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Notizie brevi 26/02/2013

“Chi l’ha visto?” e la Polizia Stradale: le indagini sui delitti della strada approdano in tv nella trasmissione di Federica Sciarelli

(ASAPS) Forlì, 26 febbraio 2013 – “Chi l’ha visto?” è una domanda che ci facciamo spesso, quando un corpo resta esanime sulla strada e chi ha ferito, o ucciso, scompare oltre la curva. Per far luce, dietro la curva, c’è bisogno del contributo di tutti: testimoni sconosciuti che restano nascosti con le loro verità in attesa che qualcuno ne stimoli le coscienze per aiutare gli inquirenti a rimettere insieme i pezzi del mosaico, ma serve anche un lavoro d’intelligence sul campo, che permetta di ricostruire tutto nel minimo dettaglio.
Vittorio Rizzi – ospite nella scorsa puntata di “Chi l’ha visto?” per raccontare come si è fatta piena luce su un tragico contromano costato la vita a quattro incolpevoli turisti francesi – è uno dei poliziotti più talentuosi di oggi e lo ha dimostrato nella sua lunga carriera di detective alla guida delle principali Squadre Mobili d’Italia, ultima tra tutte quella di Roma: oggi guida la Polizia Stradale, Specialità che vanta una più che onorevole tradizione investigativa e che non si occupa solo di auto rubate, di rapine autostradali, di traffico di esseri umani o di truffe assicurative.
Negli ultimi anni, infatti, il moltiplicarsi di delitti stradali insoluti ha portato le squadre di polizia giudiziaria della Stradale ad affinare le proprie capacità in un campo difficilissimo, la caccia ai pirati, su cui anche l’ASAPS dice da tempo la sua con il proprio osservatorio che resta, oggi, l’unica sorgente statistica italiana di questa fattispecie criminale.
“Chi l’ha visto”, il settimanale di giornalismo investigativo di Rai Tre, si occupa di questi delitti da anni: veri e propri misteri, destinati spesso a diventare, dei “cold case” che nessuno riesce a risolvere.
Purtroppo, ancora oggi le indagini che dovrebbero caratterizzare gli omicidi stradali non sono sempre condotte come invece dovrebbe essere: un incidente mortale è spesso rilevato con lo stesso sistema di un semplice tamponamento senza feriti e la maggior parte dei giudici non dedica a questi fascicoli il tempo che sarebbe invece necessario, non fosse altro per dimostrare alle famiglie delle vittime che lo Stato non lascia solo nessuno.
Anche sulle dinamiche più cruente e apparentemente più semplici, non si va a fondo su ciò che, in un delitto “normale”, è definito “movente”: nella puntata di mercoledì scorso, si è visto come una strage autostradale è stata invece ricostruita nel dettaglio, con la ricostruzione tridimensionale della folle corsa di un’auto contromano che aveva come colonna sonora le chiamate terrorizzate al 113.
Pensate a quanto possa essere d’aiuto, al netto della suggestione, portare un contributo di questo genere – realizzato dagli investigatori della Polizia Stradale – nell’aula di un Tribunale.
Per questo Federica Sciarelli, la conduttrice di “Chi l’ha visto?”, ha deciso di avvalersi dell’aiuto della Specialità: la sezione “Auto Pirata” della trasmissione avrà un esperto in divisa che potrà raccogliere in tempo reale le notizie di quei testimoni silenziosi, potrà collaborare con la redazione per fornire informazioni precise e puntuali e il feedback che ne seguirà potrebbe fornire il tassello mancante agli investigatori. La Sciarelli ha capito da tempo che un omicidio stradale è un delitto come tutti gli altri. Ciò che distingue poi un pirata della strada da un omicida ordinario non è il movente, ma il percorso che fa per nascondere le sue tracce. 
Intanto mercoledì si replica sui rischi delle corsie d’emergenza in autostrada con l’interevento della dott.ssa Elisabetta Mancini,  funzionario di punta del Servizio. (ASAPS)
 

Martedì, 26 Febbraio 2013
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