urlavo il mio dolore, la mia paura e il bisogno di essere soccorsa. Urlavo senza riuscire a muovere le gambe per alzarmi e andare.
Al mio grido di dolore ha risposto un ciclista dolcissimo che mi ha prestato i primi soccorsi e ha impedito il peggio. Ha immediatamente allertato i soccorsi, cosa che non ha fatto la mia investitrice. Io volevo alzarmi ma non riuscivo ed egli ha da subito intuito che potessi avere un problema alla colonna vertebrale. Mi ha detto di restare assolutamente immobile perché qualsiasi movimento si sarebbe potuto rivelare fatale. Mi ha tranquillizzata, mi ha detto che DOVEVO salvarmi e si è messo vicino a me. Gli ho chiesto di chiamare mio marito perché volevo salutarlo prima di morire e lui l’ha fatto. Ha rimproverato la mia investitrice che mi accusava, mentendo, del terribile incidente.
Questo ciclista medico ha poi chiamato in ospedale per avere mie notizie. Cosa che non ha mai fatto la mia investitrice, nemmeno a distanza di mesi. Sentivo il medico del Pronto Soccorso che gli diceva che le mie condizioni erano molto gravi, che dovevano tenermi sotto osservazione per un ematoma al cervello, ma che,probabilmente, me la sarei cavata. Chiuso il telefono, il medico dell’ospedale mi ha detto che ero stata fortunata ad aver incontrato un soccorritore medico, vista la pericolosità della frattura vertebrale che con qualsiasi movimento sbagliato avrebbe potuto scomporsi e procurarmi, addirittura, la paralisi delle gambe. Ho pregato il medico di chiedere al mio soccorritore le generalità ma egli non ha più chiamato o, almeno, così mi hanno detto.
Io vorrei chiedere il suo aiuto, presidente, per poter ritrovare quello che per me è un Angelo.
Vorrei solo poterlo ringraziare di persona per avermi salvato la vita. Spero di poter contare sul suo aiuto.
Grazie,

 

 

Angela G. Palermo.
 

Martedì, 19 Marzo 2013
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