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Incidenti italiani all’estero
Un nuovo report il Centauro – ASAPS sui cittadini italiani morti all’estero in seguito ad incidente stradale
Nel 2012 hanno perso la vita 35 connazionali all’estero
Le cause i viaggi per lavoro (compreso un militare) o per vacanza

Foto di repertorio dalla rete

(ASAPS) Nel solo mese di gennaio già tre nostri concittadini hanno perso la vita in terra straniera. E’ di martedì 21 gennaio la notizia di una coppia di fidanzati padovani che, impegnati in Australia nel lavoro di raccolta delle mele, sono rimasti coinvolti come passeggeri in un incidente stradale e sono deceduti.
Domenica 20 gennaio, invece, in Mozambico, ha perso la vita un imprenditore di Predappio (FC) appassionato di moto in seguito ad un incidente in sella ad uno dei suoi mezzi.

 

Nel 2012 secondo i dati dell’Osservatorio il Centauro – ASAPS; gli italiani che, in terra straniera per motivi di svago o di lavoro, sono rimasti vittime di incidenti stradali sono stati 35, con 8 feriti negli stessi incidenti fatali e tutti in conseguenza di 31 sinistri occorsi nelle strade dei vari Paesi del Mondo.
Questi nostri concittadini che non hanno potuto rivedere il proprio Paese si trovavano all’estero in viaggio di vacanza in 14 scontri o per lavoro, 17 incidenti, fra i quali un sinistro nel quale ha perso la vita un militare e sono rimasti coinvolti, come dicevamo, in incidenti su strada alla guida o come passeggeri di veicoli o, semplicemente, come pedoni.

 

16 italiani hanno perso la vita in auto, 1 su veicolo militare, 8 in ciclo-moto, 3 in bicicletta e 3 andando a piedi.
La localizzazione degli incidenti che hanno provocato la morte di queste 35 persone rileva che 20 sono avvenuti in Europa, 1 in Nord America, 4 in Asia, 3 in America Latina e 3 in Africa.
I numeri sono importanti pur nella consapevolezza che la globalizzazione e l’apertura di alcune frontiere permettono grandi spostamenti e alti flussi migratori di persone.
La poca differenza fra gli incidenti mortali avvenuti durante una vacanza (14) rispetto a quelli di connazionali che in terra straniera erano impegnati in attività lavorative (17) sta forse ad indicare quella piccola percentuale di fatalità che ha colpito queste persone in quanto i lavoratori, anche all’estero, si pensa utilizzino maggiormente mezzi propri o dell’impresa per gli spostamenti.
Non va dimenticato che in quel numero totale di 1 milione e 300 mila morti l’anno per incidenti stradali sul pianeta, i numeri più drammatici riguardano proprio i continenti con una motorizzazione meno sviluppata come l’Asia, l’Africa, il Sudamerica.
Per una lettura meno arida di questi numeri si può certamente affermare che la sicurezza stradale non conosce confini e che il rispetto delle regole, l’attenzione e la conoscenza delle varie segnaletiche diventano il vero passaporto utile per un soggiorno all’estero. (ASAPS)

 

Giovedì, 24 Gennaio 2013
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