Lunedì 27 Gennaio 2020
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I fenomeni criminali connessi al trasporto merci su strada
L’assalto alla diligenza continua

di Lorenzo Borselli*
Foto Coraggio - archivio Asaps

L’intero sistema connesso al trasporto di merci su strada è da sempre fortemente condizionato da pesanti perdite dovute ai predoni: banditi, briganti, pirati, ladri, rapinatori fin dagli albori della civiltà hanno rappresentato il vero e principale freno del commercio, più di crisi passeggere o recessioni economiche.
Il cosiddetto assalto alla diligenza non è solo un fermo immagine tratto dalla fantasia collettiva dell’epoca moderna, ispirato magari ai racconti romanzeschi del vecchio West, quando bande di rapinatori a cavallo, travisati con fazzoletto e impugnando calibro 45 sempre fumanti, davano l’assalto ai convogli isolati diretti alla frontiera. Il furto o la rapina di un bene in transito per fini commerciali da un punto “A” ad un punto “B” è un così dilagante e endemico fenomeno che è entrato a far parte del linguaggio corrente di ciascuno di noi. Nel linguaggio parlamentare italiano, la frase venne usata per la prima volta nel 1915, quando l’onorevole Antonio Salandra, leader insieme a Sidney Sonnino del partito liberale monarchico e con lui fondatore de Il Giornale d’Italia, la usò per descrivere le manovre dell’opposizione per far cadere il governo.
Oggi, la frase viene usata per definire gli intrighi orchestrati da gruppi di persone per dare l’arrembaggio a certa casta, altrimenti definita carrozzone.

 

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da Il Centauro n. 162

 

 

Giovedì, 07 Febbraio 2013
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